All’AT&T Center di San Antonio, Texas, gli Spurs affrontano i Golden State Warriors, alla caccia di vittorie per assicurarsi un posto nei playoff.
Nel primo quart gli Spurs dimostrano di non essere affatto appagati dal record di vittorie consecutive ottenuto ad Indianapoli e si fanno un sol boccone dei Warriors, che non possono far altro che vedere i padroni di casa chiudere la frazione sul 18-31 e sprecando anche qualche occasione nel finale. Nel secondo periodo San Antonio inizia a gestire partita ed energie, non concedendo spazi a Golden State e chiudendo il primo tempo sul risultato di 42-57. Al rientro sul parquet non si placa la furia dei padroni di casa, che non lasciano scampo agli ospiti e chiudono il terzo quarto sul risultato di 67-87, rendendo il quarto quarto soltanto una formalità. Formalità che viene gestita alla grande dagli uomini di Popovich, che non perdono mai il pallino del gioco, chiudendo sul 90-111. Altra grande prestazione per Duncan e compagni, che allungano il record di vittorie consecutive della franchigia, mentre per i Warriors restano soltanto 7 partite per centrare l’obiettivo playoff.
Per gli Spurs grande prova di Tony Parker, che sfiora la doppia doppia con 18 punti e 8 assist. Buone anche le preve di Duncan, che fa registrare 15 punti, Ginobili e Mills, che partendo dalla panchina segnano 13 punti, e Belinelli, autore di 12 punti.
https://www.youtube.com/watch?v=jjj88865F1k
Per Dunk NBA
Shedly Chebbi
(@shedly7)
parker
Al Bankers Life Fieldhouse di Indianapolis gli Indiana Pacers, in evidente difficoltà, affrontano i San Antonio Spurs, alla caccia del record di vittorie consecutive della franchigia.
Nel primo quarto gli Spurs mettono subito le cose in chiaro, sfondando la difesa dei Pacers e blindando la propria, anche se l’attacco dei padroni di casa non sembra essere all’altezza, chiudendo la frazione sul risultato di 25-15. Nel secondo periodo la partita è un po’ più equilibrata, con Indiana che cerca di rimontare e San Antonio che gestisce bene e riesce a mettere altri punti di differenza, chiudendo il primo tempo sul risultato di 48-35. Al rientro sul parquet i padroni di casa continuano sulla falsa riga del secondo periodo, riuscendo a rimontare, però, soltanto tre punti agli ospiti, che danno sempre la sensazione di avere in mano la partita, ed il terzo quarto si chiude sul 69-59. Nell’ultimo periodo Indiana crolla definitivamente sotto i colpi di una spietata San Antonio, che mette la pietra tombale sulla partita, chiudendo sul 103-77. Ottima partita per gli uomini di Popovich, che si regalano il record della franchigià, ottenendo la diciottesima vittoria consecutiva, senza pigiare sull’acceleratore. Notte fonda, invece, per i Pacers, che stanno recuperando le energie in vista dei playoff, ma, a quanto pare, hanno ancora molto da lavorare in fase offensiva.
Per gli Spurs grande prova di Tony Parker, che mette a segno 22 punti. Buona anche la prova di Leonard, che chiude in doppia doppia con 13 punti ed 11 rimbalzi.
Per i Pacers buone le prove di George, Hibbert e Stephenson, che chiudono rispettivamente con 16, 15 e 15 punti.
https://www.youtube.com/watch?v=ycJwW_iUTSw
Per Dunk NBA
Shedly Chebbi
(@shedly7)
All’AT&T Center di San Antonio, Texas, gli Spurs affrontano i Chicago Bulls. Nel primo quarto gli Spurs, visibilmente stanchi dopo le ultime partite non certo facili, tengono testa ai rivali fino a circa 6 minuti dalla sirena, momento in cui i Bulls prendono il largo andando a concludere il periodo sul 21-15. Nel secondo periodo San Antonio riesce a venir fuori, riuscendo anche a sorpassare gli avversari, sul 28-36, per poi essere pareggiati e controsorpassati nel finale di quarto. 40-36 il punteggio con cui si va all’intervallo lungo. Alla ripresa del gioco Chicago non riesce a contentere il ritorno dei padroni di casa, che in poco tempo pareggiano e si giocano la partita punto a punto, salvo poi cedere, complice ancora una volta la stanchezza ed alcune prestazioni molto sottotono, nel finale di quarto per il 68-61, che comunque tiene gli Spurs in gioco e rimanda tutto all’ultimo quarto. Nel quarto periodo, però, gli ospiti sono abili a gestire le minacce portate da Parker e compagni e chiudono sul 96-86.
Per i Bulls buone prove da parte di tutto il quintetto e di due dei quattro uomini subentrati dalla panchina. Su tutti Boozer, autore di 16 punti e 12 rimbalzi, e Butler, che ha segnato 19 punti. Da segnalare anche la doppia doppia di Noah, con 10 punti e 10 rimbalzi.

Per gli Spurs buone le prove di Parker, che ha fatto registrare 20 punti, e Duncan, autore di una doppia doppia con 17 punti e 12 rimbalzi.
All’AT&T Center di San Antonio, Texas, gli Spurs affrontano gli Ocklahoma City Thunder di super Durant. Nel primo periodo i Thunder partono con tutto il gas aperto, riuscendo ad ottenere un buon vantaggio. Vantaggio che, però, gli Spurs riescono a colmare parzialmente andando a -6, per il 30-24 con il quale si chiude il primo quarto. Nel secondo periodo la gara si fa interessante e San Antonio inizia a farsi sotto con più insistenza. OCK, però, riesce a tenere Parker e compagni a debita distanza ed il primo tempo si chiude sul 55-53. Al rientro sul parquet la partita continua ad essere sostanzialmente equilibrata e gli Spurs riescono a passare in vantaggio, per poi farsi risuperare dai Thunder nell’ultimo minuto del quarto, per il 76-75. Nell’ultimo periodo, però, San Antonio non riesce più a costruire in maniera efficace e OCK ne approfitta. 111-105 il risultato finale.

Per i Thunder, ancora una volta, Kevin Durant va oltre i 30 segnando 36 punti. Da segnalare anche i 27 punti di Reggie Jackson.
Per gli Spurs impressionante prestazione di Tony Parker che segna 37 punti. Ancora una volta in doppia doppia Tim Duncan, con 14 punti e 13 rimbalzi.
Per Dunk NBA
Shedly Chebbi
All’AT&T Center di San Antonio, Texas, gli Spurs, privi di Tony Parker, affrontano i Milwaukee Bucks. Nel primo quarto i Bucks riescono a tenere testa agli Spurs, per poi cedere nei 4 minuti conclusivi ai più quotati avversari per 16-29. Nel secondo periodo San Antonio controlla, in scioltezza, il vantaggio ottenuto nel primo periodo e riesce anche ad allungare di ulteriori due punti su Milwaukee. 38-53 il risultato con cui si va all’intervallo lungo. Al rientro sul parquet, nonostante gli sforzi dei Bucks, gli Spurs fanno dimostrano di essere una grande squadra e chiudono, di fatto, la partita sul 60-84. L’ultimo periodo è soltanto una formalità per gli uomini di Popovich che può svuotare la panchina. 82-110 il risultato finale.
Per gli Spurs, che tornano alla vittoria dopo lo stop dell’altra sera, buona prestazione di Patty Mills, che parte dalla panchina e segna 20 punti. Da segnalare anche le prestazioni di Belinelli, 14 punti, Ayres e de Colo, autori di 13 punti, Leonard, 11 punti, e Duncan, in doppia doppia con 11 punti e 13 rimbalzi.

Per i Bucks buona prova di Brandon Knight, autore di 21 punti. Da segnalare anche gli 11 punti di Antetokounmpo ed i 10 di Sanders e Henson.
Al Madison Square Garden di New York i Knicks affrontano i Los Angeles Clippers. Nel primo quarto i padroni di casa riescono a chiudere sul 23-27 senza particolari problemi. Il secondo periodo, invece, termina con lo stesso parziale, ma a parti invertite. Si va dunque al riposo sul 50-50, dopo un primo tempo divertente. Tornati sul parquet, però, i Knicks sembrano non avere la stessa brillantezza che hanno avuto nel primo tempo ed i Clippers ringraziano portandosi sul 76-67. Nell’ultimo periodo, nonostante New York si sia svegliata, gli ospiti sono devastanti sotto canestro, specialmente con Blake Griffin e Crawford e la partita termina 109-95. Altro stop, dunque, per i Knicks. Per i Clippers grande prova di Blake Griffin, che mette a referto 32 punti. Buona anche la prova di Jamal Crawford, che parte dalla panchina e segna 29 punti. Solita doppia doppia per DeAndre Jordan, autore di 11 punti e 16 rimbalzi. Per i Knicks buone prove di Carmelo Anthony, in doppia doppia con 26 punti e ben 20 rimbalzi, e J.R. Smith, che parte dalla panchina e segna 24 punti.

All’AT&T Center di San Antonio, Texas, gli Spurs, vittoriosi nelle ultime uscite, affrontano i Portland Trail Blazers. Nel primo periodo la partita è più che equilibrata ed il risultato finale non può che essere di parità: 27-27. Nel secondo periodo i Trail Blazers riescono a prendere un buon vantaggio e portano il risultato a proprio favore, chiudendo il primo tempo sul 54-49. Al rientro sul parquet gli Spurs riescono a raggiungere e superare, seppur di musura, Portland, grazie al layup sulla sirena di Manu Ginobili, sul 77-78. Nell’ultimo periodo, però, San Antonio sembra accusare la stanchezza accumolata nelle ultime uscite e Portland non si lascia scappare l’occasione di controsorpassare, ed allungare, sui padroni di casa per il 109-100 finale. Per i Trail Blazers buone prove di LaMarcus Aldridge, in doppia doppia con 13 rimbalzi e 26 punti, e Wesley Matthews, che mette a referto 24 punti. Per gli Spurs ottima prova di Manu Ginobili, autore di 29 punti.
All’AT&T Center di San Antonio gli Spurs, in un ottimo periodo di forma, affrontano gli Utah Jazz. Il primo quarto è sostanzialmente equilibrato e gli spurs riescono a chiudere con 3 punti di vantaggio grazie alla schiacciata di Ayres sulla sirena. Il secondo periodo è praticamente la fotocopia del primo, ma anche in questo caso San Antonio riesce a mettere dei punti tra se ed i Jazz chiudendo il primo tempo sul 45-50. Al rientro in campo gli Spurs hanno maggiore brillantezza ed i Jazz non riescono a tenere il loro passo. 24-31 il parziale del periodo, con San Antonio che chiude il terzo quarto in vantaggio per 69-91. Nell’ultimo periodo gli Spurs calano e Utah ne approfitta per rifarsi sotto. Tuttavia i padroni di casa riescono ad allungare sul 99-105, prima, e sul 106-102, poi. Inutile la tripla di Trey Burke a 4 secondi dalla fine, visto che subito dopo John Lucas III è costretto al fallo su Belinelli, che segna entrambi i liberi per il 105-109 finale. Per gli Spurs buone prove di Parker, 25 punti e 9 assist, Dunca, Leonard e Belinelli, autori di 15 punti a testa, e Ginobili, autore di 13 punti. Per i Jazz buone le prove di Kanter, 25 punti dalla panchina,Burks, 20 punti, Favors, 19 punti e 12 rimbalzi, e Burke, 17 punti e 11 assist.

Allo STAPLE Center di Los Angeles i Clippers affrontano i Dalla Mavericks. Nel primo quarto regna l’equilibrio, tanto che Dallas chiude il quarto in vantaggio per 32-30 grazie ai 2 punti di Carter e all’errore di Jared Dudley a 2 secondi dalla fine. Nel secondo quarto, invece, vengono fuori i Clippers, che, nonostante la buona fase offensiva dei Mavericks, riescono a prendere un vantaggio di 10 punti, andando così al riposo sul 62-72. Al ritorno sul parquet i Clippers non riescono ad essere così incisivi come nel secondo quarto ed i Mavericks riescono ad assottigliare a soli 2 punti lo svantaggio. Il quarto periodo decide la partita. Dopo un sostanziale equilibrio, durato per tutto il periodo, la partita entra nel vivo a 11 secondi dalla fine. Momento in cui Jamal Crawford si prende il fallo e va in lunetta per il pareggio e sorpasso. Dopo che Calderon sbaglia la tripla Carter è costretto al fallo che manda in lunetta DeAndre Jordan, che realizza solo uno dei due tiri a sua disposizione e, subito dopo, va ad intercettare il passaggio di Blair, chiudendo così la partita sul 127-129. Per i Clippers ottima prova di Redick, autore di 22 punti. Da segnalare anche i 25 punti dalla panchina di Barnes ed i 23 punti di Griffin. Per i Mavericks grande prova di Nowitzki, autore di 27 punti. Buona anche la prova di Delambert, autore di 20 punti.
Alla New Orleans Arena i Pelicans affrontano gli Spurs del rientrante Ginobili e, più che mai, di Tony Parker. Nel primo quarto gli Spurs, dopo essere andati sotto 0-5 nei primi 2 minuti, riescono a raggiungere i Pelicans dando vita ad un duello punto a punto, che si conclude sul 24-28. Il secondo periodo prosegue sulla falsa linea del primo e, nonostante il +8 che New Orleans riesce ad ottenere a metà quarto, San Antonio da il “la” alla sua rimonta e va all’intervallo lungo sul punteggio di 51-52, grazie al canestro di Belinelli sulla sirena. Il rientro sul parquet vede, anche in questo quarto, i Pelicans portarsi in vantaggio, per poi farsi raggiungere, e questa volta farsi anche superare, dagli Spurs, che portano il risultato sul 76-73. Nell’ultimo periodo San Antonio non riesce a scrollarsi dalle spalle i Pelicans, che ad un certo punto riescono anche a raggiungere gli Spurs. Gli Spurs, però, riescono a resistere alle cariche dei padroni di casa e, a 43 secondi dal termini, Parker mette il 99-95 che abbatte i Pelicans che, pochi secondi dopo, non riescono a trovare la retina con la tripla di Roberts. A 20 secondi dal termine il rientrante Ginobili si prende un fallo d’esperienza che lo manda in lunetta per i 2 punti decisivi.
Per gli Spurs ottima prestazione di Parker, autore di ben 27 punti e 7 assist. Buona anche la prova di Duncan, 18 punti e 9 rimbalzi, Ginobili, al rientro con 14 punti, Leonard, 13 punti, e Belinelli, 12 punti dalla panchina.

Per i Pelicans buone le prove di Davis, 22 punti e 11 rimbalzi, e Roberts, autore di 19 punti.
Gli Spurs tornano ad alti livelli contro i Clippers, i Pacers vincono contro i Pelicans
All’AT&T Center di San Antonio gli Spurs ospitano un avversario, sulla carta, scomodo: i Los Angeles Clippers. Nello sport, però, i pronostici non sono sempre rispettati e quella che sarebbe dovuta essere una partita combattuta rischia di diventare una passeggiata per San Antonio. Nel primo periodo, infatti, Parker e compagni sono così ispirati, o Griffin e compagni sono così spenti, che gli Spurs chiudono sul risultato di 17-37. Nel secondo quarto la partita non cambia piega e così gli Spurs continuano la propria marcia ed i Clippers, spaesati, non riescono ad avere una reazione concreta. Il primo tempo si conclude con il risultato, pazzesco, di 35-70. Risultato che mette in condizione Popovich di svuotare la panchina. Al rientro sul parquet i Clippers riescono ad avere una piccola reazione. Il parziale del terzo periodo è di 35-18 a favore dei Clippers, che però avrebbero bisogno di replicare, se non di migliorare, il parziale anche nell’ultimo periodo. Ma così non è, anzi San Antonio riesce ad allungare di altri 4 punti per il 92-116 finale. Grande prestazione di Tiago Splitter, autore di 22 punti. Da segnalare anche la doppia doppia di Tim Duncan, 19 punti e 11 rimbalzi, ed i 17 punti, e 9 assist, di Tony Parker. Per i Clippers buona la prova di Crawford, autore di 24 punti, e Griffin, autore di 19 punti.
Al Bankers Life Fieldhouse di Indianapolis i Pacers affrontano i New Orleans Pelicans. La partita si mette subito in salita per George e compagni. I Pelicans, forse un po’ snobbati dai Pacers, chiudono il primo quarto sul 27-15. Nel secondo quarto, però, i Pacers danno segnali di rimonta e chiudono il quarto con il parziale di 22-29, per il 49-44 con il quale si va all’intervallo lungo. Al rientro sul parquet la rimonta dei Pacers si completa ed è di quelle che non lascia scampo. Nel terzo quarto Indiana gioca alla sua maniera, ottenendo un parziale di 12-30 che manda al quarto quarto sul punteggio di 61-74. Nell’ultimo periodo New Orleans cerca di restare in partita, ma il divario tecnico tra le due squadre è troppo netto. I Pacers vincono 82-99. Buona la prova di George, autore di una doppia doppia con 24 punti e 10 rimbalzi. Da segnalare anche i 19 punti di Stephenson. Per i Pelicans buona la prova di Gordon, autore di 21 punti.
I primi due mesi della stagione NBA 2013/2014 si sono conclusi, e il giornale online bleacherreport.com ha stilato la classifica dei 5 migliori giocatori per ruolo. Per quanto riguarda i playmaker ovviamente non compaiono due super stars: si tratta di D-Rose, infortunatosi nuovamente a Portland dopo un anno di inattività e che ha disputato pochissime gare in questa season, e neanche Rondo, play dei Boston Celtics, vicino al rientro, ma che ha praticamente saltato tutto il 2013. Vediamo quindi come si compone il “quintetto” dei 5 migliori playmaker NBA:
Al 5° posto
Tony Parker
Team: San Antonio Spurs
Age: 31
2013-14 Per-Game Stats: 18.0 points, 2.5 rebounds, 6.1 assists, 0.0 blocks, 0.6 steals, 19.88 PER
Al 4° posto
Damian Lillard
Team: Portland Trail Blazers
Age: 23
2013-14 Per-Game Stats: 21.4 points, 3.6 rebounds, 5.8 assists, 0.3 blocks, 0.8 steals, 20.16 PER
Al 3° posto
John Wall
Team: Washington Wizards
Age: 23
2013-14 Per-Game Stats: 20.2 points, 4.2 rebounds, 9.0 assists, 0.4 blocks, 2.1 steals, 20.93 PER
Al 2° posto
Stephen Curry
Team: Golden State Warriors
Age: 25
2013-14 Per-Game Stats: 23.4 points, 4.7 rebounds, 9.6 assists, 0.3 blocks, 1.9 steals, 23.32 PER
Al 1° posto
Chris Paul
Team: Los Angeles Clippers
Age: 28
2013-14 Per-Game Stats: 19.7 points, 4.7 rebounds, 11.3 assists, 0.1 blocks, 2.5 steals, 27.35 PER
Gli Spurs riescono a vincere, all’ultimo respiro, una partita sofferta grazie alla prestazione immensa di Tim Duncan, tornato sui suoi livelli. Gli uomini di Budenholzer, ex collaboratore tecnico di Popovich, sono riusciti a mettere in difficoltà San Antonio lottando punto a punto contro i più accreditati padroni di casa. A un secondo dalla fine Ginobili è riuscito a servire Duncan, liberato dal movimento di Belinelli, che a 0,4 secondi dalla fine ha lasciato andare il tiro che ha portato alla vittoria gli Spurs.
Atlanta ha giocato un’ottima partita grazie alla prestazione maiuscola del suo quintetto base, che è andato in doppia cifra con tutti i suoi elementi. Su tutti ottima prestazione di Teague, autore di 19 punti e 7 assist, e Al Horfod, che ha segnato 18 punti e preso 7 rimbalzi. “Questa sì che è stata una partita di NBA -ha detto Budenholzer-. Sono orgoglioso dei miei ragazzi. E’ stata una buona partita. Se continuiamo così potremmo essere al top tra poche partite. San Antonio ti mette alla prova in molti modi diversi. Ti mettono alla prova su entrambi i lati del campo, sono contento che i miei ragazzi sono stati in grado di competere con loro in questo modo”.
Per gli Spurs è stata dura, ma alla fine è arrivata la vittoria. In una delle poche partite in cui la difesa di San Antonio concede 100 punti agli avversari ad accendersi è la stella di Tim Duncan che, tiro della vittoria a parte, regala una prestazione maiuscola meritando per netta superiorità tecnica il titolo di MVP della partita. Per lui sono arrivati 23 punti e 21 rimbalzi (6 offensivi e 15 difensivi), diventando così il giocatore più vecchio ad aver segnato più di 20 punti e preso più di 20 rimbalzi. “Mi sento molto più in salute ora -ha detto Duncan-. Per qualche settimana ho avuto a che fare con qualche problemino, ma ora mi sento bene e le gambe iniziano a girare per il verso giusto”. Per gli Spurs da segnalare anche i 15 punti, e 7 assist, di Parker e i 16 punti di Diaw. Una nota la meritano anche Ginobili (10 punti e 7 assist), che ha fornito l’assist decisivo a Duncan, e Belinelli (13 punti), autore del movimento che ha liberato lo stesso Duncan al tiro.
Gli Spurs cadono per la seconda volta in tre partite. Questa volta a far cadere Parker e compagni sono i Rockets guidati da un Harden in grande spolvero. Dopo essere andati sotto per 57-46 all’intervallo lungo San Antonio ha provato la reazione nella seconda metà del match. Ma sulla loro strada hanno trovato una squadra che non si è lasciata abbattere dal parziale del terzo periodo (26-34) ed ha portato in porto la partita chiudendo sul 112-106.
Per Houston a fare la differenza è stato James Harden, autore di 31 punti, e Chandler Parsons, che ha segnato 25 punti. A fare la differenza anche il dominio che i Rockets hanno avuto nel recuperare rimbalzi, grazie anche alla prova di Terrence Jones (16 rimbalzi complessivi).

Per gli Spurs non basta il rientro di Tony Parker. San Antonio nel primo tempo non è riuscito a tenere il passo dei Rockets ed ha concesso troppi punti Harden e compagni. Cosa non usuale per gli Spurs che fanno della difesa uno dei loro punti di forza. Le uniche note positive nella serata dell’AT&T Center sono state la voglia di rimettere in sesto una partita che sembrava compromessa, ed a tratti ci sono riusciti portandosi a -2 con 32 secondi da giocare, e il rientro di Parker. Il play francese, che aveva saltato l’ultima partita per un leggero infortunio alla caviglia, ha messo a referto ben 27 punti , 8 assist e 6 rimbalzi. Da sottolineare la grande prova anche da parte del ritrovato Tim Duncan, a segno con 20 punti, e di Marco Belinelli, che segna 18 punti partendo dalla panchina. Delude, invece, Leonard autore di soli 6 punti.

















