Sarà Leon Rose, agente sportivo di CAA Sports ed ex agente di LeBron james e Carmelo Anthony, l’uomo forte alla guida del front office dei New York Knicks.
James Dolan avrebbe dunque individuato in Rose il sostituto di Steve Miils, ormai ex presidente dei Knicks cacciato martedì come conseguenza del fallimento del progetto David Fizdale. Al posto di Mills è stato promosso ad interim il general manager Scott Perry.
L’obiettivo di Dolan per il futuro sarebbe quello di riproporre ai Knicks la struttura dirigenziale di squadre come Golden State Warriors e Los Angeles Lakers, che hanno affidato le chiavi del front office a due ex agenti sportivi, Bob Myers e Rob Pelinka, per anni agente di Kobe Bryant.
Leon Rose of CAA and Knicks are finalizing deal to make him club’s next team president, source confirms. William ‘World Wide Wes’ Wesley is under strong consideration to be part of Knicks organization under Rose, per SNY source. Wesley and Rose have strong relationship.
— Ian Begley (@IanBegley) February 6, 2020
Come riportato da Ian Begley di SnyTv, ad affiancare Rose nell’impresa di risollevare le sorti dei New York Knicks, avvitati in una crisi di gestione ormai ventennale, dovrebbe arrivare anche William Wesley, figura di primo piano a CAA Sports e personaggio riconosciuto e rispettato tra giocatori ed addetti ai lavori NBA. Leon Rose è oggi agente di giocatori come Kyle Kuzma, Karl-Anthony Towns e Devin Booker.
Leon Rose fu, tra gli altri, agente anche di Andrea Bargnani, ex giocatore di Toronto Raptors e New York Knicks.
Cade dunque per ora l’ipotesi Masai Ujiri, “sogno” di Dolan ma blindato da un contratto biennale ai Toronto Raptors.

Ma a maggio, mentre i Playoff entravano nel vivo, da qualche parte a Chicago, un ragazzo stava piangendo mentre le sue mani tenevano con presa salda il trofeo più agognato di tutta la NBA. Aveva lo sguardo rivolto a sua madre, seduta in prima fila, e le stava dedicando quel trofeo. A lei che lo aveva ispirato. Derrick Rose ne aveva viste di cose nella sua vita. Padre assente, mamma che come per Isiah Thomas allontanava le gang col fucile e nonna ai fornelli a fargli il pollo per cena. Il southside di Chicago non teme nulla e nessuno, anzi. Per Derrick però le cose divennero presto diverse: stella splendente del firmamento a Simeon HS e poi si segue John Calipari a Memphis.
Ci si stupisce dell’impresa di Westbrook delle due triple doppia di fila, che se vogliamo ben guardare, vediamo anche quanto è favorito dai compagni, soprattutto a rimbalzo dove a volte fanno proprio finta di non andarci nemmeno. Ma quello che erano i Bulls in quegli anni rendeva Rose ancora più forte e lui era il motore irrefrenabile di Coach Tom Thibodeau. La velocità di movimenti, l’hang time, le scelte. Era spaziale, irriverente in certe frazioni di gara, i playmaker avversari il più delle volte lo vedevano prendere l’apertura, tempo di sbattere le palpebre ed era al ferro contro un lungo che nulla poteva fare per stopparlo. Non c’era storia con lui. Ed era una persona di statura “normale” che affrontava “cristoni grandi e grossi per 48 minuti”. Come Iverson.





