Il proprietario dei Detroit Pistons, Tom Gores ha parlato dei risultati insoddisfacenti della sua squadra e di come si bisogni lavorare di più per cercare di centrare l’obiettivo che si erano prefissati a inizio stagione, ovvero i playoffs.
La squadra di Blake Griffin si trova attualmente all’11esimo posto della Eastern Conference, con un record di 12 vittorie e 23 sconfitte. Nelle ultime 9 partite è arrivata una sola vittoria (contro Washington) grazie ad un’ottima prestazione dell’intera squadra: ben 8 giocatori in doppia cifra.
"We have to look at everything": Tom Gores acknowledges Pistons' trajectory isn't good. From @detnewsRodBeard —https://t.co/F7tirzOFjB pic.twitter.com/xvDM2Vlk6P
— Jim Russ (@JimRuss1) January 3, 2020
“Abbiamo avuto dei grossi problemi con gli infortuni, avremmo potuto gestire meglio il tutto” spiega Gores, non addossando tutta la colpa agli infortuni però: “Abbiamo molto lavoro da fare, così non va bene. Non stiamo vincendo e il record è questo, dobbiamo cambiare qualcosa“, così il proprietario cerca di fare il punto della situazione durante un’intervista a fine primo tempo della partita contro i Los Angeles Clippers.
Contro la squadra di Kawhi Leonard e di Paul George, i Pistons hanno dovuto fare a meno di alcuni giocatori importanti come Blake Griffin, il quale ha già saltato 17 partite a causa di numerosi problemi fisici, Reggie Jackson, Markieff Morris e Luke Kennard.
The Clippers bounce back after a slow start and cruise to the home win! pic.twitter.com/X60MRtWJi3
— NBA TV (@NBATV) January 3, 2020
La guardia proveniente dall’università di Duke è una delle poche note liete di questa stagione deludente. Kennard è migliorato esponenzialmente quest’anno rispetto alle due annate precedenti, è riuscito a maturare di più anche grazie all’aumento del minutaggio (passato da 22.8 a 32.9 di media a partita). Il numero 5 ora sta viaggiando a una media di 15.8 punti a partita, tirando con il 39.9% da 3 e con il 44.2% dal campo.
Situazione complicata per i Pistons, cosa fare?
Fa un po’ strano vedere i Pistons in una situazione così delicata, specie dopo le grandi aspettative che erano derivate dopo lo scambio per Blake Griffin. Insieme a lui ci sono giocatori come Derrick Rose e Andre Drummond che avrebbero dovuto fare la differenza ma che ancora non ci sono riusciti.
E’ difficile capire le mosse che la dirigenza deciderà di fare per cercare di risollevare questo inizio di stagione deludente. Si cercherà di mettere sul mercato alcuni pezzi pregiati oppure si cederanno delle scelte future in cambio di giocatori importanti?

Nel 2014, dopo aver cambiato Lawrence Frank, rimasto in carica due anni, Maurice Cheeks, che mangiò il panettone ma non arrivò al Mercoledì delle Ceneri, nella primavera del 2014 è giutno alla corte dei Pistons Stan Van Gundy. Contratto di cinque anni, carica presidenziale e la netta sensazione che in lui fossero riposte tutte le speranze di rilancio rossoblù.
La difesa dei Pistons, poi, è solida, con cinque uomini focalizzati sul lato forte che a volte sembrano una muraglia umana non valicabile. Lo stesso Harris, poi, tiene benissimo le incursioni avversarie, mentre Morris è un mastino che marca in modo asfissiante il proprio uomo e ha l’esplosività per stargli dietro nel caso questi gli sgusci via.