Dopo il pesante passo falso di Kazan l‘Olimpia Milano resta nella terra degli zar e dei colbacchi, dove fronteggerà uno Zenit San Pietroburgo che sta stupendo e non poco in ambito europeo. La formazione di Xavier Pascual si trova infatti al quinto posto in classifica, frutto di 7 vittorie e soltanto 3 insuccessi.
Zenit San Pietroburgo-Olimpia Milano: le chiavi della partita
La Russia rimane terra ostile per l’Olimpia Milano: a San Pietroburgo lo Zenit supera all’ultimo i meneghini con il punteggio di 74-70 e conquista così l’ottava sinfonia stagionale.
Partita ben approcciata dalle scarpette rosse, che malgrado la stanchezza e il possibile contraccolpo psicologico dovuto alla sonora sconfitta contro Kazan si sono presentate con ben altro atteggiamento. E’ evidente che il primo fondamentale messo a punto dalla squadra di Ettore Messina sia stato la difesa: durante il corso della partita i passaggi a vuoto nella propria metà campo sono stati rari, quasi impercettibili. Anche chi in attacco non è riuscito a trovare la quadra si è energicamente speso dall’altra parte del parquet, senza lasciare allo Zenit conclusioni ad alta percentuale. Fa eccezione a quanto sopra riferito la prestazione a rimbalzo, aspetto nel quale le scarpette rosse hanno sin dai primi minuti patito i centimetri avversari. In questo senso il tabellino recita un netto e sconfortante 36 a 26. Andando nello specifico, i 5 rimbalzi offensivi catturati in più dai russi hanno fatto molto male alla retroguardia biancorossa, che ha spesso subito canestro negli extra-possessi avversari.
In attacco Milano ha avuto problemi di capitalizzazione: non di rado è accaduto che Rodriguez e compagni sbagliassero conclusioni trovate dopo elaborate e ben studiate manovre offensive. Sotto questo aspetto ha di certo inciso l’usura fisica dei giocatori ospiti, che nel momento finale dell’azione hanno spesso perso lucidità. Dal punto di vista tattico, buone sensazioni sono arrivate dal Pick and Roll (soprattutto quello sull’asse Rodriguez–Hines), che ha permesso a Milano di trovare buone situazioni di tiro.
Lo Zenit ha sfruttato al meglio la profondità e la varietà del roster, mutando continuamente le soluzioni offensive. La palla sotto ad Arturas Gudaitis ha arrecato più di qualche danno alla difesa milanese, come anche le brucianti penetrazioni di Jordan Loyd. Nel complesso, però, è doveroso proclamare MVP del match Jordan Mickey, che con uno strepitoso terzo periodo ha trainato i suoi verso i due punti. In casa Olimpia buone le prestazioni del duo sopracitato. Shields positivo ma poco lucido nel finale, prezioso invece il contributo di Giampaolo Ricci.
Il tabellino del match
Parziali singoli quarti: 19-19, 16-20, 25-21, 14-10
Parziali progressivi: 19-19, 35-39, 60-60, 74-70
Zenit San Pietroburgo: J.Loyd 13, D.Zakharov 2, S.Karasef 9, B.Baron 9, A.Pushkov ne, M.Kuzminskas, A.Zubkov 1, A.Poythress 2, M.Poinitka 4, C.Frankamp 4, J.Mickey 17, A.Gudaitis 13. Coach: Xavier Pascual
Olimpia Milano: D.Hall 8, J.Grant, K.Tarczewski 2, T.Daniels ne, L.Datome 2, N.Melli 8, S.Shields 10, D.Alviti ne, K.Hines 12, S.Rodriguez 20, P.Biligha, G.Ricci 8. Coach: Ettore Messina


