Il 21 Agosto 1936 a Philadelphia, mamma Olivia diede alla luce Wilton Norman Chamberlain, conosciuto dai più solo come Wilt. Oggi avrebbe compiuto 79 anni, se solo un infarto non se lo fosse portato via a 63 anni nel 1999.
Alla nascita è quasi 4 kg e 60 cm di altezza, nessuno però avrebbe mai pensato che a 10 anni sarebbe arrivato a misurare già 180 cm. La strada per il « piccolo » Wilt comincia però in salita, a 6 anni rischia di morire per una polmonite, ma riesce a sopravvivere. Durante l’infanzia, al contrario di come si possa pensare, non era un amante della pallacanestro, ma era un atleta che eccelleva nel salto in alto e nella corsa dei 400 mt, facendo registrare molti record liceali.
Scelse di giocare a basket all’ high school perché gli dissero che le ragazze andavano matte per i giocatori. Con delle doti fisiche mai viste fino ad allora in un campo da basket (2,16 m per 125 kg), cominciò a vincere i campionati cittadini , dominando il gioco in ogni aspetto e riuscendo a realizzare prestazioni da più di 70 punti in alcune partite. Chiuse la carriera scolastica con 37,4 punti di media. Nell’ estate del 1955 giocò qualche mese per i Kutcher’s allenati dal mitico Red Auerbach, una sorta di bizzarra Summer league per giocatori del liceo , che lavoravano di giorno e giocavano di sera per il signore Kutsher. Un aneddoto curioso, fu che con i soldi guadagnati in quei mesi, si comprò la sua prima macchina, ma non avendo abbastanza soldi per pagare una multa per eccesso di velocità, dovette passare una notte in cella aspettando che i genitori gli inviassero la cauzione.
In Ncaa scelse di giocare per Phog Allen, allievo della leggenda James Naismith, che allenava i Kansas Jayhawks. 30 punti di media e 18 rimbalzi anche a KU con un debutto da 52+31 contro Northwestern University. « The Big Dipper », riuscì a far cambiare tre regole del gioco a causa del suo talento prorompente sul campo : Interferenza a canestro in difesa e in attacco, rimessa da fondo campo dietro al tabellone, saltare oltre la linea durante i tiri liberi.
Non potendo andare subito in NBA decise di giocare per gli Harlem Globetrotters per 66.000 $ in un anno e debuttò nel 1958 a Cortina D’ Ampezzo. L’anno dopo fu pronto per il campionato più famoso del mondo. Venne scelto da Philadelphia per una questione di provenienza territoriale . Iniziò la sua carriera Nba con il botto, le cifre non calarono mai riuscendo a segnare il record di sempre di punti per una partita nella massima lega americana, 100 punti contro i Knicks il 2 Marzo 1962. Detiene inoltre il record di rimbalzi segnati in carriera, 5° migliore realizzatore di sempre in 1045 gare. Purtroppo all’epoca alcune statistiche come palle rubate e stoppate non erano conteggiate o avremmo avuto altri record del centro dalla Pennsylvania. Domina ogni partita ma riesce a vincere solo 2 anelli Nba a causa degli avversari che si ritrovava in finale, i Celtics di Bob Cousy e Bill Russell che vinsero 11 titoli durante la permanenza di Wilt nella lega.
E’ stata la prima vera Superstar , con la esse maiuscola, del basket come lo conosciamo oggi e nel 1984 recitò addirittura nel film « Conan il barbaro ».
Si ritirò nel 1973 al sesto tentativo di chiudere la sua carriera, con un premio di Rookie of the year nel 1960, 4 MVPs , 7 volte migliore marcatore, 11 volte migliore rimbalzista, 1 volta migliore assistman , 13 convocazioni all’All Star Game e il record per non essere mai uscito per falli , pur essendo stato un grande stoppatore. Stiamo parlando di un uomo fenomenale , unico dentro e fuori dal campo. Pubblicherà in seguito anche una biografia, in cui dichiarerà di essere andato a letto con 20.000 donne diverse. La sua maglia numero 13 viene ritirata dai Sixers, dai Warriors , dai Lakers e dai Globetrotters, nel 1979 viene inserito nella Hall of Fame e nella lista dei migliori 50 giocatori di sempre.
Non nascerà mai più uno come lui, Buon compleanno gigante.
Per NBA Passion,
Aaron Lionti

