Siamo nell’estate del 1998 precisamente al General Motors Place di Vancouver, si sta svolgendo il Draft, tra le chiamate illustri spiccano i nomi di: Mike Bibby 2°, Antawn Jamison 4°, Vince Carter 5°, Jason Williams 7°, Paul Pierce 10°, alla numero 9° viene chiamato da i Milwaukee Bucks un tedesco di 213 cm, piuttosto timido, che verrà immediatamente girato ai Dallas Mavericks, Dirk Nowitzki (in cambio di Robert Traylor 6° e Pat Garrity 19°), ignari che quel ragazzo era destinato a fare la storia dei Mavs e della NBA.
DIRK NOWITZKI: I PRIMI PASSI IN NBA
Nella sua prima stagione da rookie disputa solo 47 partite chiudendo con una media di 8.2 punti , ma nella seconda (17.5) e nella terza (21.8) e le cifre si alzano vertiginosamente anche grazie all’affiatamento che si crea con Steve Nash e Michael Finley. Un ragazzo silenzioso, un gran lavoratore che fa del tiro da 3 punti la sua specialità nonostante le lunghe leve. A Dallas si ha la sensazione che sia nata una stella e che presto la franchigia texana potrà competere per il titolo.
Oltre ad essere protagonista in NBA, Dirk Nowitzki consegue ottimi risultati con la nazionale tedesca: nel 2002 conquista la medaglia di bronzo e il titolo di MVP ai mondiali di Indianapolis (Stati Uniti) chiudendo con 24 unti di media, e nel 2005 rivince il titolo di MVP e la medaglia d’argento agli Europei di Serbia e Montenegro chiudendo con un mostruoso 26.1 punti di media.
IL PRIMO DISPIACERE E IL RISCATTO
Ormai i tempi sono maturi: dopo una regular season sontuosa chiusa con 26.6 punti di media (massimo in carriera) e il 4° posto a ovest è il momento di giocare la sua prima finale in NBA, Di fronte a lui ci sono i Miami Heat. la serie si apre con un comodo 2-o sfruttando il fattore campo, in gara uno a dominare la scena è il suo compagno di squadra Jason Terry che chiuderà la partita con 32 punti, ma in gara due sale in cattedra il tedesco con 26 punti e il risultato finale di 99-85 che spezza le gambe agli Heat. In Florida le cose cambiano, Miami ribalta la serie e si laurea campione NBA del 2006, a nulla sono serviti i 30 punti di Gara 3 e i 29 punti di Gara 6. Un colpo troppo duro per il tedesco che si reca nel deserto australiano in una sorta di ritiro spirituale.
All’inizio delle stagione 2006/2007 Dirk racconta che quel viaggio nel deserto lo ha cambiato e adesso è pronto a prendersi la sua rivincita. Inizia conquistando il titolo di MVP della stagione regolare chiudendo con 24.6 di media punti, ma il vero capolavoro del tedesco arriva nel 2011: Finale NBA di fronte ai Mavs ci sono nuovamente i Miami Heat capitanati da i Big Three (James, Wade e Bosh), la serie si chiude con il risultato di 4-2 per Dallas, Dirk conquista il titolo di MVP delle Finals e il suo primo Anello NBA. Il tedesco è finalmente sul tetto del Mondo.
IL PASSAGGIO DI TESTIMONE
La carriera straordinaria di Dirk Nowitzki procede, diventerà il miglior marcatore della franchigia e il 7° marcatore di sempre nella NBA con 31.358 punti all’attivo. A fine stagione il tedesco, arrivato a 40 Anni e alla sua 21° stagione sta meditando il ritiro, e tutta il mondo cestistico è pronto a rendergli omaggio: palazzetti gremiti che invocano il suo nome, convocazione ad honorem all’All Star Game 2019 e la standing ovation tributatagli da Doc Rivers e tutto il pubblico dei Clippers in onore della sua ultima partita a Los Angeles. L’idea del suo ritiro ci intristisce, ma l’ approdo ai Mavericks di un altro ragazzo Europeo di appena 2o Anni e con un enorme talento di nome Luka Doncic ci regala un vero e proprio passaggio di testimone, e la possibilità di vedere ancora una volta un giocatore europeo sul tetto del Mondo.




