Futuro Leonard: perché i Raptors pensano di riuscire a tenerlo

Futuro Leonard: perché i Raptors pensano di riuscire a tenerlo

Futuro Leonard: perché i Raptors pensano di riuscire a tenerlo

Una delle situazioni più interessanti ed intriganti è quella legata al futuro di Kawhi Leonard. Il giocatore, attualmente ai Raptors, diventerà free agent nella prossima estate e sarà uno dei pezzi pregiati della sessione visto anche l’interesse di praticamente tutte le franchigie NBA verso di lui.

Se per molti l’addio da Toronto pare scontato, il pensiero della dirigenza canadese, stando alle ultime, appare ben diverso. Filtra infatti molto ottimismo tra i membri dello staff circa una possibile permanenza dell’ex Spurs in Canada.

Futuro Leonard: i Raptors ottimisti sulla possibile permanenza

Al momento della trade per arrivare a Leonard, con DeRozan che andò a San Antonio, i Raptors sapevano benissimo della sua situazione contrattuale ma che comunque avrebbero avuto un anno di tempo per convincerlo a restare a Toronto. Fondamentale sarà puntare sui vari dettagli e lo staff della franchigia lo sa benissimo. Interessanti a tal proposito le parole del GM Bobby Webster: “Puoi sempre fare quel passo in avanti. Gli atleti professionistici vedono quello che fa, entrano in un nuovo contesto e vedono quali sono le differenze fra le varie organizzazioni: la vivono, ogni giorno, vedono tutto”.

Tuttavia va detto di come, seppur si stia trovando bene a Toronto, Leonard non abbia mai voluto rivelare quali siano le sue priorità nella scelta che dovrà fare in estate. “Non ci sto pensando. Mi sto concentrando sull’opportunità che ho qui e sugli obiettivi della stagione. Più avanti, quando sarà il momento, prenderò la mia decisione”, ha detto a ESPN.

Ujiri sicuro su Kawhi Leonard: ecco perché

Il presidente dei Raptors, Masai Ujiri, si è detto molto ottimista circa la possibilità che Kawhi resti in Canada per varie ragioni. La prima è che i Raptors, da 3 stagioni prima dell’arrivo del giocatore, ha sempre superato le 51 vittorie in regular season ed arriva alla prossima partita, quella di giovedì sera contro gli Spurs, con 28 vittorie. Stando alle proiezioni dell’NBA FiveThirtyEight la franchigia canadese ha una probabilità del 38% di raggiungere le Finals NBA, cosa che non è mai riuscita a Toronto.

Altra ragione valida è quella legata all’età del roster che, in proiezione, è competitivo per i prossimi anni. Tutto questo grazie anche alla selezione delle prime scelte come Pascal Siakam, OG Anunoby e Delon Wright, a quelle del secondo, come Norman Powell e dei free agent, come Fred VanVleet. A questo va da aggiungere che nel 2020 i Raptors avranno grande spazio di manovra per puntellare al meglio la rosa e, qualora restasse, modellare la squadra intorno a Kawhi Leonard.

Infine altra motivazione importante potrebbe essere quella legata a come l’infermeria della franchigia ha tenuto alle condizioni di Leonard. Il giocatore era andato in rotta con gli Spurs anche per questo motivo e non a caso i Raptors hanno sempre cercato di risparmiare il ragazzo nei back-to-back, andando incontro alle esigenze del giocatore, della stagione per farlo recuperare a pieno. Come riferito dal giocatore il suo obiettivo è quello di avere “una carriera lunga e sana” ed il trattamento avuto dallo staff medico della franchigia canadese potrebbe risultare decisivo al momento della scelta di questa estate.

Di questo ha parlato Webster: “L’attenzione ai dettagli dal punto di vista medico è stato qualcosa di centrale ed importante dal momento del suo arrivo. Questo risale già a luglio quando l’ho incontrato la prima volta, cosi come tutti i vari allenamenti specifici. Penso che ormai abbia instaurato una relazione molto personale con lo staff medico che sta lavorando con lui per mantenere il corpo in linea ed essere sempre al meglio”.

Chiudiamo con le parole di Leonard su questo argomento: “Quest’anno per me è decisamente un problema essendo mancato tutta la scorsa stagione. Sono abituato a 30-40 partite all’anno ma lavorando sto tornando al livello dei miei compagni anche se non ho ancora recuperato del tutto il ritmo partita, il tiro ed altre cose che perdi quando stai fermo cosi tanto. Appena sono arrivato non riuscivo ad allenarmi al 100% e lo staff è stato fantastico con me facendomi capire che non c’era fretta e che mi dovevo prendere il mio tempo per recuperare al meglio per arrivare in buona salute ai playoff”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Andrea Notari
notus90@hotmail.it

Andrea Notari, redattore per NBAPassion.com

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