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Houston Rockets: Danuel House torna in G-League, al suo posto Nunnally

di Dennis Izzo
Danuel House-maglia-rockets

Nonostante l’ottima prima parte di stagione disputata con la maglia degli Houston Rockets, con cui sembrava aver finalmente trovato la continuità d’impiego e di rendimento che gli era mancata nelle sue precedenti esperienza tra le file di Washington Wizards prima e Phoenix Suns poi, Danuel House jr. è tornato a far parte del roster dei Rio Grande Valley Vipers, franchigia di G-League affiliata proprio ai Razzi.

Scaduto il two-way contract che gli ha permesso di far parte stabilmente del roster della prima squadra guidata da coach D’Antoni, infatti, il classe ’93, nativo proprio di Houston, ha rifiutato di firmare un triennale non garantito, in quanto chiedeva un contratto garantito fino al termine della stagione con opzione per la prossima. Saltato l’accordo tra le parti, il giocatore fa dunque ritorno in G-League, in attesa di saperne di più sul proprio futuro.

Nel frattempo, per far fronte all’indisponibilità di House e alla mancanza di tanti pezzi del puzzle (Paul, Gordon, Capela e Knight su tutti), i Rockets hanno deciso di cautelarsi offrendo un contratto di dieci giorni a James Nunnally, che sembrava prossimo alla firma con gli spagnoli del Saski Baskonia. L’ala classe ’90, reduce da una brevissima esperienza ai Minnesota Timberwolves (poco meno di 5′ a partita in sole 13 presenze in quel di Minneapolis) e da quattro stagioni in Europa tra Maccabi Ashdod, Sidigas Avellino e Fenerbahce.

Danuel House-Rockets, sarà addio? Intanto Houston accoglie Nunnally

Danuel House torna ai Rio Grande Valley Vipers dopo aver rifiutato due proposte contrattuali degli Houston Rockets.

Il nativo di San Jose, che negli anni scorsi ha indossato anche le maglie di Atlanta Hawks e Philadelphia Sixers, non è mai realmente riuscito a imporsi in NBA, tanto da girare tra G-League, Porto Rico, Spagna, Italia e Turchia prima di ritornarvi. Riuscirà a convincere i Rockets? Molto dipenderà anche dal suo impatto nelle prossime partite e dall’evolversi della situazione legata a Danuel House, che Houston punta a convincere.

Del resto, l’ex Wizards e Suns è passato in breve tempo dall’essere un oggetto del mistero, un’incognita tutta da scoprire, al diventare una pedina irrinunciabile dello scacchiere di D’Antoni, tanto da guadagnarsi un posto in quintetto in seguito agli infortuni di James Ennis e Eric Gordon, facendo registrare ottime medie: 9 punti, 3.6 rimbalzi, un assist, 0.6 recuperi e 0.4 stoppate col 46% dal campo e il 39% dalla lunga distanza in 24.8′ nelle 25 partite giocate nel corso di questa stagione, di cui 10.6 punti, 4.2 rimbalzi, 1.6 assist, 0.6 palle recuperate e altrettante stoppate in 29.3′ a partita nelle 12 gare disputate da titolare.

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