Trade Jimmy Butler: cosa cambia in casa Sixers e Wolves

TRADE JIMMY BUTLER:

Trade Jimmy Butler: cosa cambia in casa Sixers e Wolves

Nella giornata di sabato 10 novembre è arrivata finalmente la notizia della trade più discussa degli ultimi due mesi, Jimmy Butler è un giocatore dei Philadelphia 76ers. Con lui in Pennsylvania anche Justin Patton, mentre in Minnesota finiscono il sophomore Dario Saric, l’ala Robert Covington ed una scelta al 2° giro del draft 2022. Lo scambio apre nuovi scenari per entrambe le franchigie, stravolgendo obiettivi e stili di gioco, andiamo ad analizzarli per capire come cambieranno le due squadre con il nuovo assetto.

PHILADELPHIA 76ERS: NUOVA CONTENDER O RISCHIO DELUSIONE?

Il nuovo duo d’attacco dei Sixers: Butler+Embiid fonte: abs-cbn.com

I Sixers hanno effettuato uno scambio senza precedenti dall’inizio del “Process” di Sam Hinkie, scegliendo di sacrificare giovani interessanti per accaparrarsi una certezza affermata. Questo cambio di rotta era tanto preventivabile, quanto doveroso. Infatti, dopo anni di faticosa risalita, staff e tifosi sono desiderosi di vedere i primi risultati e diventare finalmente una contender per il titolo.

Jimmy Butler è l’uomo giusto al momento giusto nello scacchiere di Philadelphia, un giocatore carismatico in grado di trascinare la squadra nei momenti caldi del match. Il prodotto di Marquette, permetterà di mantenere sempre alto il ritmo offensivo della squadra, grazie alla sua capacità di correre bene il campo in transizione e di far valere il fisico in penetrazione. Ancora più importante sarà il suo ruolo nella metà campo difensiva, formando con Embiid un tandem difficilmente superabile, tra perimetro e centro dell’area. L’ex Bulls inoltre ha fisico ed atletismo per tenere botta contro avversari più alti e grossi. Nella debole Eastern Conference, un giocatore come Butler può far fare il salto di qualità alla squadra, permettendo ai Sixers di giocarsi le proprie carte per l’accesso alle Finals, contro le rodate Toronto e Boston.

TRADE JIMMY BUTLER: I DUBBI SULLO SCAMBIO

Per arrivare a Butler, Phila ha dovuto sacrificare due giocatori fondamentali presenti nel roster, Saric e Covington. Entrambi i giocatori erano importanti per la loro duttilità, in particolare l’addio del croato è quello che fa più male. Senza Saric, infatti, coach Brett Brown dovrà ridisegnare le rotazioni dei lunghi, cercando di non caricare di troppi minuti le fragili giunture di Joel Embiid. L’esperto Amir Johnson avrà ora molto più spazio e dovrà cercare di rendersi partecipe anche in attacco, dove i suoi limiti sono sempre stati evidenti. Curiosità sull’ex Maccabi Jonah Bolden, arrivato in sordina ed abbastanza silenzioso finora, ma con ora una grande opportunità di mettersi in mostra. In ogni caso Philadelphia, oltre ad aver perso uno dei suoi migliori prospetti, non ha giocatori in roster in grado di sostituire Saric soprattutto per la sua pericolosità offensiva dal perimetro. Ed è proprio questo il principale risvolto negativo della trade.

I Sixers, in una botta sola, si sono privati dei due migliori tiratori della squadra insieme a JJ Redick, e nel proseguo di stagione potrebbe essere un problema. Al momento, infatti, senza contare Redick, non ci sono altri tiratori puri sugli scarichi, tranne forse i poco utilizzati Wilson Chandler e Landry Shamet. Questo grosso limite rischia di rendere prevedibile l’attacco di Phila, con la presenza di 3 esterni in rotazione che basano il proprio attacco esclusivamente sul gioco interno e sulle penetrazioni (Simmons, Fultz e McConnell). Anche il neo arrivato Butler, sebbene buon tiratore dalla lunga, predilige il gioco interno, attaccando spesso dal palleggio lunghi più lenti o esterni più leggeri.

La franchigia molto probabilmente dovrà effettuare ulteriori movimenti di mercato (i primi nomi che circolano sono quelli di Korver e Bayless) per ovviare a questo grosso problema, e diventare definitivamente una contender per il titolo.

TRADE JIMMY BUTLER, MINNESOTA TIMBERWOLVES: TUTTO DI GUADAGNATO

I nuovi arrivati in casa Wolves, Saric e Covington fonte: canishoopus.com

Cosa si poteva ottenere tradando un giocatore totalmente in rotta con l’ambiente, che ha più volte espresso la propria volontà di andarsene, rifiutando anche di scendere in campo nelle ultime settimane? Verrebbe da dire poco o nulla, invece lo staff dei Timberwolves si è mosso ottimamente, ed è riuscito ad ottenere ottimi asset dalla trade. Saric e Covington sono due giocatori che si inseriscono perfettamente nel sistema di coach Thibodeau, dando una maggiore profondità sia sugli esterni che nel settore lunghi.

Covington è il sostituto naturale di Butler, ma con caratteristiche diametralmente opposte. Il neo Sixers, è un giocatore che ha bisogno di avere tanto il pallone tra le mani per inventare dal palleggio e creare vantaggio per lui e per i compagni. I problemi nell’attacco dei Timberwolves nascevano soprattutto con Derrick Rose in campo, giocatore con attitudini offensive simili a quelle di Butler. La sensazione, era che si pestassero un po’ i piedi a vicenda. Non è un caso, infatti, che il miglior Rose (quello del career high da 50 punti) sia uscito fuori nel periodo di autoesclusione di Butler, con la possibilità di essere l’unica guida dell’attacco dei Wolves.

E’ proprio in questo contesto che si incastra l’arrivo di Covington, esterno con spiccate doti offensive, con un catch and shoot di tutto rispetto, pronto ad approfittare degli spazi creati dalle penetrazioni di Rose o Wiggins. Il nuovo arrivato è anche un ottimo difensore sul perimetro, con una buona resistenza e freddezza nei minuti caldi del match. Inoltre si è sempre dimostrato un professionista serio, silenzioso ed efficace, il classico uomo squadra che a questi Timberwolves serviva disperatamente.

Nel passaggio da un All Star piantagrane finito fuori squadra, ad un professionale titolare di una squadra da playoff, tanto male a Minnesota non è andata.

All’arrivo di Covington nella trade dobbiamo aggiungere il sophomore Dario Saric.

Il croato è uno dei migliori giovani della lega ed ha ancora ampi margini di miglioramento. Il suo gioco dentro/fuori è già di ottimo livello e può dare un’imprevedibilità all’attacco di Minnesota che finora tra i lunghi aveva il solo Towns. Proprio con KAT, Saric sembra calzare a pennello, essendo entrambi giocatori polivalenti in grado di essere una minaccia in tutte le zone del campo. Certo, difensivamente averli entrambi in campo sotto le plance può essere un problema viste le difficoltà riscontrate dai due nel difendere lunghi più pesanti, ma i pro sono di molto superiori ai contro. Anche lui come Covington, può beneficiare delle penetrazioni degli esterni per tiri aperti dal perimetro, dove le percentuali ancora non gli sono favorevoli (intorno al 30% quest’anno la percentuale da 3), ma cresceranno col passare del tempo.

Con il suo arrivo la rotazione dei lunghi si allunga ulteriormente, aggiungendo un 4 con range di tiro, categoria finora rappresentata nei Wolves dal solo Tolliver, giocatore non più in grado di reggere per molti minuti in campo. Inoltre la small ball spesso usata dai Sixers, con Saric da 5, rappresenta una nuova alternativa negli schemi di coach Thibodeau.

I Timberwolves hanno così ottenuto quello che volevano dalla trade di Butler, e cioè due giocatori pronti a dare un contributo immediato alla causa, allungando delle rotazioni finora troppo ristrette per poter competere ad alto livello.

TRADE JIMMY BUTLER: LE CONCLUSIONI

Con i due nuovi innesti, un Rose rinato (e soprattutto sano), e la crescita costante di Towns e degli altri giovani, i Twolves possono essere una delle sorprese della Western Conference, e giocarsi le proprie chance di accesso alla postseason, ponendo le basi per un futuro solido e ricco di soddisfazioni. Attenzione ai prossimi sviluppi, la franchigia potrebbe effettuare una vera e propria rivoluzione, arrivando anche ad allontanare il proprio coach.

I Sixers invece, dopo anni di tanking, sono arrivati al dunque, inserendo una delle superstar della lega in un gruppo rodato e con tanti giovani pronti ad esplodere definitivamente (in primisi Embiid e Simmons). Se Butler riuscirà a mettere la testa a posto e a disciplinarsi dentro e fuori dal campo, abbiamo una nuova mina vagante nella Eastern Conference, in grado di impensierire le grandi favorite al titolo dell’NBA.

Antonio Sena
antonio-sena@libero.it
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