Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsMilwaukee BucksBucks, George Hill commenta il caso di Jacob Blake: “Non saremmo mai dovuti venire qui”

Bucks, George Hill commenta il caso di Jacob Blake: “Non saremmo mai dovuti venire qui”

di Michele Gibin

I Milwaukee Bucks sono vicini a risolvere la pratica Orlando Magic al primo turno di playoffs della Eastern Conference, ma per George Hill non esiste oggi nulla da celebrare in campo, dopo l’ennesimo atto di violenza della polizia contro un cittadino nero americano a Kenosha, Wisconsin, proprio vicino a Milwaukee.

Per la cronaca, la partita è terminata 121-106 per i Bucks, tabellino dominato da Giannis Antetokounmpo e dai suoi 31 punti con 15 rimbalzi e 8 assist. Dalla panchina, Hill ha chiuso con 9 punti e 6 assist.

Dopo la sirena finale però, l’attenzione di tanti giocatori NBA (Chris Paul, LeBron James) si è spostata sulla sparatoria che è quasi costata la vita a Jacob Blake, abbattuto con 7 colpi di pistola sparati a bruciapelo a Kenosha dagli agenti intervenuti per una chiamata per “turbolenze domestiche” al 911.

Un video ha ritratto i momenti che hanno preceduto gli spari: Blake si avvicina alla sua auto, un SUV nero con a bordo i sui 3 figli, seguito a pochi passi da due agenti di polizia. Blake è inquadrato girare attorno alla macchina, aprire la portiera su lato del guidatore e subito dopo è afferrato per la t-shirt da uno dei due agenti, che spara almeno 7 volte. Jacob Blake si trova ora all’ospedale in terapia intensiva, e sulle cause che hanno indotto gli agenti a fare fuoco sono state aperte le indagini.

Secondo l’avvocato Ben Crumb, legale di Blake e della famiglia di George Floyd, l’uomo era intervenuto per sedare una rissa tra due donne, gli agenti lo avrebbero colpito con una scarica di taser pochi instanti prima della sequenza video.

Caso Jacob Blake, parla George Hill: “Un errore venire qui a giocare”

E George Hill si è mostrato molto toccato dalla vicenda: “E noi da qui non possiamo fare niente. Per prima cosa, non saremmo mai dovuti venire in questo maledetto posto, ad essere onesti. Perché? Venire qui ha distratto l’opinione pubblica sul vero centro dell’attenzione e sui veri problemi. E quando avremo finito qui ci saranno delle cose da aggiustare. Il mondo deve cambiare, la polizia deve cambiare, la società deve cambiare, ed oggi non vediamo nulla di tutto ciò. La gente muore mentre noi siamo qui a parlare, e la responsabilità? Nessuno se la prenderà“.

E sui Bucks e la stagione: “Non siamo ancora al nostro livello? Finché non sarà il mondo a rimettere insieme i pezzi, perché dovremmo farlo noi? Quello che è accaduto in Wisconsin ieri mi ha spezzato il cuore“.

George Hill era stato nei mesi e settimane scorse una delle voci contrarie alla ripresa della stagione NBA 2019\20, in un’America travolta dalle proteste dopo la morte di George Floyd e lo scoppio della pandemia da coronavirus.

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