Negata dal tribunale di Raleigh, North Carolina, una richiesta di revisione del processo per l’omicidio di James Jordan, padre del 6 volte campione NBA Michael Jordan, assassinato il 23 luglio 1993 a Lumberton, North Carolina.
la richiesta di revisione, avanzata con l’intenzione di fornire nuove prove, era stata avanzata da uno dei due colpevoli, Daniel Green, per voce del legale Christine Mumma.
Il giudice Winston Gilchrist ha ritenuto inammissibile la richiesta. Secondo Green, alcune nuove testimonianze avrebbero potuto comportare gli estremi per il riesame del processo. Green ed il secondo colpevole dell’omicidio di James Jordan, Larry Martin Demery, stanno attualmente scontando una condanna a vita nel penitenziario di Raleigh, NC.
James Jordan fu ucciso con un colpo di pistola al petto in seguito ad un tentativo di furto d’auto messo in atto dai due colpevoli, all’epoca dei fatti non ancora ventenni. Dopo l’omicidio, Green e Demery si disfarono del corpo di Jordan Sr, gettandolo in un canale poco lontano dal luogo del crimine. Secondo quanto sostenuto da Green, all’epoca del processo la deposizione di Demery – secondo la quale fu Green a sparare il colpo che uccise James Jordan – sarebbe da ritenersi falsa, e provocata dalle pressioni fatte su quest’ultimo in sede processuale.
Secondo Green, fu invece Demery a sparare.
A seguito della violenta morte del padre, che seguì all’epoca alle roventi polemiche circa la passione per il gioco d’azzardo di Michael Jordan, l’allora 3 volte campione NBA con la maglia dei Chicago Bulls si sarebbe ritirato il 6 ottobre 1993.

