I Boston Celtics continuano a fare vittime eccellenti e a vincere, e dopo i Denver Nuggets è il turno dei Portland Trail Blazers battuti per 116-115 solo agli ultimi secondi e con un gran canestro di Jayson Tatum.
Tatum sigla i punti numero 30, 31 e 32 della sua partita a 7 secondi dal termine, con i Celtics sul +1 con uno step back da tre che caccia Portland a due possessi di distanza, al termine di una bella partita. I Blazers erano partiti forte nel primo quarto (38-30) ma Boston ha rimontato presto lo svantaggio e retto l’ultimo tentativo di spallata di Portland: a 2 minuti dalla fine, Damian Lillard fa 109 pari da tre e CJ McCollum sul possesso successivo porta i padroni di casa avanti per 112-111.
Gli ultimi 40 secondi sono tutti di Jayson Tatum. 2 su 2 ai tiri liberi per il 113-112, e poi la tripla della sicurezza a 7 secondi dal termine contro McCollum.
Jayson Tatum che nelle ultime 5 partite viaggia a oltre 28 punti di media, con il fiore all’occhiello dei 53 rifilati ai Minnesota Timberwolves e i 28 a Denver in quella che è forse la vittoria più prestigiosa in stagione per Boston finora. Portland sta cercando a sua volta di uscire da un periodo difficile e gioca una partita di orgoglio, migliore in difesa e con un Jusuf Nurkic che nonostante la scarsa condizione ha un impatto: 9 punti, 9 rimbalzi e 7 assist in 25 minuti, con 4 falli ma un +19 di plus\minus. Il suo recupero fisico sarà la vera chiave per i Blazers da qui ai playoffs.
Carmelo Anthony si scuote da un periodo difficile al tiro e chiude con 25 punti. Damian Lillard e CJ McCollum litigano invece col canestro (doppia doppia da 28 punti e 10 assist per Dame, ma con 5 palle perse), Norman Powell segna 20 punti con 4 su 8 da tre e a Portland non bastano 18 triple di squadra.
Per Boston, senza Evan Fournier la panchina è spuntata ma il quintetto di coach Brad Stevens supplisce. Kemba Walker chiude con 21 punti, 8 rimbalzi e 7 assist, Robert Williams con 16 punti, 7 rimbalzi e 4 assist da a “botte” con Nurkic e l’ex Celtics Enes Kanter, Jaylen Brown gioca ben 40 minuti e chiude con 24 punti.
Tutto però passa da Tatum, che a fine partita ha raccontato di non aver ancora smaltito del tutto gli effetti a lungo termine del Covid: “E’ un processo e ci vorrà ancora un po’, ma sono vicino al 100%. Da mesi uso un inalatore prima della partita, mi aiuta ad aprire bene i polmoni, cosa di cui non avevo mai avuto bisogno prima. Di certo va meglio rispetto a un mese fa“.
Tatum aveva contratto il virus a febbraio e al suo ritorno in campo era apparso ben lontano dalla forma ideale, confessando di aver sperimentato alcune difficoltà di respirazione e affaticamento. Il suo rendimento sotto il suo standard era stato uno dei motivi di una stagione deludente per Boston, che nelle ultime partite ha però saputo reagire. I Celtics hanno vinto 4 partite di fila battendo Knicks, Nuggets e Blazers, ad attenderli ora ci sono i Lakers allo Staples Center e i Golden State Warriors a Boston. Il calendario dei Celtics presenterà da qui alla fine tante partite alla portata, il quarto posto nella Eastern Conference è diventato improvvisamente vicino per Boston che è oggi a una sola partita di distanza dagli Atlanta Hawks.
“Anche lo scorso anno, più o meno come numero di partite, Tatum aveva iniziato davvero a entrare in grande forma“, così Stevens sulla sua star “Si vede quanto sia in ritmo nelle ultime settimane e più in controllo in attacco, su quello che vuole fare possesso dopo possesso, E ci aiuta il fatto di avere tutti i giocatori di nuovo disponibili, che gli tolgano peso e pressione“.
Visualizza questo post su Instagram

1 commento
Tatum sta giocando alla grande e soprattutto, e’ decisivo nei finali.
Boston ha cambiato passo dopo la deadline, grazie a al miglioramento di Tatum, Smart e Walker (contro Portland il suo penetra e scarica e’ stato spesso il motore di un gioco fluido e veloce). Brown e’ tornato a fare la differenza anche in difesa e di difensori in grado di fare 25 pts se ne contano sulle dita della mano in Nba.
Ma Tatum sta evolvendo da vero leader.
Buona parte e’ merito pero’ anche di un miglior assetto di squadra, grazie alla promozione di Robert Williams in quintetto, che permette di giocare con quattro esterni.
Sostiene la difesa e in attacco puo’ segnare o far girare la palla velocemente.
Sta imparando anche a non fare troppi falli, dopo la lezione di Embiid.
Poi vincere di un punto o ai supplementari fa la differenza sull’umore e sull’inerzia di risultati, rispetto che perdere.
Pero’ si vede l’energia giusta.