Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimentiOrlando Magic: un draft che cambierà il volto della franchigia?

Orlando Magic: un draft che cambierà il volto della franchigia?

di Giacomo Manini

And with the sixth pick in the 2017 NBA Draft, the Orlando Magic select… Jonathan Isaac, un giocatore chiamato a trascinare fuori dalla palude i Magic e ad essere la star della franchigia. C’è un solo piccolo problema: il 19enne prodotto di Florida State non è ancora pronto a prendersi queste responsabilità, ma potrebbe diventarlo.

Invertire la rotta

89 vittorie in 246 partite negli ultimi 3 anni per la franchigia di Orlando, la situazione attuale è tra le peggiori della lega e da qui partirà il lavoro di Frank Vogel per riportare i Magic ai playoff nel giro di qualche anno. I tifosi attendono da 5 interminabili stagioni la postseason, la pazienza sta esaurendo e dunque sentir parlare di ‘process’ o rebuilding non è visto di buon occhio. Realisticamente è impossibile invertire la rotta in breve tempo e ascoltando le parole di Isaac post draft si percepisce proprio questo: 

“Potrei dire qualcosa che non è quello che vogliono sentire [i fan]”, ha detto Isaac. “Sono in un processo di crescita e non sono ancora al livello a cui vorrei essere. Non penso le cose cambino in un batter d’occhio, ci vuole tempo per migliorare. Non penso ci vorranno cinque anni e non ho intenzione di impiegarci 5 anni, ma so che sarà un processo.”

Questo periodo di ricostruzione sembra leggermente in contraddizione con la scelta di scambiare la 25esima e la 35esima scelta 2017 per due scelte future (una prima e una seconda). Il draft 2017 è stato da molti esperti definito come profondo perciò la scelta del front office è stata criticata, ma d’altro canto tenere tanti rookie non di grandissimo livello tutti insieme avrebbe poco senso e scegliere accuratamente con pazienza i giocatori su cui puntare non è una scelta insensata.

C’è un nuovo sceriffo in città

Isaac alla cerimonia del Draft 2017

Jonathan Isaac, ala classe ’97 di 211 cm per 95 kg da Florida State. E’ un prototipo di giocatore moderno, che difensivamente può marcare quasi tutti i tipi di giocatore, è in grado di cambiare contro i piccoli e sa difendere contro i realizzatori nel pitturato. Una sorta di 3&D del futuro, con però la metà campo offensiva da incrementare per essere protagonista e non solo un buon innesto dalla panchina.

La coesistenza con Aaron Gordon è uno dei punti di domanda che lo accompagnano, dato che per giocare da “3” (le numerazioni hanno poco senso nel 2017, ma è per intenderci) ha poco tiro e poca pericolosità offensiva, quindi è probabile che farà buona parte (se non tutto) dell’anno prossimo, come rimpiazzo di Air Gordon. In futuro è un giocatore che potrebbe essere utilizzato anche come centro alla Kevin Durant alle Finals, oppure potrebbe specializzarsi come 3&D nello spot di ala grande. Ad oggi offensivamente i Magic sono tutti da costruire, ma difensivamente sono squadra da 90 circa punti subiti.

Not in Isaac’s house

I 21 centimetri presi in un solo anno (tipo Anthony Davis) lo hanno portato a giocare come ala, però precedentemente veniva impiegato come guardia e non ha perso tutte le sue skills.

Giocata alla Giannis/PG

Sicuramente non bisogna aspettarsi da subito un impatto notevole, aspettarlo è cosa buona e giusta, perchè Jonathan Isaac ha tutte le carte in regola per prendersi un ruolo importante agli Orlando Magic.

Non solo Jonathan Isaac

From Kansas State, Wesley Iwundu

Dieci mesi fa la redazione di NBAPassion.com è stata invitata alla partita tra Kansas State e la Modigliani Basket disputatasi al Pala Macchia di Livorno, dove scese in campo pure il senior Wesley Iwundu e giocò molto bene. Al termine della gara abbiamo (il sottoscritto e Raffaele Camerini ndr.) avuto la possibilità di intervistare alcuni giocatori e il coach di Kansas che rispose così alla domanda su chi dei suoi ragazzi sarebbe potuto andare in NBA.

 “Ritengo che Wesley Iwundu ha un’opportunità, è un senior. E’ stato tra i migliori della conference lo scorso anno, è ottimo in difesa. Poi Dean Wade, l’ala grande, che oggi ha giocato un’ottima partita nonostante si sia fatto male al sopracciglio. Lui anche ha un’opportunità“.

E non aveva tutti i torti coach Weber!

La 33esima scelta è stata spesa per il tuttofare classe 94. Un paio di cm sopra i 2 metri e 93 kg per l’esterno Wildcats con un’apertura alare di 216 cm, una guardia oversize con pochi punti nelle mani o un’ala con poca struttura fisica, oppure non ci fossilizziamo sul ruolo e analizziamo le sue caratteristiche tutt’altro che da buttare. Ottimo difensore, buonissimo giocatore di pick and roll, buon ball handler, discreto passatore (3.5 assist a partita) e notevole rimbalzista (6.3 a gara avendo in squadra DJ Johnson che fa il vuoto a rimbalzo). Un cestista molto migliorato negli anni passati a Kansas State e maturo per il salto tra i professionisti, un innesto dalla panchina coerente nella logica difensiva di squadra (Vogel è ottimo per la difesa) e che in attacco può creare punti per se stesso (13 a partita) o per i compagni.

Minuti importanti di gara contro i più forti cugini del Kansas (quest’anno con Josh Jackson e Frank Mason), ruba una palla, conduce la transizione e di sinistro lascia andare direttamente dal palleggio uno splendido passaggio per Wade che segna col fallo. Attacco e difesa nella stessa azione, più una notevole visione.

Iwundu è stato inoltre il primo giocatore nella storia di Kansas a completare la sua carriera con almeno con 1000 punti, 500 rimbalzi, 300 assist e 100 rubate.

All’occorrenza clutch.
Rubata e schiacciata della vittoria a 16 sec dalla fine.
Sangue freddo!

 

Orlando Disney Magic

Una delle attrazioni principali della città della Florida è il Walt Disney World Resort e non poteva che essere la Disney a prendersi lo spazio pubblicitario sulla canotta dei Magic.  Il connubio tra la città e il marchio finora ha dato i suoi frutti con i parchi giochi, se riuscirà a ripetersi nel mondo del basket, bisognerà proprio dire Orlando is Disney Magic.

La franchigia è lontata dalla meta, ma dopo questo draft ha imboccato la strada che porta alla redenzione, riuscire ad attrarre free agent è ancora un grosso problema, le prestazioni in campo potrebbero far cambiare idea a qualche buon giocatore. Abusare del termine process sull’onda lunga dei 76ers è facile, gli Orlando Magic però tramite le due scelte (di cui sopra) hanno dato inizio alla loro scalata.

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