Dalla Quicken Loans Arena di Cleveland, Ohio, nella notte (1:00 italiana) si è giocata una sfida affascinante: Cavaliers-Heat. Il doppio passato, nonché presente (ovviamente questo vale solo per Cleveland) di LeBron Raymone James, non proprio un giocatore a caso diciamo. La partita è stata vinta dai Cavs, 108-97, e quel giocatore ‘non proprio a caso”‘ è stato grande protagonista, sia in positivo che in negativo. In positivo perché ha sfoderato la solita prestazione da oltre 20 punti, ottenendo una doppia doppia con i 12 rimbalzi catturati, ma in negativo perché è stato espulso per la prima volta in carriera. Ne parleremo nel dettaglio, nei 5 spunti di riflessione sulla partita.
1) LEBRON: CROCE E DELIZIA

LeBron James viene espulso per la prima volta in carriera, durante Cavaliers-Heat, dall’arbitro Kane Fitzgerald.Elogiare LeBron può sembrare scontato, ma dobbiamo ritenerci fortunati di avere il privilegio di assistere ad un giocatore di questo livello. Certo, non tutto ciò che è oro luccica, e guardando semplicemente le statistiche potrebbe sembrare una normale partita di uno dei migliori giocatori del mondo e di sempre. Degni di nota i 21 punti, 12 rimbalzi, 6 assist e 5 palle rubate. Quello che forse non potrete intuire, è il fatto che sia stato espulso. Esatto, dopo 1299 partite in carriera, per la prima volta, LeBron James è stato espulso.
Vi chiederete sicuramente il perché. Bene, mancano 2:08 alla fine del terzo quarto, LeBron ruba palla a James Johnson e inizia il contropiede da solo. Cambio di mano dietro la schiena a centrocampo, Johnson disorientato e il Re inizia la penetrazione. Il tiro finisce malamente fuori, ma probabilmente lo stesso Johnson e Dion Waiters, arrivato ad aiutare il compagno in difficoltà, hanno fatto fallo sul Re. Peccato per lui che gli arbitri non abbiamo fischiato nulla e LeBron non c’è stato: ha vistosamente contestato la decisione dell’arbitro, sono sicuramente volate parole che non dovevano essere dette nei confronti del direttore di gara Kane Fitzgerald, che lo ha mandato anzitempo negli spogliatoi. LeBron in conferenza stampa ha dichiarato che per tutta la partita ha subito falli che non sono stati fischiati, e che comunque la vittoria è arrivata lo stesso, quindi importa poco, ma è rimasto sorpreso dalla decisione dell’arbitro.
2) NON SOLO IL RE
Certo, quando in una squadra c’è LeBron James gli altri giocatori possono passare in secondo piano. Non è stato questo il caso, sia con il Prescelto in campo che quando è stato espulso. Infatti spicca la super prestazione di Kevin Love, che ha messo a referto 38 punti, 9 rimbalzi, 4 assist e 4 palle rubate, tra l’altro 32 punti li ha messi solo nel primo tempo. Love, che ha concluso con il 50% da 3 punti (4/8), ha dato molti grattacapi ai suoi avversari, portando più volte la gare sul +20 grazie proprio alle sue triple, molte wide open grazie alla poco attenta marcatura di Hassan Whiteside, che spesso si concentrava troppo per coprire le penetrazioni, lasciando il numero 0 libero di provare la tripla. Un altro giocatore che è salito in cattedra, soprattutto dopo l’espulsione di LeBron, è stato Dwayne Wade. L’esperta guardia ex Bulls e soprattutto ex Heat, ha rimesso le cose al loro posto: l’espulsione del Re stava facendo avvicinare gli Heat ai Cavs, ma ci ha pensato Flash a tenerli a distanza di sicurezza, mettendo a referto in totale 17 punti, 5 rimbalzi e 4 assist, di cui 5 punti dopo l’espulsione di LeBron. Insomma, il Prescelto resta il giocatori di punta dei Cavs, ma anche senza di lui la squadra non ha paura di far bene. Certo, senza di lui, ma con 23 punti di vantaggio, è più facile.
3) MIAMI CORSARA, MA NON BASTA
In generale surclassati dai Cavaliers, gli Heat ci hanno provato nel finale, soprattutto dopo l’espulsione di LeBron. Infatti, fino all’espulsione del Re il punteggio era di 70-93, chiaramente per i Cavs, mentre, come abbiamo visto, il punteggio finale è stato di 108-97. Questo non solo per l’espulsione di LeBron, sia chiaro: già nel terzo quarto gli Heat hanno fatto 7 punti in più degli avversari, mentre nel quarto quarto i punti di vantaggio degli ospiti sono saliti a 8. Peccato per loro che nei primi 2 quarti fossero sotto di ben 25 punti. Gli Heat hanno iniziato malissimo, complice anche un Goran Dragic poco ispirato, ma grazie anche a Dion Waiters (21 punti, 7 assist) e Richardson (15 punti), senza contare l’apporto della panchina, Bam Adebayo (19 punti, 6 rimbalzi) su tutti. Gli Heat invece hanno perso dopo tre vittorie consecutive.
4) UN PO’ DI STATS
Il dominio dei Cleveland Cavaliers è stato incontrastato, tant’è che gli Heat non sono mai passati in vantaggio nel corso dell’intera partita, ma anche che il massimo vantaggio dei Cavs è stato di 34 punti. Insomma, in vantaggio dall’inizio alla fine, neanche l’espulsione del Re ha messo in discussione il risultato, anche se avrebbe potuto. Il dominio dei Cavs, però, non si è concentrato su un solo aspetto, ma è stato molto generale: 17-13 i liberi, 40-37 tiri dal campo riusciti e 11-10 triple realizzate. Da segnalare anche i 45-42 rimbalzi catturati e le 12-7 palle rubate. Ovviamente tutte queste statistiche sono state a favore dei Cavaliers, che hanno costruito il proprio dominio un po’ dappertutto, riuscendo alla fine a trovare una grandissima vittoria, la nona consecutiva.
5) PROSSIMAMENTE
I Cavs, dopo nove successi consecutivi, sono pronti a fare cifra doppia venerdì all’1:30 contro gli Hawks, alla Philips Arena di Atlanta, Georgia. Coach Tyronn Lue dovrà lavorare per mantenere la concentrazione contro una squadra come gli Hawks, che giocano bene, ma fino ad ora hanno raccolto poco (record 4-16). Gli Heat, invece, proveranno a rifarsi fin da domani all’1:30, direzione New York, Madison Square Garden. La truppa di coach Erik Spoelstra avrà una buona possibilità di portare di nuovo il record in positivo (ora è 10-10), e non dovrà lasciarsela sfuggire. Staremo a vedere.
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