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Thunder-Warriors: 5 spunti di riflessione

di Raoul Oliva
thunder-warriors

Nella notte, alle ore 2:00, alla Chesapeake Energy Arena di Oklahoma City, si sono affrontate due squadre tra le più forti della Western ConferenceThunder-Warriors. Hanno vinto i padroni di casa, con una super prestazione da parte dei “Big 3” WestbrookAnthony e George, che hanno portato OKC a prevalere per 108-91. Per i Warriors, solo Curry Durant hanno provato a tenere in piedi la baracca, ma non sono stati aiutati dai compagni (tranne, forse, per Casspi, autore di una buona prestazione dalla panchina), ma dagli altri ci si aspettava di più, in particolare da Green. Ma andiamo a vedere nel dettaglio 5 spunti di riflessione sulla partita.

1) PALLE PERSE

 

Russell Westbrook esulta dopo aver rubato palla a Steph Curry e aver segnato in contropiede subendo fallo.I  Golden State Warriors sotto questo punto di vista hanno lasciato molto a desiderare: 22 palle perse in totale, in particolare 6 da Steph Curry e 4 da Kevin Durant, propiziate soprattutto da Russell Westbrook Paul George, con 4 palle rubate a testa. Questo problema di concentrazione lo hanno avuto anche i Thunder (16 palle perse, con il solo Westbrook che ne ha perse ben 6), ma alla fine le disattenzioni degli ospiti si sono rivelati più fatali e comunque sono avvenute con maggiore costanza: concedere dei canestri facili ad una squadra che già normalmente segna abbastanza come OKC non è la cosa migliore da fare.

 

2) NON BENISSIMO DA 2

Per i Campioni in carica prestazione discreta da 3 punti, con percentuali non altissime, ma comunque con 2 triple in più realizzate rispetto agli avversari. Il problema, però, è arrivato da più vicino: tolti Curry e Durant, i Warriors non hanno avuto riferimenti offensivi degni di nota, e il migliore, dopo loro due, non a caso, è stato Omri Casspi. I soli 23 canestri realizzati da 2 contro i 33 degli avversari hanno fatto senz’altro la differenza, e mentre da una parte Draymond Green risulta nullo (1/6 dal campo), l’altro big che non ha dato l’apporto che ci si aspettava è stato Klay Thompson (solo 3 triple realizzate per lui) che se da 3 punti ha fatto discretamente bene, da 2 non ne ha messa neanche una.

 

3) WESTBROOK VS DURANT

 

Il duello più atteso di Thunder-Warriors: Russel Westbrook  contro Kevin Durant.In molti aspettavano questa partita solo per vedere questi due contro, per vedere come si sarebbe comportato Westbrook insieme ad altri 2 giocatori di livello (George e Anthony) contro i Campioni in carica e soprattutto contro il suo ex compagno-amico Durant. Il match si prospettava interessante e l’appeal era tenuto alto anche grazie a ciò che è successo tra loro due. E dire che KD ha rischiato di non giocare contro il suo passato, a causa di un infortunio che poteva tenerlo ai box almeno per questa partita. Ma per Durant certe cose vengono dopo: voleva dimostrare il suo valore e quale migliore occasione per farlo proprio contro OKC? Le premesse non davano speranze ai padroni di casa, che, pur avendo a disposizione tanto talento, hanno steccato l’inizio di stagione (il record era di 7-9 prima di questa partita, e nonostante la vittoria di stanotte è ancora in negativo) e Westbrook sembrava non riuscire ad esprimere tutto ciò che lo ha portato a diventare MVP l’anno scorso, limitato da altri due giocatori di talento come lui. Invece la prestazione di OKC è stata da vera squadra, e finalmente hanno tirato fuori tutto il loro potenziale, battendo gli Warriors, che forse neanche se lo aspettavano. Kevin Durant ha comunque tenuto botta (21 punti, 5 rimbalzi), ma il duello lo ha decisamente vinto il numero 0: 34 punti, 10 rimbalzi e 9 assist, tripla doppia sfiorata e consapevolezza che quest’anno, con George e Anthony, si potrà divertire sul serio.

 

4) THREE IS BETTER THAN FOUR

Big Three (Westbrook, Melo e Paul George) dei Thunder hanno prevalso sui Big Four (Stephen Curry, Klay Thompson, KD e Draymond Green) dei Warriors. Pur essendo in svantaggio numerico, l’aggressività e la difesa più convinta, unita agli errori degli ospiti (capitalizzati con successo dai padroni di casa) ha portato alla vittoria finale. In particolare, Paul George è stato importantissimo. Più che per le statistiche (20 punti e 11 rimbalzi comunque da non buttare), per come ha segnato: da 3, dal post, in penetrazione, dalla media. Letteralmente, in ogni modo possibile. E a questo ha aggiunto una difesa ottima, con molti rimbalzi difensivi (9) che hanno evitato guai peggiori. Melo, invece, di rimbalzi ne ha presi solo 5 (tutti difensivi), ma in attacco è stato importante quanto PG: ha segnato anche lui in qualsiasi modo, e quando hai giocatori in grado di farlo, diventa tutto più facile. Dall’altra parte, prova insufficiente per Thompson e Green, che hanno fatto veramente ben poco per le loro qualità e hanno lasciato da soli Curry e Durant che, pur avendo fatto bene, non hanno potuto nulla contro i Big Three avversari. Questa vittoria non va a minare il cammino fatto dai Warriors fino ad ora, ci mancherebbe, ma forse da più fiducia ai Thunder, e una Western Conference tra loro due non è un’ipotesi così remota. Certo, James Harden non sarà d’accordo.

 

5) VITTORIA EFFIMERA? 

I Thunder hanno ospitato i Detroit Pistons sabato 25 ed hanno perso proprio sul finale, con l’occasione per vincere in mano a Westbrook. Anche contro Dallas altra batosta senza dimostrare di avere la continuità giusta dopo la vittoria nella sfida tra thunder-warriors. Insomma quella contro GS è stata una vittoria effimera?

I Warriors, invece,si sono subito rifatti: alla Oracle Arena, sabato scorso ecc i Chicago Bulls, reduci da uno dei peggiori inizi di stagione di sempre (record 3-13 prima della sfida) e ancora in cerca di un’identità, con il solo Lauri Markkanen che predica nel deserto. Vittoria schiacciate con tanto di umiliazione per i tori.

Leggi anche: http://www.nbapassion.com/nba/news-nba/russell-westbrook-kevin-durant-97807/

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