Nello scegliere, anche se via trade, i Miami Heat, Giannis Antetokounmpo ha scelto la tradizione di una franchigia vincente e la pressione di dover proseguire tale tradizione come nuova superstar della squadra. Questo uno dei tanti leit motif della presentazione del due volte MVP a Miami, giovedì al Kaseya Center.
“Sono motivato al mille percento, di più ancora. Qui, cammini per i corridoi e vedi la storia e quanti grandi giocatori hanno fatto parte di questa squadra, e che risultati hanno ottenuto. E io voglio che tutte le mosse che Miami ha fatto per avermi qui paghino i loro dividendi, alla fine” ha detto Giannis nella sua conferenza stampa di presentazione “E’ un posto che ti porta una certa pressione, e io sotto pressione è dove rendo al massimo. Non vedo l’ora di lavorare con coach Erik Spoelstra e sono felice di essere qui a Miami. Ho fame soprattutto di vittorie e voglio fare tutto ciò che è necessario per vincere“.
Antetokounmpo indosserà la maglia numero 7 coi Miami Heat, e ha spiegato la decisione di cambiare numero come segno di rispetto per i Milwaukee Bucks e per la storia che ha contribuito a scrivere con la franchigia, e col numero 34 sulle spalle. “Sono arrivato a un punto nella mia carriera in cui ho bisogno di giocare con la pressione addosso, e per salire ancora di livello avevo bisogno di uscire da una zona di comfort, e Miami era il posto giusto dove farlo. Per me è stata una decisione fin troppo facile, qui è dove volevo venire e dove voglio rimettermi al lavoro. Il mio prossimo obiettivo? Ne ho realizzati tanti in carriera, per cui vincere un altro titolo NBA è l’obiettivo qui, dove sento di avere le chance maggiori“.
Miami ha pagato Antetokounmpo tanto: Tyler Herro, Kel’el Ware, Jaime Jaquez Jr e Kaspar Jakucionis più tre future prime scelte al draft, un “pacchetto” che in passato Pat Riley non aveva voluto impegnare per altre star come Damian Lillard o Kevin Durant. “Dove vedo Giannis? E’ lì al top assieme ad altre grandi figure dei Miami Heat, come Wade, Shaquille O’Neal, Alonzo Mourning, come LeBron James e Chris Bosh, come Bam Adebayo un giorno, come Jimmy Butler. Ma Giannis è unico nel suo genere per ciò che può fare e per le sue qualità fisiche. Siamo molto fortunati nell’averlo qui con noi, ci è costato parecchio ma è anche per questo che accumuli prospetti e asset al draft. E questa volta avevamo abbastanza, e il momento era quello giusto per agire“.
Giannis Antetokounmpo arriva a Miami con Bobby Portis, ala-centro e ex sesto uomo dell’anno NBA nonché titolato nel 2021 a Milwaukee. Coach Spoelstra ha definito la rotazione a tre lunghi con Portis, Giannis e Adebayo una rotazione “potente, e che predilige la difesa. E noi vogliamo avere per la prossima stagione una difesa tra le migliori perché è così che si vince un titolo“.
La presentazione di Giannis e Portis ha avuto una sorta di convitato di pietra, il quale quasi in contemporanea e da New York menava il proverbiale can per l’aia sulla sua prossima decisione professionale: LeBron James che da free agent non ha ancora comunicato, forse non ancora deciso, con quale squadra giocherà la sua 24esima e – forse – ultima stagione NBA in carriera. I Miami Heat sono una delle squadre accostate a James, che con lui hanno giocato 4 finali NBA e vinto due anelli tra 2010 e 2014.
“Se LeBron tornerà? Non lo sappiamo, ne abbiamo parlato con Rich Paul ovviamente ed è andato tutto bene. Per cui se volesse tornare qui, il campo da golf c’è, il tempo è buono… ma lo stesso vale da altre parti come ha detto Steve Kerr. Rispetto alla California ci sono meno tasse, quello si” ha scherzato Riley. “Se tornerà, succederà in maniera organica. Ciò che so è che non sai mai se alla fine riuscirai a vincere un titolo ma so che non lo vincerai mai se non hai il talento necessario per farlo. La squadra ci piace così com’è, vedremo che cosa accadrà“.
Roster alla mano, pur con Giannis in serpa, ai Miami Heat sembra mancare profondità e tiro. Adebayo, Antetokounmpo e Portis sono una rotazioni di lunghi convincente ma alle loro spalle non c’è sostanzialmente nulla, e i migliori tiratori a roster a oggi sono lo stesso Bobby Portis, e Simone Fontecchio, Tim Hardaway Jr e Andrew Wiggins. Da titolari e con ancor maggiori responsabilità dovranno confermarsi Davion Mitchell e Pelle Larsson, e il tempo a disposizione per Nikola Jovic per dimostrarsi un giocatore d’impatto e all’altezza del suo potenziale, sta scorrendo in fretta, il serbo 23enne entra nel primo anno di un contratto di 4 stagioni e 63 milioni di dollari totali che in caso di rendimento sotto le aspettative, diventerà difficile da muovere sul mercato.

