Lauri Markkanen.

‘Toro Scatenato’ è un film di Martin Scorsese ispirato alla vita di Jack LaMotta, il toro del Bronx. Jack è un pugile che si allena tenacemente per raggiungere i vertici della boxe e combatte contro tutto e tutti, nonostante le avversità. Anche Chicago ha un suo toro scatenato che risponde al nome di Lauri Markkanen. Come LaMotta, Lauri aspira a diventare il migliore e nel caos di Chicago è finora l’unica nota positiva della stagione dei Bulls.

 

Chicago, come da pronostico, si sta rivelando la peggior franchigia della NBA. Nella città del vento tutti si aspettavano una pessima stagione e le attese sono state rispettate: la squadra naviga nei bassifondi della Eastern Conference, seconda peggior difesa e penultimo attacco. La dissoluzione del Big Three ha privato il roster delle sue più cospicue bocche di fuoco, nonché principali leader difensivi (Butler in primis). Ma i tifosi possono consolarsi con l’esplosione di Lauri Markkanen. Prima che iniziasse la nuova regular season, la settima scelta dell’ultimo draft era destinata a subentrare dalla panchina per lasciare il posto a uno tra Bobby Portis e Nikola Mirotic. L’ormai nota rissa tra i due, con conseguente squalifica di Portis e il ricovero in ospedale dello spagnolo, ha però spinto coach Hoiberg a schierarlo subito in quintetto. I risultati sono stati a dir poco eccezionali: 15.4 punti e 8.5 rimbalzi di media a partita. Numeri di tutto rispetto che lo rendono il miglior top scorer dei Bulls.

Markkanen ha diverse frecce a disposizione nel suo arco.

Markkanen è un ala forte moderna, capace di percorrere rapidamente il parquet e dotata di un discreto gioco in post e una solida meccanica di tiro. La sua percentuale da oltre l’arco si aggira intorno al 38%, a dimostrazione del fatto che probabilmente è il miglior tiratore tra i rookie di quest’anno. Può segnare in qualsiasi zona del campo e in ogni tipo di situazione (arresto e tiro, partenza in palleggio, in uscita dai blocchi o in allontanamento). Inoltre, è in grado di dialogare coi compagni nei più classici pick and roll/pop per poi concludere o dar via a nuove azioni. Il suo primo passo invece gli permette di bruciare il marcatore e aggredire il canestro, prendendosi spesso un fallo; oppure con la sua abilità nel tagliafuori riesce a guadagnarsi un rimbalzo offensivo e trasformarlo in tap-in. Un arsenale offensivo niente male per un ragazzo alla prima esperienza tra i grandi.

 

Il tiro da tre è una delle opzioni preferite di Markkanen.

Sfortunatamente la sua produzione offensiva è sproporzionata a quella difensiva, dove ha ancora molto da imparare. Non vanta infatti una stazza possente e ciò rappresenta un handicap in una lega fisica come la NBA. Markkanen ha buoni piedi che muove efficacemente in attacco ma non altrettanto in difesa quando, contro avversari più bassi e rapidi, tende a farsi battere facilmente. Per non parlare del fatto che non è sempre concentrato, e di conseguenza si dimentica di intervenire sui tagli avversari o di aiutare il compagno.

L’obiettivo stagionale di Chicago è la crescita dei tanti giovani presenti a roster come Kris Dunn, il rientrante Zach Lavine e, appunto, anche Lauri Markkanen. Il talento finlandese ha soltanto 20 anni e ancora ampi margini di miglioramento. Ha tutto il tempo per completare il suo processo di maturazione e affermarsi su livelli da All Star. Come Porzingis, ha infatti le qualità per diventare uno dei migliori lunghi europei della lega. Il futuro dei Bulls dipende molto da lui.

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