Due apparizioni da All Star, una presenza in quintetto All-NBA, premio di MVP 2011. Tom Thibodeau su Derrick Rose non ha alcun dubbio, nei cinque anni passati insieme ai Bulls il giocatore ha brillato come la più luminosa stella nel firmamento del basket. Per Thibodeau Derrick Rose non è un giocatore come gli altri, come ha dichiarato a Jerry Zgoda di Star Tribune. Anche all’attuale coach dei Minnesota Timberwolves fa paura l’idea che D-Rose stia pensando davvero al ritiro, a soli 29 anni, dopo un calvario infinito fatto di sacrifici, duro lavoro e rinunce.
Nonostante tutto per Thibodeau, coach di quei Bulls che hanno vissuto un Rose esplosivo e inarrestabile, non c’è brutta notizia che tenga: totale supporto, a prescindere da quale sarà la decisione del suo ex uomo di punta. “Qualsiasi cosa lui decida, io so cos’ha passato ed è stata dura. […] La gente a Chicago lo ama e apprezza molto cos’ha fatto, ma penso che lo apprezzerà ancor di più nel tempo”. Sotto la guida di Thibodeau Derrick Rose ha vissuto momenti indimenticabili ma stavolta, a detta del coach, il solo obiettivo del giocatore dev’essere concentrarsi sul proprio bene.
La stagione 2017-2018 era partita bene per Rose, con l’arrivo ai Cleveland Cavaliers al minimo salariale e una media di 14.3 punti. Ora però, la carriera e la vita stessa del nativo di Chicago sono di fronte ad un problema più e più volte rimandato ma necessariamente da risolvere. In questo percorso il giocatore non sarà solo: i nuovi compagni, la dirigenza, Tyronn Lue, adesso anche il suo coach dei tempi d’oro. Tutti pronti a rimanere al suo fianco per tutto il tempo necessario. Una solidarietà che ricorda come dietro al più cristallino talento, ai premi di MVP e alle voci di mercato, ci sia pur sempre un uomo.


