Dalla Quicken Loans Arena, Cleveland, Ohio, all’1:00 italiana, si è giocata Cavaliers-Bulls, partita che ha visto prevalere i padroni di casa per 115-112, dopo una partita equilibrata ed in bilico fino alla fine. I Bulls, che venivano da un periodo positivo di sette vittorie consecutive, hanno interrotto questa striscia, nonostante delle buone prestazioni individuali (su tutti Markkanen). I Cavs, invece, tornano a vincere dopo la sconfitta con i Bucks, che aveva interrotto un filotto di cinque vittorie consecutive. Con questa vittoria, i Cavs avanzano sempre di più in classifica: l’obiettivo è conquistare il primo posto della Conference, anche se non dispiacerebbe un secondo o terzo posto, in base all’eventuale accoppiamento che ne uscirebbe fuori. I Bulls, invece, pagano un bruttissimo inizio di stagione e sono al penultimo posto, a sette vittorie dai Playoff. La stagione è ncora lunga, ma a Chicago potrebbero anche iniziare a pensare al tanking. Intanto, andiamo a vedere i cinque spunti di riflessione sulla partita.
1) SEMPRE LEBRON
LeBron Raymone James non è un mistero che sia forte, ma sera dopo sera continua a meravigliarci con le sue grandi prestazioni e giocate. Nella notte, per lui, 36 punti, 6 rimbalzi e 9 assist: numeri di un certo livello. LeBron è stato, infatti, il top scorer della partita, il top assist man della sua squadra e il secondo a prendere più rimbalzi dei suoi. Insomma, come al solito ha fatto un po’ tutto, tra l’altro con percentuali non eccelse, ma comunque buone. Tra l’altro, è riuscito sia a tirare da 3 (2/5), sia a segnare da 2 (10/18), in ogni modo possibile. Poi, la cosa più importante sono stati i tiri liberi: 8/8 e 100%. Questo a dimostrazione del fatto che un fondamentale che in precedenza gli ha sempre creato problemi, quest’anno sembra che sia riuscito finalmente ad essere perfezionato. Infatti, il numero 23 dei Cavs sta tirando i liberi al 79% in quest’inizio di stagione, e questo fattore è risultato determinante proprio nella sfida contro i Bulls, soprattutto perché due suoi tiri liberi hanno deciso la partita, e se li avesse sbagliati avrebbe dato un senso diverso al finale di gara.
2) MIROTIC E DUNN SEMPRE PIU’ LEADER
Dall’altra parte del parquet, i Bulls sembrano finalmente essere una squadra vera, soprattutto grazie a questi due giocatori sopracitati, ma non dimentichiamoci dei vari Markkanen o Lopez. L’impatto di Mirotic, tra gli altri, è però impressionante: da quando ha iniziato a giocare (9/12, contro Charlotte), i Bulls sono in serie 7-1, con l’unica sconfitta arrivata proprio contro i Cavs di misura. Insomma, il numero 44 ha dato una marcia in più ai suoi, e contro i Cavs ha messo a referto 15 punti e 5 rimbalzi, non molti, ma comunque utilissimi alla causa. Per Dunn, invece, doppia doppia con 10 punti, 5 rimbalzi e 14 assist: la guardia classe ’94 in queste ultime partite sta avendo una grandissima crescita, e stasera ha dato il meglio di sé nella categoria assist. Le sue grandi capacità di passaggio, gli hanno infatti permesso di essere il top assist man della partita. Da migliorare il tiro da 3 (in questa partita ha chiuso con lo 0%: 0/2), ma nel complesso è un gran bel giocatore, da tenere d’occhio.

Cavaliers-Bulls è stata la prima sconfitta dei Bulls da quando è tornato Mirotic. Impatto comunque positivo per il numero 44.
3) EQUILIBRIO SOSTANZIALE
Eh si, perché durante Cavaliers-Bulls c’è stato un vero e proprio equilibrio, con i padroni di casa che hanno vinto di 2 il primo quarto e di 1 il terzo quarto. Per il resto, è stata una partita dove entrambe le squadre hanno giocato un buon basket e lo hanno fatto allo stesso livello per tutta la partita. Tanti giocatori a segno, Love ne mette addirittura 27, dimostrandosi un ottimo braccio destro di LeBron, anche lui con il 100% ai liberi (5/5), bene anche Korver con 15 punti e Wade e Green con 10 punti a testa. Nei Bulls, invece, oltre ai 15 di Mirotic e ai 10 di Dunn, Markkanen esagera e ne mette ben 25, Valentine ne fa 18 e Lopez ne fa 14. Con tutti questi giocatori a superare la doppia cifra, da una parte e dall’altra, la parità era un risultato contemplabile. Alla fine a vincerla è stato il campione: LeBron James, con i suoi due tiri liberi decisivi, per il +3 finale.

Lauri Markkanen: top scorer della sua squadra in Cavaliers-Bulls con 25 punti.
4) DECISIVI I TIRI LIBERI
Proprio a questo proposito, possiamo notare come i tiri liberi siano stati una componente decisiva lungo l’arco dell’intera partita: 19/22 per i Cavs, 6/8 per i Bulls. I 13 punti in più ai liberi hanno compensato lo svantaggio sui tiri da 2 punti (30/53 Cavs, 35/54 Bulls) e ciò ha fatto sì che si trovasse la vittoria proprio grazie a due tiri liberi in più. E non è un caso. La squadra di casa riflette al meglio lo stato di forma del suo campione, LeBron James, e visto che lui sta migliorando ai liberi, sembra quasi una conseguenza che la squadra migliori ai liberi.
5) PROSSIMAMENTE
Dopo Cavaliers-Bulls, LeBron e compagni torneranno in campo a Natale, per la consueta (ormai da un paio di anni) sfida contro i Golden State Warriors. I Warriors, attesi dalla sfida contro i Los Angeles Lakers il 23/12 e da quella contro i Denver Nuggets il 24/12, prima di sfidare a Natale i Cavs, potrebbero arrivare stanchi alla partita, ma va detto che prima di queste partite sono a nove vittorie consecutive e a -0.5 partite dagli Houston Rockets (per il primo posto nella Conference) e le sfide contro Lakers e Nuggets non dovrebbero essere troppo difficili, anche se con i Lakers, affrontati già due volte, sono arrivate due vittorie sofferte all’over time, mentre con i Nuggets, affrontati una volta, è arrivata una vittoria 127-108. I Cavs, nel match di Natale, avranno una partita sicuramente difficile, ma ci sono tutte le carte in regola per vedere una bella partita, anche ad un orario accessibile per noi europei: 21:00 in Italia. I Bulls, invece, avranno l’arduo compito di affrontare il 24/12 i Boston Celtics al TD Garden. I Celtics, primi nella Eastern Conference, vengono da due sconfitte consecutive, e non vorranno certo arrivare a tre. Considerando anche il grande valore della rosa, le difficoltà per i Bulls non saranno poche, ma giocando così bene come stanno facendo ultimamente, si può credere seriamente di fare il colpaccio. Come sempre, il parquet darà il suo verdetto.

