I numeri non mentono o per lo meno non dovrebbero, ma non sono sempre una verità assoluta. Per esempio alcuni record, intesi come vittorie e sconfitte, non riflettono per forza il reale valore o potenziale delle squadre NBA. Ecco allora cinque casi che sono meglio di quel che suggerisce il record sin qui.
LOS ANGELES LAKERS (12-27)

Kyle Kuzma.
I Los Angeles Lakers sono in questo momento nei bassifondi della Western Conference, una posizione che negli ultimi anni li ha visti più volte occupare.
Tra il 22 dicembre ed il 5 gennaio i gialloviola sono incappati in nove sconfitte consecutive. Solo contro i ‘mediocri’Atlanta Hawks i losangelini sono riusciti a scrollarsi di dosso questa sorta di maledizione.
Tuttavia, durante quest’ultimo periodo, ci sono stati alcuni aspetti che fan ben sperare per il prossimo futuro.
Lonzo Ball, per esempio, si sta dimostrando un difensore migliore rispetto al previsto, mentre Kyle Kuzma sembra una delle più grandi steal del draft degli ultimi anni.
Inoltre, con la continua crescita di Brandon Ingram, lo sviluppo di squadra sembra reale e il nucleo, composto da giovani giocatori, dei Lakers sta iniziando a costruire una bella chimica.
I Los Angeles Lakers hanno perso alcune partite sul filo del rasoio che avrebbero potuto vincere, anche contro alcune big. Su tutti i Golden State Warriors, i Portland Trail Blazers e gli Houston Rockets.
DALLAS MAVERICKS (15-29)
I Dallas Mavericks non faranno i playoff, ma sicuramente non si arrenderanno e non regaleranno niente a nessuno. I texani, nonostante la scarsa competitività e ciò che il brutto record possa far pensare, rimangono una delle squadre più agguerrite e ostiche da battere davanti al proprio pubblico in questa stagione.
Dennis Smith Jr. si sta dimostrando pronto per il palcoscenico NBA, anche se la sua regia è ancora in fase di sviluppo, mentre il play veterano JJ Barea sta ricoprendo il ruolo di ‘perno’ della squadra.
Nerlens Noel, infine, è ancora ai box e sarà interessante vedere se e come Rick Carlisle sarà disposto a trovargli minuti quando riacquisterà di nuovo la piena salute. Chissà che così non si possano risolvere i molteplici problemi difensivi dei Mavs… Intanto Dirk Nowitzki non sembra aver ancora deciso che fare del suo futuro e veterani come Wesley Matthews restano ancora in attesa di conoscere il loro destino: saranno scambiati o resteranno nel futuro di Dallas? Seth Curry intanto fa passi avanti nel recupero…
CHICAGO BULLS (16-27)

Lauri Markkanen.
I Chicago Bulls, in questa stagione, sono partiti in maniera terrificante.
Poi la svolta. Nikola Mirotic e Kris Dunn tornano in campo e anche la musica inizia a cambiare. Come per i Lakers, anche i Bulls hanno a disposizione un nucleo di giocatori giovani che sta finalmente trovando l’amalgama e sta seguendo la filosofia del Run ’n’ Gun di coach Fred Hoiberg.
In fin dei conti, con Lauri Markkanen trascinatore e Kris Dunn più Zach LaVine, sembra che i Chicago Bulls abbiano preso la decisione corretta di scambiare Jimmy Butler con i Minnesota Timberwolves. I Tori se riusciranno a far sviluppare maggiormente i loro giovani, anche perdendo alcune partite consecutivamente come hanno fatto finora, possono addirittura permettersi di arrivare ad una scelta top 5 nel prossimo draft. In Illinois il futuro è molto più roseo di quel che possa sembrare.
INDIANA PACERS (23-20)
Gli Indiana Pacers sarebbero dovuti essere un po’ più in alto nell’attuale classifica della Eastern Conference, ma un recente riposo forzato del leader ritrovato, nonché futura guardia All-Star, Victor Oladipo li ha fatti incappare in qualche sconfitta di troppo. Tuttavia, è piuttosto impressionante osservare ciò che i Pacers stanno facendo in questa prima metà di stagione considerando che praticamente nessuno li vedeva competitivi quest’anno dopo la cessione di Paul George.
Victor Oladipo sta giocando probabilmente la miglior pallacanestro della sua carriera in entrambe le metà del campo, mentre Domantas Sabonis è stato estremamente affidabile finora. Gli Indiana Pacers quindi possono ritenersi più che soddisfatti di quel che stanno facendo dimostrando di potersela giocare senza lo stesso George.
OKLAHOMA CITY THUNDER (23-20)
Ed infine ecco gli Oklahoma City Thunder, una franchigia che sta impegnando forse un po’ troppo tempo per sviluppare la propria chimica di squadra. Ad OKC sembra mancare una vera identità che ha portato a sconfitte contro squadre al suo pari livello o anche più deboli.
Ora però sembra che stia trovando una migliore condizione e una maggiore attenzione in difesa. Nella fase di non possesso, Paul George può e deve continuare a dare una grande mano ai suoi compagni.
Coach Billy Donovan sta provando ad unire una squadra con diverse personalità forti come il suddetto George, Carmelo Anthony e l’MVP dell’anno scorso Russell Westbrook.
Melo va elogiato per aver accettato di non ricoprire più il ruolo di primo violino della roster, ma di provare a farsi trovare pronto per aiutare i compagni. Nonostante questo però, la second unit degli Oklahoma City Thunder porta con sé parecchi dubbi. Si spera però che la situazione possa solamente migliorare con l’avanzare della stagione.




