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NBA Power Ranking: cosa ci aspettiamo dopo la pausa?

di Valerio Todini
Rockets-Lebron James futuro insieme?

Siamo nel vivo della regular season, ma sono ancora molti i dubbi sui rapporti di forza tra le varie squadre: andiamo a scoprire nel nostro NBA Power Ranking quali sono le squadre più in salute e quali quelle che invece hanno già mollato la presa sulla stagione in corso per concentrarsi sul tanking estremo.

NBA Power Ranking: le trenta squadre della lega

Stiamo assistendo ad una delle stagioni meno leggibili della storia del gioco con sorprese, delusioni e cambiamenti improvvisi. Dopo la pausa per l’All Star Game ci sono ancora molte squadre in lotta per un posto ai playoff ed anche molto acceso lo scontro per le prima posizioni in classifica. Ma diamo un occhiata al NBA Power Ranking di oltre metà stagione:

30. Phoenix Suns (18 – 41)

All’ultima posizione di questo NBA power ranking troviamo i Suns che fino ad ora hanno accumulato la miseria di 18 vittorie. A Phoenix, però, continuano ad arrivare sconfitte a causa del pessimo stato di forma della squadra. I Suns hanno infatti perso le ultime 7 gare con uno scarto medio di 24.3 punti e sono ultimi nella lega sia per efficienza offensiva che per efficienza difensiva nell’ultimo mese. Certo il sole non splende nello stato dell‘Arizona.

29. Atlanta Hawks (18 – 41)

Stagione molto difficile anche per gli Hawks che alla pausa pareggiano il peggior record della lega. Atlanta, però, è in miglioramento, soprattutto a livello difensivo, ed è in attesa del rookie John Collins, fino ad ora limitato dagli infortuni. Collins, infatti, ha già dimostrato grandi potenzialità, ma è stato frenato da un infortunio alla spalla. Gli Hawks ripongono su di lui le speranze per completare il quintetto e pensare al futuro.

28. Sacramento Kings (18 – 39)

I Kings non sono certamente nel periodo migliore della loro storia, e questa stagione ne è un’ulteriore conferma. In questa RS hanno avuto diversi momenti bui e la situazione non sembra essere rosea nemmeno se si guarda al futuro. Buddy Hield, su cui la franchigia aveva puntato con forza, sta deludendo molto le aspettative e la squadra si appresta all’ennesima stagione deludente. Le uniche note positive arrivano dalle ottime percentuali nel tiro da 3 punti (38.2%; seconda nella NBA) e da Bogdan Bogdanovic fresco di MVP del Rising Star Challenge.

27. Memphis Grizzlies (18 – 38)

Dopo molte stagioni positive i Grizzlies chiuderanno, probabilmente, la Regular Season con un record perdente. Una vera e propria sorpresa considerando che non accadeva dalla stagione 2009/2010. Memphis ha una striscia aperta di 7 sconfitte consecutive e nemmeno il rientro di Chandler Parsons sembra poter riportare le speranze alla franchigia del Tennessee.

26. Dallas Mavericks (18 – 40)

La stagione disastrosa di Dallas non sembra preoccupare troppo Mark Cuban che ha recentemente dichiarato che al momento perdere è la loro miglior opzione. Un’affermazione che fa capire bene come lo sguardo del proprietario della franchigia texana sia del tutto rivolto al futuro. I Mavericks guadagnano qualche posizione nel NBA Power Ranking grazie al loro rookie Dennis Smith Jr., che continua a migliorare, e al super veterano Dirk Nowitzki autore della sua miglior stagione al tiro da 3 con un sorprendente 42.9%.

25. Orlando Magic (18 – 39)

Dopo un sorprendente avvio di stagione i Magic sono crollati fino alle ultime posizioni della classifica NBA. I motivi di questo crollo sono da ricercarsi nella fase difensiva che ha un efficienza veramente pessima, tra le peggiori della lega. Anche il rendimento offensivo è stato altalenante, così Orlando ha deciso di muoversi sul mercato rinunciando ad un giocatore importante come Elfrid Payton e iniziando così l’ennesima ricostruzione. Ora i Magic attendono il ritorno di Aaron Gordon dall’infortunio per migliorare la loro posizione.

24. Brooklyn Nets (19 – 40)

I Nets sono una squadra con grande energia e determinazione, ma la mancanza di talento offensivo pesa molto nel corso di una stagione NBA. La squadra di Brooklyn è reduce da 7 sconfitte consecutive e ha perso 11 delle ultime 12 gare disputate. I Nets condividono molto bene il pallone in attacco, ma hanno pessime percentuali nel tiro dalla lunga distanza e nell’ultimo mese è anche calata l’efficienza difensiva. Brooklyn fatica anche a guardare al futuro considerando che ha ceduto a Cleveland la sua prima scelta al prossimo draft.

23. New York Knicks (23 – 36)

La stagione per i Knicks sembrava promettere bene, ma la sfortuna è stata particolarmente severa con la franchigia di New York. I molti infortuni in momenti cruciali della regular season hanno, infatti, limitato le possibilità, già esigue, della franchigia. Oggi, con l’infortunio di Porzingis, unico Knick con un Net Rating positivo, l’entusiasmo della squadra newyorkese è ai minimi termini e l’efficienza offensiva è pessima. Per i Knicks si contano al momento 8 sconfitte consecutive, ma il periodo negativo sembra destinato a durare.

22. Chicago Bulls (20 – 37)

I Bulls hanno avuto grandi difficoltà in questa stagione di transizione, tra infortuni pesanti e gravi problemi in spogliatoio, ma in questo ultimo periodo sono in netto miglioramento. Il ritorno di Zach LaVine ha portato una ventata di entusiasmo a Chicago e la squadra è cresciuta si a livello offensivo che difensivo. Fino ad ora i tre migliori giocatori della franchigia, Dunn, LaVine e Markannen hanno giocato insieme per un totale di 50 minuti in tutta la stagione, certamente troppo poco per fare veramente la differenza. Ora si attende il ritorno a pieno titolo di Dunn per aggiustare la classifica e porre le basi per la ricostruzione dei Bulls.

21. Los Angeles Lakers (23 – 34)

Ennesima stagione con un record negativo per i Lakers, ma questa volta non mancano i segnali positivi per il futuro a breve e lungo termine. I rookie hanno tutti sorpreso positivamente, anche Lonzo Ball dopo un inizio di stagione incerto è cresciuto molto, e la squadra è giovane e piena di talento e anche Brandon Ingram sembra pronto per la definitiva consacrazione. La squadra, però, ha ancora un rendimento troppo altalenante e l’arrivo a sorpresa di Isaiah Thomas può stravolgere gli equilibri positivamente o negativamente.

20. Charlotte Hornets (24 – 33)

Gli Hornets sono la classica squadra non abbastanza forte per competere ad alti livelli, ma troppo forte per tankare e puntare ad una buona scelta al draft. La dirigenza deve sicuramente cercare di smuovere le acque per evitare che questa situazione di stallo si protragga troppo a lungo. Kemba Walker ha dimostrato di essere un grande giocatore e anche Dwight Howard sta tornando a buoni livelli, ma non è abbastanza per raggiungere i play-off.

19. Miami Heat (30 – 28)

Gli Heat sono stati protagonisti di una stagione molto altalenante, con momenti di grande basket di squadra intervallati da periodi in cui al gruppo sembrava mancare fiducia. Ora Miami è in una fase molto particolare della propria regular season, con 7 sconfitte nelle ultime 8 gare, che pesano tantissimo nella corsa ai playoff e anche in questo NBA Power Ranking. Il commovente ritorno a casa di Wade ha riportato entusiasmo ma non ha avuto l’impatto sperato nei risultati. Dopo la pausa gli Heat dovranno tornare con fiducia a giocare il loro basket di squadra se vorranno strappare un biglietto per la postseason.

18. Detroit Pistons (28 – 29)

I Pistons hanno cambiato faccia con l’arrivo di Blake Griffin e vogliono puntare seriamente ai playoff. Sono migliorati nettamente per efficienza offensiva, si passano meglio il pallone e giocano con maggiore energia ed entusiasmo. Detroit deve, però, migliorare il proprio rendimento in trasferta se vuole superare gli Heat in classifica. Certamente sono una squadra da tenere d’occhio nei prossimi anni, ma raggiungere subito la postseason sarebbe un traguardo importante.

17. New Orleans Pelicans (31 – 26)

Dopo l’infortunio di DeMarcus Cousins i Pelicans possono fare affidamento unicamente su Anthony Davis per provare l’assalto finale ai playoff. The Unibrow si è fatto trovare pronto e ha risposto sul campo con prestazioni monstre mantenendo una media di 31.3 punti, 12.2 rimbalzi e 2 stoppate a partita. Anche il ritorno in campo del redivivo Emeka Okafor sta portando i suoi frutti, ma devono essere più costanti nella produzione offensiva e trovare alternative valide per aiutare Anthony Davis.

16. Los Angeles Clippers (30 – 26)

I Clippers sono una delle squadre che escono maggiormente rinnovate dopo la trade deadline e quindi una delle più difficili da interpretare. Dopo la trade hanno ottenuto 5 vittorie in 7 gare e sono migliorati molto a livello difensivo diventando al quinta squadra delle lega a livello di Defensive Rating. L’efficienza offensiva, però, non risente della partenza di Griffin ed è rimasta costante intorno alla media NBA.I segnali sono dunque molto positivi, i Clippers sono in crescita e possono ancora puntare ad un piazzamento tra le prime 8, anche se il calendario appare proibitivo.

15. Denver Nuggets (32 – 26)

I Nuggets stanno attraversando un grande periodo di forma, con 6 vittorie nelle ultime 7 partite, tutte contro squadre di altissimo livello. Jokic ha definitivamente preso il controllo della squadra e sta giocando ad altissimi livelli con quasi una tripla doppia di media a partita. Il livello dell’attacco di Denver è altissimo, ma l’efficienza difensiva è tra le peggiori della lega ed è sicuramente il punto debole della franchigia del Colorado.

14. Oklahoma City Thunder (33 – 26)

I Thunder sono un’ottima squadra sui due lati del campo e può vincere contro chiunque, ma è arrivata alla pausa per l’All Star Game ancora senza una vera identità e senza costanza. L’infortunio di Andre Roberson è stato più pesante del previsto per la stagione della franchigia. Senza il numero 21 l’efficienza difensiva dei Thunder è crollata e rischia di costare molto caro. Le medie di Westbrook sono da capogiro, potrebbero non bastare per portare a playoff una squadra scostante e con poca difesa.

13. Portland Trail Blazers (32 – 26)

Portland è una squadra il cui successo poggia interamente sulle spalle di due giocatori: Damian Lillard e CJ McCollum. Il primo è arrivato alla pausa per l’All Star Game con prestazioni straordinarie, 44 punti di media nell ultime 3 partite, ed entrambi sono autori di una grande stagione. Difficilmente, però, i Blazers riescono a condividere bene il pallone e sono pochissimi gli assist di squadra. A ciò si aggiungono le difficoltà difensive, che sono diventate un problema grave dall’inizio del 2018 e che possono costare molto caro alla franchigia dell’Oregon.

12. Indiana Pacers (33 – 25)

I Pacers sono una delle realtà più sorprendenti di questa stagione NBA. Hanno una grande efficienza offensiva e il peso dell’attacco poggia sulle spalle di Victor Oladipo, autore della sua miglior stagione NBA. Nelle ultime partite, però, il numero 4 di Indiana è apparso in calo di rendimento e il rischio che possa sentire un po’ di stanchezza è alto. La pausa per l’All Star Game potrebbe quindi rivelarsi decisiva. I Pacers devono migliorare in difesa, ma sono una squadra giovane e con ampi margini di crescita e potrebbe diventare ancor più protagonista nelle prossime stagioni.

11. Utah Jazz (30 – 28)

I Jazz sono un’altra grande sorpresa, in positivo, di questa regular season. Sono in fase di ricostruzione, ma sono anche in corsa per un posto ai playoff nella Western Conference. Utah, in questo momento, è una delle squadre più difficili da affrontare. La squadra è reduce da 11 vittorie consecutive e la striscia positiva può anche continuare. Tutto grazie ad una eccellente difesa, che è addirittura in miglioramento in questo periodo, e ad un grande Donovan Mitchell, rookie, ma già leader della squadra.

10. Philadelphia 76ers (30 – 25)

Il processo di crescita sta proseguendo alla grande in quel di Philadelphia. La squadra è in lotta, per la prima volta dopo 15 anni, per un posto tra le prima 4 della Conference, ha una squadra con giovani dal grande futuro e con solidi veterani. Fino ad ora i 76ers hanno la miglior difesa del 2018 e sono riusciti ad arrivare alla pausa dell’All Star Game con una striscia aperta di 5 vittorie consecutive. Sono già oggi una squadra di altissimo livello e ci si attende ance un grande futuro.

9. Milwaukee Bucks (32 – 25)

La stagione dei Milwaukee Bucks è stata caratterizzata da due eventi che l’hanno progressivamente portata al livello delle migliori squadre della lega: l’arrivo di Eric Bledsoe e il licenziamento di Jason Kidd. La presenza dell’ex Suns ha infatti permesso di scaricare parte delle responsabilità offensive dalle spalle di Antetokounmpo aumentandone quindi l’efficacia. Il cambio di allenatore, invece, sembra aver risolto i problemi difensivi della squadra. Dalla promozione a Head Coach di Joe Prunty, infatti, i Bucks hanno la seconda miglior difesa della NBA. A breve dove rientrare a pieno ritmo anche Jabari Parker e la squadra potrebbe diventare una delle più difficili da affrontare.

8. Washington Wizards (33 – 24)

Nonostante tutte le difficoltà di questa stagione, tra infortuni e problemi di spogliatoio, Washington è ancora quarta nella classifica della Eastern Conference e, ovviamente, non è un caso. I Wizards si sono rivelati, infatti, una squadra piena di risorse e con un roster completo e molto lungo. L’assenza di Wall per infortunio ha finito per non pesare molto nell’andamento della regular season. Bradley Beal ha alzato il livello del prorpio gioco, ma le risposte inattese arrivano da Oubre Jr. e da Satoransky che insieme sono riusciti a sostituire piuttosto bene l’infortunato John Wall.

7. Minnesota Timberwolves (36 – 25)

I Timberwolves sono alla loro miglior stagione offensiva, per numeri, della storia della franchigia e sono ormai stabilmente quarti nella Western Conference. Un grande successo per una squadra giovane e ancora in crescita. Lo straordinario il rendimento di Karl-Anthony Towns nelle ultime gare spaventa le contender della parte ovest del tabellone. L’efficienza difensiva, però, può rivelarsi un problema per Minnesota essendo molto al di sotto della media NBA. Il futuro sembra comunque roseo e nei prossimi anni potrebbe anche riservare belle sorprese per i tifosi.

6. Cleveland Cavaliers (34 – 22)

La stagione dei Cavaliers è una delle più difficili da interpretare. Lebron è sempre un giocatore di un altro pianeta, ma la squadra ha avuto non pochi problemi nel corso di tutta la regular season. Cleveland in questo momento viene da brutto periodo in cui la squadra non ha giocato con determinazione e il livello difensivo mostrato è apparso quasi ridicolo. Dopo le clamorose trade, arrivate nell’ultimo giorno disponibile, Cleveland ha stravolto il proprio roster ed ha cambiato nuovamente volto. Nelle prime due gare dei nuovi Cavaliers la difesa è tornata ad essere di buon livello e sono arrivate due vittorie, ma non tutti i problemi sembrano essere risolti.

5. San Antonio Spurs (35 – 24)

San Antonio non è una franchigia come le altre e questa stagione ne è un fulgido esempio. Senza il loro miglior giocatore, Leonard è fuori per infortunio e non tornerà in breve tempo, gli Spurs sono riusciti comunque ad affermarsi come una grande squadra. Senza brillare sono terzi ad ovest grazie soprattutto alla seconda miglior difesa delle lega, dietro solamente a Boston. I problemi della squadra sono soprattutto offensivi. L’attacco è al di sotto del livello a cui questa squadra ci aveva abituato negli anni passati e il quarantenne Ginobili non potrà esserci ancora a lungo per togliere le castagne dal fuoco.

4. Boston Celtics (40 – 19)

Dopo un inizio straordinario, i Celtics stanno ora attraversando una fase molto delicata della stagione. Boston era la squadra che più di tutte aspettava la pausa per l’All Star Game, per recuperare un pezzo importante del roster come Marcus Smart, fuori per infortunio, e per far rifiatare tutti gli altri che nelle ultime gare sono apparsi vistosamente affaticati. I due rookie, Jayson Tatum e Daniel Theis, sono stati fondamentali, fino ad ora, per l’ottimo andamento della squadra, ma non hanno mai preso parte ad una competizione così lunga e questo, a lungo andare, può pesare molto.

3. Toronto Raptors (41 – 16)

Al gradino più basso del podio di questo Power Ranking troviamo i Raptors, autori di una stagione formidabile, che li ha portato al primo posto ad est, e in uno straordinario stato di forma. Sono in una striscia aperta di 7 vittorie consecutive, quasi tutte vinte con almeno 15 punti di scarto. DeRozan è, probabilmente, alla sua miglior stagione personale, ma il vero punto di forza della squadra sta nella panchina. Il quintetto di riserva di Toronto fino ad ora è stato il più efficace della lega e i canadesi riescono a vincere molte partite senza un eccessivo sforzo delle superstar.

2. Golden State Warriors (44 – 14)

Ennesima stagione eccellente per i Warriors che non disattendono le aspettative. Giocano un basket di altissimo livello con la miglior efficienza offensiva della lega. Tutti i nuovi si sono inseriti molto bene nel contesto e nel sistema dei campioni in carica. Steph Curry sta giocando una stagione eccellente, con cifre da MVP, e tutte le stelle della squadra stanno brillando. Tutto sembra sereno, ma il livello difensivo della squadra è calato molto rispetto agli ultimi anni e può diventare un problema per la corsa al titolo.

1. Houston Rockets (44 – 13)

La squadra migliore della lega in questo momento sono, senza dubbio, gli Houston Rockets. Primi nel nostro NBA Power Ranking. Hanno da poco conquistato la prima posizione della Western Conference scalzando i rivali Warriors, sono eccellenti in attacco e ottimi in difesa, sono pieni di talento e nessun infortunio sembra poter arrestare la loro corsa. Giocano un basket ad altissimo ritmo e possono stabilire molti record. Harden in questa stagione è stato semplicemente perfetto e sembra il principale candidato al titolo di MVP. Chris Paul si è inserito perfettamente nel sistema di coach D’Antoni e ha aggiunto pericolosità alla squadra. La panchina è molto lunga e piena di giocatori di talento a cui si è da poco aggiunto il grande veterano Joe Johnson. Tutto sembra andare per il meglio e in questo momento i Rockets rivolgono il loro sguardo al tanto agognato Larry O’Brian Trophy.

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