Questa stagione sta vedendo l’esplosione di tanti giocatori in NBA, tanti giovani come Simmons, Tatum, Lonzo Ball, Markkanen, ma anche giocatori che si stanno riscattando come Oladipo, dopo un ultimo anno non proprio positivo ad OKC. Uno di questi talenti che non passa mai con l’aumentare delle stagioni e degli anni è Lebron James, che sta recitando una parte di questo grande spettacolo che è l’NBA da assoluto protagonista, lottando per le prime posizioni della conference e per l’ambito titolo di MVP, contro i vari Harden, Davis, Giannis, tutti giocatori molto più giovani di lui. Ma Lebron James sembra non subire l’avanzamento degli anni. Infatti la differenza di età con questi giocatori non si nota poi così tanto, e a dimostrarlo sono anche i dati delle statistiche molto elevati.
LeBron James i numeri non mentono
Il suo notevole tabellino fino ad ora recita 27 punti, 8.6 rimbalzi e 9 assist di media . Nel corso della sua quindicesima stagione sta viaggiando quasi ad una tripla-doppia di media, surclassando ogni avversario che cerca di fermarlo, producendo anche una serie di giocate/highlights che lo fanno sembrare un ragazzo di 20 anni appena entrato in NBA, che ha la voglia di dare il massimo ad ogni partita per attirare a sé gli occhi addosso di tutta la lega.
Lebron James continua a macinare triple doppie su triple doppie, c’è riuscito anche stanotte contro i Chicago Bulls. Quest’anno nei Cleveland Cavaliers si attribuisce un apporto di responsabilità maggiore a Lebron, a causa della partenza di Irving per Boston e l’infortunio di Kevin Love ad inizio stagione. La diretta conseguenza è un grande aumento di possessi in partita per il King e ciò evidenzia come le sue statistiche aumentino rispetto ad altri anni, ma quelle di squadra tendano ad abbassarsi per alcuni aspetti quasi ad essere tra le più negative in NBA. Molte testate giornalistiche e gli analisti NBA nel generale tendono ad evidenziare la cosa come se la colpa della stagione altalenante dei Cavs fosse sua, e che lui senza un All-Star al suo fianco non sia in grado di gestire l’attacco da solo.
Signorilità e soprattutto sicurezza dei suoi mezzi (e di quelli della squadra) è il modo in cui Lebron risponde a queste critiche.
A tale proposito, una frase che colpì molto l’opinione giornalistica durante una sua intervista fu: “You can just say I’m like fine wine: I get better with age. That’s what it says,”(Si può soltanto dire che sono come il buon vino: miglioro invecchiando.) Così Lebron risponde nel post partita a Phoenix alle provocazioni che cercano di fargli evidenziare come l’aumento delle sue statistiche sia causato principalmente dal grande numero di possessi che ha in ogni partita. James continua a rispondere alle domande parlando del suo impatto sulla partita, ribattendo che sia normale che il suo tasso di possessi sia molto alto, lavorando su tutti gli aspetti del gioco.
Il prescelto detta i tempi di gioco sia in attacco che in difesa, passando dalle stoppate alle palle rubate, ai prendi e tira, senza mai tralasciare il gioco di squadra, creando occasioni per i compagni con assist per i tiri dal pitturato, con situazioni di pick e roll e infine attaccando il ferro per andare in lunetta per conquistarsi dei tiri liberi. Insomma, Lebron come in ogni situazione di squadra in cui si è trovato nel corso degli anni ha sempre dato tutto sé stesso per aiutare la squadra e portarla alla vittoria.
Non si sa se questa stagione NBA finirà col dare ragione a lui o ai tanti critici del suo gioco; Sta soltanto a noi appassionati seguire il proseguimento di questo finale di stagione e goderci lo spettacolo, ricordandoci che con il King nulla è mai scontato!
di Enrico Nolfo

