I Los Angeles Clippers 2018/2019 si presentano ai nastri di partenza di questa stagione NBA come una delle outsider della Western Conference con l’obiettivo di raggiungere uno degli ultimi posti che valgono i playoff. Il grosso rischio è, come successo nella passata stagione, di rientrare nel gruppo di squadre non abbastanza forti per annoverarsi tra le prime della classe, e non talmente “deboli” da piazzarsi negli ultimi posti della graduatoria per guadagnare posizioni in ottica Draft 2019.
MANUALE LOS ANGELES CLIPPERS 2018/2019: L’ANNATA PRECEDENTE
L’annata passata era partita con buone aspettative, in gran parte tradite. Nonostante l’addio di Blake Griffin a metà Regular Season, infatti, i LAC vedevano sul parquet giocatori importanti come Lou Williams, Danilo Gallinari, Tobias Harris e DeAndre Jordan e da metà stagione gli inserimenti di Avery Bradley e Patrick Beverley. In realtà, infortuni e problemi di ambientamento, hanno portato le stelle del gruppo a rendere meno rispetto a quanto previsto e, nonostante un tentativo di recupero nel finale di stagione, a non disputare nemmeno i playoff, tra gli obiettivi minimi della franchigia.
- Record: 42-40 (51.2%)
- Piazzamento: seed #10, NBA Western Conference
- Offensive Rating: 110.3
- Defensive Rating: 110.2
- Team Leaders: Lou Williams (22.6 PTS) , DeAndre Jordan (15.2 REB) , Lou Williams (5.3 AST)
MANUALE LOS ANGELES CLIPPERS 2018/2019: I MOVIMENTI ESTIVI

Marcin Gortat raccoglierà la pesante eredità di DeAndre Jordan fonte: bulletsforever.com
I movimenti estivi dei Los Angeles Clippers 2018/2019 sono stati molto pochi, vista la conferma di gran parte degli interpreti dell’anno passato, da Lou Williams, a Gallinari fino a Patrick Beverley e Avery Bradley. Con l’addio di DeAndre Jordan (dopo la partenza di Blake Griffin durante la Regular Season) e di alcuni gregari, il front office ha deciso di affidare il ruolo di centro titolare a Marcin Gortat, reduce da buone annate a Washington, e di rinforzare la panchina, soprattutto sotto l’aspetto difensivo, con Mbah a Moute e Scott.
Dal Draft sono arrivati due ottimi prospetti tra gli esterni con due scelte alte (la 11 e la 13) Shai Gilgeous-Alexander e Jerome Robinson che si ritaglieranno il loro spazio nell’arco della stagione.
- ACQUISTI: Marcin Gortat (Washington Wizards), Luc Mbah a Moute (Houston Rockets), Mike Scott (Washington Wizards)
- CESSIONI: Sam Dekker (Cleveland Cavaliers), DeAndre Jordan (Dallas Mavericks), Austin Rivers (Washington Wizards), C.J. Williams (Minnesota Timberwolves)
- DRAFT 2018: Shai Gilgeous-Alexander (11a scelta al primo giro girata dagli Hornets); Jerome Robinson (13a scelta al primo giro)
MANUALE LOS ANGELES CLIPPERS 2018/2019: L’ANALISI
I Clippers hanno pressoché mantenuto lo stesso livello di roster dell’anno scorso, cambiando poco e sostituendo i partenti con giocatori simili come caratteristiche ed impatto. L’addio più doloroso è stato sicuramente quello di DeAndre Jordan, sostituito in fase di mercato con Marcin Gortat, meno saltatore ma più tecnico del predecessore. L’assenza di Jordan punta i fari su una fase del gioco su cui i Clippers dovranno lavorare molto per non andare in difficoltà, la difesa. La presenza del centro da Texas, infatti, spaventava qualsiasi tentativo di penetrazione dei giocatori avversari, e in sua assenza gli esterni dovranno reggere meglio l’urto, per evitare facili conclusioni al ferro. Proprio in quest’ottica la società ha scelto di ingaggiare due giocatori molto abili sui cambi e in grado di difendere su tutti e 5 i ruoli, come Mbah a Moute e Mike Scott. Inoltre, molta pressione sarà sulle spalle di Gortat che dovrà riuscire a non far rimpiangere la mancanza del buon DeAndre sotto le plance, portando rimbalzi ed intimidazione. L’anno scorso le redini offensive, con l’infortunio che ha tenuto fuori Danilo Gallinari per quasi tutta la stagione, erano in mano principalmente a Lou Williams e Tobias Harris, con Avery Bradley terzo violino e DeAndre Jordan a calamitare tutto ciò che passava sotto canestro. Quest’anno, senza il proprio totem, il lavoro a rimbalzo dovrà essere più di squadra, tenendo conto della minor verticalità di Gortat.
Danilo Gallinari sarà uno dei punti cardini dell’attacco dei Clippers: per questo i compagni dovranno aiutarlo a smarcarsi anche grazie all’ausilio dei blocchi.
Sugli esterni, col ritorno di Gallinari, il talento non manca, anche se il roster è composto principalmente da giocatori incostanti e la mancanza di almeno una superstar a cui affidare la palla nei momenti cruciali del match rischia di pesare sul record finale del team (problema già riscontrato l’anno scorso, soprattutto dopo l’addio di Griffin). La presenza di molti esterni con punti nelle mani, e l’assenza del totem Jordan, porterà inevitabilmente ad una maggiore ricerca della transizione, rispetto alla passata stagione, con una maggiore aggressività nell’attaccare il ferro e nel prendersi tiri dalla media/lunga distanza nei primi secondi dell’azione.
Il quintetto base vedrà presumibilmente Patrick Beverley playmaker, Avery Bradley nello spot di 2, Tobias Harris (molto cresciuto negli ultimi due anni) e Danilo Gallinari si divideranno i minuti in ala piccola, cosi come Mbah a Moute e Mike Scott si spartiranno lo spazio nella posizione di 4, infine Marcin Gortat avrà ampio minutaggio da centro col solo Marjanovic a sostituirlo nel ruolo. Dalla panchina, preziosi saranno gli inserimenti di Lou Williams , Milos Teodosic e Montrezl Harrell (utilizzabile anche da 5 tattico) e sarà interessante vedere i miglioramenti e lo spazio che si ritaglieranno i due rookie Gilgeous-Alexander e Jerome Robinson.
CONCLUSIONI
In conclusione, possiamo dire che la dirigenza dei Los Angeles Clippers ha deciso coraggiosamente di non smantellare completamente il roster, evitando il tanking, strada che i Clips potevano percorrere dopo l’addio di Griffin e Jordan. Con l’arrivo di LeBron James sull’altra sponda di LA, l’attenzione mediatica è tutta sui Lakers, permettendo ai Clippers di lavorare nell’ombra in serenità e, se riusciranno a mantenere lontano dagli infortuni i suoi protagonisti principali, siamo sicuri che potranno dire la loro nella lotta playoff della Western Conference e insidiare i cugini per il predominio cittadino.

