Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimentiManuale Detroit Pistons 2018-2019: la stagione della verità

Manuale Detroit Pistons 2018-2019: la stagione della verità

di Leonardo Selvatici
Andre Drummond charlotte hornets

La scorsa estate doveva essere la stagione della svolta a Detroit: Avery Bradley, Langston Galloway insieme alla guardia tiratrice Luke Kennard, proveniente da Duke, si era creato il giusto insieme di giocatori da affiancare alla vera star della squadra, Andre Drummond. Ma, complice un inizio non esaltante e un Drummond scontento, l’arena risultava sempre mezza vuota e i risultati tardavano ad arrivare. Fino al 30 Gennaio 2018. Il GM Jeff Bower fa l’affare della trade deadline: Boban Marjanovic, Avery Bradley, Tobias Harris più due prime scelte in cambio di Blake Griffin. Potrebbe sembrare uno scambio squilibrato, ma l’idea della dirigenza di Motor City è quella di creare un duo di All-Star sotto canestro. L’esperimento non inizia alla grande, ma i due hanno bisogno tempo e con pazienza cominciano a ingranare. Quest’anno, senza LeBron a Est, non si possono mancare i playoff. Andiamo a scoprire i Detroit Pistons 2018/2019 che tenteranno l’assalto alla postseason.

La coppia Andre Drummond-Blake Griffin non è bastata ai Pistons per raggiungere i playoff lo scorso anno

MANUALE DETROIT PISTONS 2018/2019: L’ANNATA PRECEDENTE

  • Record: 39-43
  • Piazzamento: seed #9, Eastern Conference
  • Defensive rating: 107.3
  • Offensive rating: 107.2
  • Team Leaders: Blake Griffin (19.8 PTS), Andre Drummond (16.0 REB), Blake Griffin (6.2 AST)

 

MANUALE DETROIT PISTONS 2018/2019: I MOVIMENTI ESTIVI

I movimenti estivi dei Detroit Pistons sul fronte dei giocatori sono stati deboli e senza colpi di scena. D’altronde il vero colpo di mercato è stato fatto lo scorso febbraio con l’ingaggio di Blake Griffin.
Sono stati infatti acquistati solo tre giocatori dal medio valore attraverso la free agency (Glenn Robinson III, Zaza Pachulia e Josè Calderon) e due dal draft, Bruce Brown e Khyri Thomas.
L’affare migliore dell’estate sottotono di Motor City è stato però senza dubbio l’ingaggio come head coach di Dwane Casey (con Van Gundy che resta comunque presidente).

MANUALE DETROIT PISTONS 2018/2019: L’ANALISI

Del duo Griffin-Drummond si è parlato fin troppo. L’ex Clipper si è rivelato un ottimo passatore di palla oltre che un grande scorer, e aver aumentato la pericolosità dalla lunga distanza è senza dubbio una grande notizia, vista la presenza nel pitturato del prodotto di Connecticut.
Durante tutta la scorsa stagione si è sentita molto l’assenza di Reggie Jackson, il play titolare di questa squadra. Il nativo di Pordenone ha giocato solo 45 partite, causa un infortunio alla caviglia nel giorno di Santo Stefano. 14.6 punti e 5.3 assist in soli 26 minuti di impiego sono cifre di tutto rispetto, ma da uno che prende $17 milioni all’anno ci si aspetta di più.

Ovviamente la manovra offensiva dei Pistons dovrà partire dall’estro di Reggie Jackson.

Il quintetto titolare al momento apparirebbe con Jackson, Galloway, Johnson, Griffin e Drummond. Dalla panchina si alzerebbero Ish Smith, Kennard, Robinson III, Ellenson e Pachulia. Con l’eterno Calderón e Jon Leuer in fondo alle rotazioni. Il giusto mix tra entusiasmo ed esperienza. Per tornare a vincere una partita di playoff dal 2007708. Ora o mai più. Coach Dwayne Casey dovrebbe riuscire a portare in quel di Detroit una mentalità vincente e funzionale alla NBA moderna, visto che la scorsa stagione con Toronto è riuscito addirittura ad arrivare in prima posizione nella Eastern Conference, conference condivisa con i Boston Celtics ed i Cleveland Cavaliers con LeBron James, quindi non una conference qualsiasi.

Dal punto di vista offensivo Reggie Jackson avrà il compito di spingere in contropiede e dettare il ritmo offensivo alla propria squadra, mentre gran parte dei possessi passeranno dalle mani di Blake Griffin, il quale nella scorsa stagione si è preso ben 17 tiri di media e segnando 19.8 punti  a partita oltre a smazzare come già detto sopra 6.2 assist ai propri compagni di squadra; sappiamo infatti che Griffin sia un giocatore difficilmente contenibile dal punto di vista atletico, quindi sarà spesso coinvolto in situazione di isolamento per giocarsi un uno contro uno per concludere al ferro o per servire i tiratori sul perimetro (molto importanti saranno Galloway, Johnson e Kennard) o anche per alzare dei lob verso Drummond, il quale potrà quindi godere dei passaggi dell’ex Clipper. Ci possiamo quindi aspettare un maggior numero di tiri da 3 punti tentati dai Pistons, visto che i Raptors con Casey erano la quarta squadra per numero di triple tentate a partita e se poi sotto canestro hai un rimbalzista offensivo del calibro di Drummond, tirare è sicuramente più facile.

Nella metà campo difensiva invece possiamo sicuramente aspettarci una difesa fisica e che tenda a togliere i tiri da 3 punti ai propri avversari, visto che lo scorso anno i Raptors con Casey sono stati la squadra che ha concesso meno triple tentate agli avversari e quindi l’ex coach di Toronto porterà questo concetto difensivo ai suoi Pistons, concetto più condivisibile visto che Drummond è anche un eccellente rim protector.

CONCLUSIONE

L’obiettivo, in una Conference meno competitiva di quella occidentale, deve essere naturalmente quello di raggiungere almeno le ultime quattro posizioni playoff, traguardo inderogabile quando si hanno in squadra due dei migliori lunghi della lega e uno dei migliori allenatori in panchina.

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