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LeBron James: “Quando Kyrie Irving se ne andò, fu l’inizio della fine per me ed i Cavs”

di Michele Gibin
kyrie irving

LeBron James farà ritorno a Cleveland mercoledì 21 novembre, per sfidare quei Cleveland Cavs lasciati (una seconda volta, ed una volta per tutte) il 3 luglio 2018, per volare a Los Angeles.

In un’intervista concessa per l’occasione a Joe Vardon, che segue i Cleveland Cavaliers per The Athletic, LeBron è tornato sulla celeberrima trade che spedì uno scontento Kyrie Irving a Boston, nell’estate del 2017.

James ha definito quella trade “l’inizio della fine” della sua permanenza in Ohio, e ha svelato qualche nuovo particolare sul suo travagliato rapporto con il proprietario dei Cleveland Cavs Dan Gilbert.

LeBron James su Kyrie Irving: “La trade, inizio della fine”

LeBron vola coi ricordi sul giorno esatto in cui la trade che coinvolse Kyrie Irving, Isaiah Thomas, Jae Crowder e Ante Zizic si materializzò, il 30 agosto 2017.

James racconta come quello stesso giorno, il neo-General Manager dei Cavs Koby Altman gli avesse assicurato che la squadra non avrebbe mai scambiato Irving con i Boston Celtics.

La sera stessa, però, l’accordo tra i due team divenne ufficiale.

E’ oggi opinione di LeBron che sia stato Gilbert a “premere il bottone”, prevaricando il ruolo di Altman, appena promosso GM dopo l’addio di David Griffin:

Bisogna considerare che in quei giorni Koby (Altman, ndr) aveva possibilità di manovra relative, perché era appena arrivato. Chi dirigeva le cose era qualcun altro, e così era anche quando Griff (David Griffin, ndr) era ancora a Cleveland. David se ne andò proprio per quella ragione (…) tutti sanno che il giorno stesso in cui Kyrie se ne andò, fu l’inizio della fine per me, e per tutto. Non è certo un segreto

– LeBron James su Kyrie Irving –

James sostiene dunque che fu Dan Gilbert a forzare la mano al suo giovane GM ed accettare la proposta di Danny Ainge e dei Boston Celtics.

Nei mesi successivi la trade, Irving e gli altri diretti interessati hanno implicitamente svelato come la motivazione dietro alla richiesta di Kyrie fu l’indisponibilità del fuoriclasse oggi ai Celtics di “vivere all’ombra” di LeBron James.

Kyrie arrivò a Cleveland un anno esatto dopo il primo addio di LeBron, e Gilbert volle fare di lui sin da subito l’uomo-franchigia dei nuovi Cavs.

Il ritorno di James ha permesso a Irving di vincere un titolo NBA e giocare tre finali, ma ha anche in un certo senso “represso” il desiderio, la brama di Kyrie di essere il leader principale di una squadra vincente.

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