Non è mai tramontata l’eterna storia d’amore fra Kevin Durant e Seattle. Nel 2007 proprio la squadra della città, i SuperSonics, lo selezionarono al draft con la seconda scelta assoluta, notando per primi il suo immenso talento, e da quel momento è iniziato un forte legame che unisce la città con il due volte campione Nba. Lo spostamento della squadra a Oklahoma aveva costretto KD ad abbandonare Seattle ma senza mettere da parte l’idea di un suo ritorno. Un nuovo inserimento nella lega dei SuperSonics sembra sempre più improbabile, ma solo per quanto riguarda il futuro prossimo (a differenza dell’NHL in cui nel 2021/2022 ci sarà una franchigia di Seattle) . Per quanto riguarda il lungo periodo proprio Durant ha affermato di voler riportare alla luce la franchigia nella città che lo ha cestisticamente formato.
La nascita di un’idea così intrigante
“Ho giocato e ricevuto tanto affetto là. Più di ogni altra città probabilmente. Però non sarà facile e non potrò aspettare a lungo quindi se ci sarà un’opportunità di diventare socio di proprietà cercherò di non farmela sfuggire. Mi affascina tantissimo il business che c’è dietro, come creare un mercato, come innalzare la forza del brand, come migliorare l’esperienza dei tifosi, come dare nuova linfa alla città e diffusione del basket in tutto lo stato. Sono tutte cose che mi affascinano ma più di tutto amo giocare a pallacanestro e stare in mezzo ai giocatori, vederne di diversi tipi e vederli migliorare giorno dopo giorno: sarebbe davvero fantastico aver a che fare con tutte queste cose a capo di una franchigia”, ha detto Durant riguardo il suo interessamento ad un progetto di cui vorrebbe essere il principale artefice.
La volontà c’è insomma, e se conosciamo davvero bene l’ala dei Warriors sembra molto probabile che farà in modo che possa concretizzarsi. La sua carriera sembrerebbe essere ancora lunga ma appena lascerà il parquet il ruolo da proprietario di una franchigia sembra ciò che più lo affascina:
“Certamente lo vorrei, anche se non mi interessa se a Seattle o altrove. Vorrei aiutare i giovani a crescere o i veterani a pensare a qualcosa dopo la loro carriera. Lo farei perché sono passato attraverso ogni cosa nella mia carriera, a parte essere scambiato. Vorrei ricambiare quello che mi è stato insegnato in questi anni, quindi per questo sono molto interessato alla possibilità di avere una franchigia”.
