Dopo tre vittorie consecutive, gli Houston Rockets perdono a sorpresa per 121-116 in casa contro i New Orleans Pelicans complice un James Harden non in versione MVP, anzi… Scossi nel bel mezzo di una stagione già di per sé complicata dalla richiesta di trade di Anthony Davis e costretti a fare i conti con le pesanti assenze dei vari Randle, Mirotic, Payton e Moore, oltre al già citato Davis, gli ospiti si fanno valere al Toyota Center.
Nonostante la sconfitta dei suoi, James Harden continua a far registrare numeri impressionanti in una stagione storica, che per le voci statistiche lo vede accostato a mostri sacri che hanno scritto la storia del gioco (Wilt Chamberlain, Michael Jordan e Kobe Bryant tra i tanti).
Il Barba, infatti, fa registrare una doppia doppia (la ventesima stagionale) da 37 punti, 11 rimbalzi, 6 assist, 4 palle recuperate e una stoppata, seppur tirando con appena il 34% dal campo (11/32) e il 33% da dietro l’arco (6/18). Per l’MVP si tratta della ventiquattresima partita consecutiva con almeno 30 punti: ora il terzo posto di Chamberlain nella classifica all-time dista appena una gara.
Un’altro passo nella storia per il Barba ma gara negativa di James Harden

Serata complicata al tiro per James Harden, che chiude comunque con 37 punti, 11 rimbalzi e 6 assist e una buona prova difensiva (4 recuperi e una stoppata).
Oltre a ciò, il fuoriclasse dei Rockets nel finale rimette in corsa i suoi con due triple, un layup e un paio di tiri liberi (10 punti segnati nel parziale di 12-4 che porta i suoi in svantaggio 118-114 a 22’’ dalla sirena), quando però la gara è già ampiamente incanalata in direzione Pelicans ed è troppo tardi per rimediare a un secondo tempo decisamente sottotono per i Razzi.
Nonostante una serata difficile al tiro, dunque, Harden trova comunque il modo di segnare ben 37 punti (che sembrano pochi per i suoi standard), peraltro su un difensore del calibro di Jrue Holiday, ma soprattutto di dare il suo contributo per ricucire lo strappo e in difesa, tra deflections e recuperi.

