Come da copione , la serie Rockets-Jazz sta vedendo i texani dettar legge, con un vantaggio di 2 vittorie sugli uomini di Quin Snyder. In gara 1 la squadra di coach Mike D’Antoni ha rifilato un +32 a Mitchell e compagni, mentre 20 sono i punti vantaggio grazie i quali il Barba si è portato a casa il secondo match. Queste due prime sfide sono state un James Harden Show che si è preso il lusso di realizzare la sua terza tripla doppia ai playoff.
Oltre a lui bene Clint Capela, che sta stravincendo il duello fisico con Rudy Gobert, e Eric Gordon che, ancor più di Chris Paul, sembra esser la spalla destra di Harden. In più c’è da sottolineare il buon apporto della panchina dei texani, a differenza di quella di coach Snyder che, a parte Royce O’Neale in gara 2, non riesce a dare punti in uscita (nel primo scontro i panchinari dei Jazz hanno realizzato una miseria di 16 punti totali).
La verità è che in casa Jazz ha funzionato poco/nulla in queste due prime apparizioni. Donovan Mitchell ha sofferto molto lo scontro diretto contro il candidato MVP, Gobert è stato sommerso dalla fisicità del centro svizzero dei Rockets e i vari Joe Ingles, Jae Crowder, Thabo Sefolosha e Grayson Allen si sono dimostrati è tiratori molto meno affidabile di PJ Tucker, Austin Rivers, Gerald Green e Danuel House. L’unico salvabile nei due confronti tra le fila della franchigia di Utah è Ricky Rubio. Il playmaker spagnolo è sembrato il più solido dei suoi e quello che meglio è riuscito a creare grattacapi alla difesa dei Rockets (buona ma non una delle più strutturate della lega).
ROCKETS-JAZZ, GARA 1: LA COPPIA HARDEN-CAPELA È UN URAGANO
Il fattore della partita che ha aperto questa serie è indubbiamente l’intesa tra il centro nativo di Ginevra e l’ex Thunder. James, quando non trovava spazio per andare al ferro o tirare da 3, la prima opzione a cui pensava era sempre quella di cercare o l’alley-oop, o il passaggio dentro per il suo lungo. Anche CP3 ha spesso cercato di affidarsi a Capela, ma l’intesa non è la stessa che Clint ha con il candidato al MVP. Oltre alle penetrazioni di Harden e i canestri di Capela i Rockets hanno sfruttato la specialità della casa: il tiro da 3 punti. I Rockets hanno tenuto la media del 37% di squadra (15/41) contro il 26% dei Jazz (7 /27), i più pericolosi da oltre l’arco sono stati Tucker e Gordon, il primo ha tirato con il 47% e il secondo con il 60% da 3, stravincendo la sfida tra cecchini con Joe Ingles e Jae Crower, che in due hanno realizzato 2 triple su 11 tentate.
Alley-oop tra di Capela su assist di Harden, una delle giocate offensive più utilizzato dai Rockets
Per la franchigia di Salt Lake City hanno iniziato bene la partita lo sophomore, Donovan Mitchell, e il playmaker ex T’Wolves, Ricky Rubio. Per loro due buoni quarti, dettati soprattutto da una quantità di pick and roll andati a buon fine. Però sono entrambi calati nel secondo tempo, quando i Rockets hanno dato il colpo finale. Buona partita in fase realizzativa anche del centro francese Rudy Gobert, migliore dei suoi per punti e rimbalzi (20 e 12). Però, come scritto sopra, ha sofferto troppo il centro avversario che ha indubbiamente vinto il derby europeo. Ai Jazz sono mancati anche due giocatori di esperienza come Korver e Sefolosha (2 punti per il primo, 3 per il secondo), pochi minuti per loro e ancora minore è stato il rendimento.
In gara 1, ancora più che in quella successiva, si è notata la minor qualità della panchina dei Jazz (rispetto a quella dei Rockets) e, con il quintetto, che da l’idea di andar molto in difficoltà contro la difesa dei padroni di casa, come ben dimostrano 16 palle perse dal quintetto ospite.
ROCKETS-JAZZ, GARA 2: IL PICK AND ROLL DEI TEXANI ANNIENTA LA DIFESA DEGLI OSPITI
I Rockets non lasciano scampo ai Jazz dominando a suon di alley-oop, triple e pick and roll. I protagonisti sono i soliti, Tucker, Gordon e Rivers sommergono di triple gli avversari, Capela stoppa tutto ciò che gli passa davanti e Harden realizza il suo show. La guardia nativa della California chiude la partita con 32 punti, 13 rimbalzi e 10 assist a referto. Rispetta a gara 1 sono scese le prestazioni di House e Faried, che nel match della domenica sera avevano portato freschezza e punti in uscita dalla panchina. Mike D’Antoni ha preparato bene la sfida con i Jazz, creando schemi fatti apposta per scardinare la buona difesa della franchigia di Salt Lake City.
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La super difesa di Clint Capela, stoppati sia Mitchell che Gobert.
Questa volta un po meglio i giocatori in uscita dalla panca, soprattutto Royce O’Neale che sarà il miglior realizzatore dei suoi (insieme a Rubio) per punti. In miglioramento anche il rookie ex Duke, Grayson Allen. Però questi miglioramenti potrebbero esser dati dal fatto che il match era già chiuso dopo il terzo quarto (chiuso dai Rockets sul +26). In gara 2 molto male Donovan che chiude con a referto 11 miseri punti (1 su 8 da oltre l’arco, 5 su 19 dal campo e 0/2 dai liberi). Oltre a Mitchell anche Gobert subisce molto le tattiche offensive e difensive della squadra di Houston, che gli concedono solo 11 punti, chiudendo senza stoppate. Benino Favors e Rubio, con il primo che raggiunge la doppia cifra (14 punti, 12 rimbalzi e 3 stoppate, tirando con il 64% dal campo) e il secondo che la sfiora (17 punti e 9 assist).
Come nel primo match enorme è il distacco tra le due squadre, sia per percentuale e triple realizzate (17 su 42 dei Rockets contro gli 8 su 38 dei Jazz). A favore del team di coach Snyder ci sono anche le statistiche degli assist (27 a 17), dettato anche dai tanti pick and roll della franchigia di D’Antoni, dei rimbalzi offensivi (15 su 8) e dei palloni rubati (16 su 8).
Harden dà una mano anche in difesa, arrivando a stoppare anche Mitchell.
COSA ASPETTARCI DALLA SERIE?
Il minimo da aspettarsi da parte dei Jazz è una reazione d’orgoglio della franchigia dello Utah, soprattutto in queste due partite in casa. Dipenderà molto dalla solidità di Rubio, dall’esuberanza di Mitchell e dal cercare un miglioramento delle percentuali del tiro da oltre l’arco, che i Jazz devono ripartire, se non vogliono rischiare che le prossime due partite siano anche le ultime di questi playoff per loro.
D’altra parte i Rockets devono chiudere la serie nelle prossime due partite, così da avere qualche giorno in più di riposo rispetto ai Warriors, che sicuramente dovranno andare almeno fino a gara 5 contro i Clippers. La coppia Harden-Capela è carica e i Jazz non sembra aver idea di come fermarla. Il tiro da tre sta entrando fluidamente per tutti i tiratori e CP3 sta tenendo il suo minutaggio controllato in modo da non rischiare infortuni.
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Il rischio è che Mitchell e compagni non riescano a trovare la chiave per limitare l’efficienza dei pick and roll dei texani e subire fragoroso cappotto.

