Virtus e Fortitudo, la seconda giornata di LBA ci ha già fatto vedere che sotto le due torri si stanno scaldando i motori per arrivare il più agguerriti possibile al derby natalizio. Domenica, infatti, i tifosi bolognesi hanno potuto intravedere alcune gerarchie nel roster delle rispettive squadre che potrebbero fare la differenza nelle scelte degli allenatori.
Fortitudo e Virtus hanno portato a casa due importanti punti per la classifica, anche se nessuna delle due ha vinto sulle avversarie con uno scarto clamoroso.
Gli equilibri in casa Fortitudo
Nella Fortitudo le chiavi sono state la concentrazione e la voglia di lottare su qualsiasi pallone a fare da garante per queste prime vittorie in campionato. Nell’ultima partita giocata in casa contro i campioni d’Italia della Reyer Venezia è difficile trovare un migliore in campo perché la squadra si è divisa molto bene i punteggi dei singoli nel corso dei quarti, ma grazie ai canestri “chirurgici” di Kassius Robertson nel primo tempo, la leadershep di Pietro Aradori che gli ha permesso di essere il top scorer con 20 punti e i 7 punti di capitan Mancinelli nel momento chiave, hanno permesso ai biancoblu di portare a casa la vittoria per 90 a 82 contro i lagunari.
Alla fine del match coach Martino si lasciato andare ad un urlo liberatorio verso la sua curva, per poi presentarsi analitico in conferenza stampa dove ha rilasciato dichiarazioni interessanti: “Abbiamo vinto due grandi partite ma non dobbiamo cambiare mentalità“. Questo, per come intende il lavoro il capo allenatore biancoblu, indica che bisogna rimanere con i piedi per terra e non porsi obiettivi assurdi, ma tornare in palestra con la vittoria facilita il suo lavoro e fa acquisire gradualmente fiducia ai suoi giocatori. Domenica, la squadra guidata da Mancinelli, giocherà su un campo ostico come quello di Varese (che ha inflitto trenta punti di scarto a Trieste, in trasferta) e vedremo se questi giocatori sono pronti ad ambire a qualcosa di più di una semplice salvezza.
Le certezze in casa Virtus
La partita delle Vu nere è finita da un paio di minuti ma la domanda che campeggia nella testa di tutti i tifosi virtussini è la seguente: “Chi va da a dire a Stevan Markovic, dopo questa prestazione, che dalla prossima partita si deve accomodare in panchina perché con ogni probabilità torna Teodosic?” Ovviamente solo uno con il coraggio di coach Djordjevic.
Nella trasferta che ha visto vincente la Virtus contro Pistoia il playmaker serbo ha messo a referto “appena” 10 punti, 7 rimbalzi e 14 assist, praticamente quasi una tripla doppia. La sua prestazione ha fatto passare in sordina i 22 punti del lungo Vince Hunter, i 15 fatti di Frank Gaines e gli altri 15 arrivati da “Pippo” Ricci. In una partita dominata dal 1′ al 40′ minuto dai felsinei, dalla parte di coach Carrea hanno risposto presente solo Johnson e Petteway con 20 punti a testa, mentre Brandt non ha ancora recuperato dall’infortunio.
Giustamente Djordjevic si può ritenere soddisfatto, come dimostrano le sue parole: “Abbiamo fatto una grande partita di intensità, se giochiamo così la strada è quella giusta“. Ha ragione il coach, se la Virtus gioca così si potrà togliere grandissime soddisfazioni e sarà difficile per tutti batterla. Prossimo appuntamento a metà settimana in Eurocup e poi, domenica Venezia torna a Bologna per sfidare questa volta la formazione bianco-nera.

