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#123Ragioni per cui i Philadelphia 76ers dovrebbero tankare

di Mario Tomaino
NBAPassion vi racconta Allen Iverson, una delle ex superstar alle prese con problemi finanziari

Ritorna oggi la nostra speciale rubrica #123ragioni. Questa settimana l’argomento oggetto del nostro focus sono stati i Philadelphia 76ers, autori di uno dei peggiori avvii della storia NBA. Ecco allora tre semplici ragioni per cui Phila farebbe bene a tankare anche quest’anno:

 

1) Prima scelta al Draft 2015

È il 26 maggio 2012 quando, per l’ultima volta, i Philadelphia 76ers salutano i Playoffs, uscendo sconfitti da una serie tirata contro i Celtics, chiusa sul 4-3. Da allora sono cambiate diverse cose. Salutata gente come Iguodala, Turner e Hawes, sono arrivati tanti giovani su cui puntare forte per il futuro. 15994706-mmmainAppunto, il futuro. Ma il presente? Questa parola sembra sia scomparsa tra i dirigenti, che guardano solo al domani senza curarsi dell’oggi. Tale scelta è stata avviata dallo scorso Draft quando arrivò Nerlens Noel, pivot dal gran futuro che però stette fuori tutta la stagione, causa infortunio. La storia si è ripetuta qualche mese fa al Draft 2014, quando, un po’ a sorpresa, i Philadelphia 76ers scelsero Joel Embiid, altro ragazzo dalla elevata prospettiva, che non verrà schierato in questa stagione, sempre a causa di un infortunio. Quando si tornerà a fare sul serio allora? Potremmo dire dalla prossima stagione. I Sixers infatti hanno attualmente il peggior record, con una delle partenze peggiori che la NBA ricordi. L’attuale record della franchigia suggerisce che a Philadelphia puntino ad avere una tra le migliori scelte del prossimo Draft, se non la migliore, in modo da sistemare il quintetto titolare in ruoli come quello di ala piccola. Al momento sarebbe prematuro fare nomi su chi possa essere la pick, di sicuro dalle voci che circolano, pare ci siano diversi nomi appetibili proprio nei ruoli in cui i Sixers necessitano rinforzi.

2) Pescare dal mercato FA

E se una scelta molto alta al draft non dovesse bastare come motivazione per tankare anche in questa stagione, ecco che sbuca il mercato dei Free Agent. Il 2015, infatti, potrebbe essere un anno ricco di cambiamenti. Nomi appetibili come quelli di Gay, Butler, Leonard e tanti altri con situazioni contrattuali ancora in bilico, potrebbero essere oggetto di interesse tra i piani alti della franchigia, magari convincendo almeno uno tra i migliori della Free Agency a credere nella buona fede del progetto, che sicuramente ha permesso ai Philadelphia 76ers di tirar su un roster che ha dalle potenzialità incredibili con gente quale Carter-Williams, Embiid e Noel. Ovviamente alcuni dei giocatori che attualmente vanno in scadenza potrebbero restare nei rispettivi roster, molti altri, però, potrebbero decidere di accettare una sfida stimolante come quella che propone Philadelphia. Al roster manca proprio l’elemento d’esperienza, qualcuno che possa diventare il leader di questo team che, solo attraverso la Free Agency, i Sixers possono sperare di ottenere in tempi brevi.

3) Crescita senza eccessive pressioni

092914-embiid-noel-mcw-600La scelta da parte dei Philadelphia 76ers di tankare per l’ennessima volta, potrebbe avere una ragione di fondo da non trascurare. Non puntare al raggiungimento dei Playoffs sin da questi primi anni di formazione, equivale ad avere sicuramente molta meno pressione sulle spalle del roster. E la pressione si sa, non va sempre d’accordo con la giovane età. Non sarebbe il primo caso, infatti, in cui qualche talento viene bruciato a causa delle eccessive aspettative attorno a sé. Ragion per cui i dirigenti, avendo puntato tutto sul futuro e quindi sulla gioventù, potrebbero aver delineato un percorso ben definito, nel quale venivano contemplati 2-3 anni in cui la franchigia sarebbe rimasta imbottigliata nei bassi fondi della Eastern Conference. Una volta acquisita una buona dose di esperienza in NBA, unita quindi ad una comprovata consapevolezza dei propri mezzi, il team sarebbe stato pronto a puntare seriamente ad obiettivi decisamente più entusiasmanti, cercando di affermarsi come una delle franchigie di punta della Conference se non della lega intera.

I Philadelphia 76ers di oggi sono lontani dall’essere il team che se la giocava contro chiunque, grazie all’apporto di gente Julius Erving o Allen Iverson. Di certo però le scelte effettuate negli ultimi due anni fanno capire le serie intenzioni di costruire un roster completo in ogni reparto, da cui possa nascere una dinastia che duri nel tempo. Sicuramente, in prospettiva, le potenzialità per riuscirci ci sono tutte. Serve solamente un altro pizzico di pazienza, perché, come dice il detto, la pazienza è la virtù dei forti.

Per NBA Passion,

Mario Tomaino

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