L’arrivo di James Harden ai Nets ha avuto l’effetto collaterale di mettere in secondo piano l’infortunio di un giocatore importante come Spencer Dinwiddie, che potrebbe diventare un uomo mercato prima della trade deadline del 25 marzo.
Dinwiddie ha subito un infortunio al legamento crociato del ginocchio destro, una lesione parziale che potrebbe averlo messo KO fino al termine della stagione, anche se i Brooklyn Nets non hanno mai ufficialmente chiamato fuori il loro giocatore.
La situazione contrattuale di Spencer Dinwiddie, e quella tecnica oggi della squadra, potrebbero però spingere il prodotto di Colorado lontano da Brooklyn. Dinwiddie avrà una player option da oltre 12 milioni di dollari da esercitare, e in sua assenza i Nets hanno dato spazio alle spalle di James Harden e Kyrie Irving a giocatori come Bruce Brown e Landry Shamet. E con ottimi risultati soprattutto nel caso dell’utilissimo e versatile Brown.
Se Spencer Dinwiddie restasse a Brooklyn, per lui ruolo e minuti sarebbero giocoforza ridotti. Inoltre i Nets, titolari del secondo monte salari più oneroso della NBA (dietro ai Golden State Warriors), vedrebbero la luxury tax salire ancora nella prossima stagione oltre la quota presente di 92 milioni di dollari.
I Brooklyn Nets dovrebbero inoltre decidere sul rinnovo di Bruce Brown, arrivato via trade a novembre in cambio di Dzanan Musa e giocatore prezioso, a oltre 7 punti e 4 rimbalzi di media a partita con il 58% al tiro, e che si è guadagnato la fiducia di coach Steve Nash.
Se i Nets dovessero quindi decidere di sondare il mercato per Spencer Dinwiddie, i Detroit Pistons sarebbero oggi tra le squadre più interessate. Per Dinwiddie i Pistons potrebbero sacrificare Delon Wright, che però ha un contratto in scadenza solo nel 2022, ed è possibile che i Nets chiedano in cambio della loro point guard una prima scelta futura al draft.
Lo scorso anno da titolare al posto dell’infortunato Kyrie Irving Dinwiddie chiuse la sua stagione a oltre 20 punti a partita, ma non prese parte alla ripartenza del campionato NBA nella bolla di Orlando perché positivo al Covid nelle settimane precedenti.

