“Non lascio Portland, almeno per il momento“, così Damian Lillard durante una diretta Instagram ha risposto alla domanda di un utente.
Lillard, che in questi giorni sta promuovendo il suo nuovo disco “Different on levels the Lord Allows”, ripropone anche via social la formula della fiducia a tempo concessa ai Portland Trail Blazers dopo il finale amaro di stagione con l’eliminazione al primo turno di playoffs contro Denver e le ponderate mosse di mercato della squadra.
Il cambiamento principale dei Blazers in estate è stato l’arrivo di Chauncey Billups, ex star e campione NBA al suo primo incarico da capo allenatore, su di lui c’è tanta curiosità nel vederlo all’opera in una veste nuova. La mossa di mercato invece più importante è stata il rinnovo impegnativo di contratto per Norman Powell, arrivato via trade alla scorsa deadline. Cody Zeller, Tony Snell e Ben McLemore gli altri arrivi dal mercato estivo menr5e dal draft è arrivata l’ala Greg Brown III da Texas.
Se, almeno sulla carta, il quintetto dei Blazers con Lillard, CJ McCollum, Powell, Robert Covington e Jusuf Nurkic vale la lotta ai playoffs nella Eastern Conference, su lunghezza e profondità della panchina i dubbi sono tanti. Persi Carmelo Anthony e Enes Kanter soprattutto, ci si aspetta di più da Anfernee Simons e Nassir Little assieme a Zeller, Derrick Jones Jr e Snell quali cambi principali.
Non una squadra da titolo, ma la migliore possibile oggi vista la situazione salariale della squadra, che dalla prossima stagione tornerà inoltre a pagare la luxury tax. Secondo quanto dichiarato pochi giorni fa da CJ McCollum, Damian Lillard resta “All-in” con i Trail Blazers, ma come ricorda lo stesso Dame è una situazione precaria, che potrebbe cambiare con l’inizio del prossimo campionato NBA se i risultati non dovessero arrivare.

