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Clippers, Harry Giles firma un contratto annuale non garantito

di Alessio Modarelli
clippers harry giles

Dopo aver riportato in California Eric Bledsoe, gli LA Clippers hanno messo sotto contratto il lungo Harry Giles. Come riportato da Shams Charania di The Athletic, Giles ha firmato un contratto non garantito, si prospetta dunque una fiducia tutta da conquistare.

La scelta numero 20 del draft NBA 2017 viene da un’annata in chiaroscuro in quel di Portland: 38 le partite giocate, 2.5 i punti di media. Un rendimento certamente figlio del poco spazio ma anche di una tenuta fisica troppo ballerina per gli standard NBA.

Difatti gli infortuni hanno costantemente logorato la crescita del prodotto di Duke. Etichettato come stella assoluta dai media negli anni del liceo, col tempo il valore del giocatore si è progressivamente deteriorato. Con l’ingresso nella NBA, Giles ha fatto fatica a trovare spazio, viaggiando sempre tra il binario della panchina e quello della G-League, dove al suo esordio con la maglia degli Stockton Kings mise a segno 30 punti nel 2018.

Un giocatore insomma alla ricerca di un’opportunità per rilanciarsi e di un ambiente che possa finalmente valorizzarlo. Nondimeno i Clippers attuali non sono proprio l’ambiente ideale. I californiani vengono da due annate culminate con due brucianti eliminazioni ai playoffs e problemi di spogliatoio che hanno inevitabilmente minato l’intesa sul parquet.

Si parlava di rivoluzione, alcuni hanno addirittura osato ipotizzare una ricostruzione. Ed invece il gm Michael Winger ha dato un chiaro segnale di continuità, portando a casa i rinnovi di Paul George e Kawhi Leonard.

Nella bolla di Orlando nel 2020, proprio Leonard e George furono i principali responsabili dell’eliminazione per mano di Denver, protagonisti con prestazioni macchiate da continui cali di tensione. Invece l’anno scorso a farla da padrone è stata la sfortuna che ha messo fuori gioco l’ex Raptors, per le finali di Conference, contro i Phoenix Suns di Chris Paul e Devin Booker.

Segnali confortanti si attendono anche dal terzetto composto da Reggie Jackson, Marcus Morris e Ivica Zubac. Essi dovranno dare conferma delle ottime performance fatte registrare con l’avvento della gestione Lue e dare sfogo a una maggiore continuità sul lungo periodo.

Sul fronte lunghi, Serge Ibaka rappresenta un punto interrogativo sul piano della tenuta fisica dopo i problemi alla schiena che lo hanno tenuto fuori ai playoffs. A concludere il cerchio Eric Bledsoe, giunto a Los Angeles nello scambio che ha spedito Pat Beverley a Memphis (quest’ultimo accasatosi poi a Minnesota). Regista dotato di una buona difesa e buon attaccante, sarà una pedina da non sottovalutare nello scacchiere di coach Lue, specie se dovesse essere impiegato in uscita dalla panchina.

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