Clint Capela-Celtics, si intensificano i contatti tra Houston e Boston?

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Clint Capela-Celtics, tra i potenziali obiettivi di mercato di Danny Ainge ci sarebbe sempre il lungo degli Houston Rockets.

Interesse trapelato già qualche giorno fa, e reso oggi ancora più concreto dalla notizia che Al Horford, da 3 anni lungo titolare dei Celtics, sonderà il mercato dei free agent e potrebbe lasciare il Massachussets in estate.

Come riportato Ian Begley di SNYtv, vi sarebbero stati recenti colloqui tra Celtics e Rockets per Capela. Il general manager dei texani programma in estate una rivoluzione della squadra, dopo la bruciante eliminazione al secondo turno dei playoffs per mano dei rimaneggiasti Golden State Warriors, ed i dissidi tra le due star James Harden e Chris Paul.

Clint Capela-Celtics, strada difficile?

Parlando dei Boston Celtics, Nella giornata di martedì Shams Charania di The Athletic aveva riferito di una squadra pronta “ad affrontare scenari imprevisti”, ed un futuro del quale ne Kyrie Irving (sempre più disconnesso dagli ambienti Celtics) ne Al Horford faranno parte.

L’ex giocatore degli Atlanta Hawks ha rinunciato alla player option da 30 milioni di dollari prevista sul suo ultimo ano di contratto, per negoziare – a Boston o altrove – un accordo quadriennale. I Celtics avrebbero invece proposto a Horford un triennale.

Difficile pensare – come riportato da Adam Himmelsbach del Boston Globe – ad un pacchetto che possa accontentare gli Houston Rockets, e che non preveda la presenza di almeno uno tra Jayson Tatum, Jaylen Brown, Marcus Smart o Gordon Hayward. Il 25enne Clint Capela aveva firmato nell’estate 2018 un quinquennale da 90 milioni di dollari complessivi con gli Houston Rockets.

Cavs-Kevin Love si ascolteranno le offerte: giocatore in uscita

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Cavs-Kevin Love: lavori in corso. Secondo quanto riportato nelle ultime ore da Brian Windhorst di ESPN infatti, il big man della franchigia dell’Ohio, ex campione NBA con LeBron James e Kyrie Irving, ed ultimo rimasto dei big three di Cleveland, potrebbe salutare i Cavs in caso di offerta giusta.

I Cavaliers avrebbero reso disponibile l’ex Twolves per uno scambio, ed aspettano che si faccia avanti qualcuno con un’0fferta interessante.

Cavs-Kevin Love: chi alla finestra?

Se i Cavaliers vogliono privarsi di Kevin Love, chi potrebbe ora mettere in piedi uno scambio con quel contratto che si porta dietro il numero 0?

Love guadagnerà 25 milioni di dollari il prossimo anno, entrando nel primo del nuovo contratto sottoscritto la passata estate. Ed ora cosa è cambiato? I Cavs vogliono rifondare la squadra su giocatori giovani? La scelta è quella giusta, ma è difficile immaginare chi potrà essere disponibile a scambiare una o più scelte future e giocatori giovani per arrivare a Kevin Love, alle prese con qualche infortunio di troppo e con un contratto garantito da qui a quattro anni, e 145 milioni di dollari complessivi.

I Phoenix Suns si erano fatti avanti tempo fa, i Dallas Mavs sono fuori dai giochi dopo la trade che ha portato i Texas Kristaps Porzingis, come i Bulls (che hanno Lauri Markkanen).

Le franchigie con maggiore spazio salariale e giocatori da scambiare potrebbero non farsi avanti allora. Giusto scambiarlo o meglio tenerlo per fondare con lui la squadra del futuro, ripartendo da zero, anzi dal numero zero?

Miami Heat, Goran Dragic esercita la player-option ma al Draft…

Nelle ore che hanno preceduto la decisiva gara-6 delle NBA Finals 2019, che ha incoronato i Toronto Raptors NBA Champions per la prima volta della loro storia, lo sloveno Goran Dragic ha deciso di esercitare la player-option da $19.2 M che lo legherà ancora ai Miami Heat, secondo Shams Charania di The Athletic. La point-guard campione d’Europa nel 2017 con la sua nazionale era uno dei nomi maggiormente indiziati a partire in questa FA 2019, per dare ufficialmente il via al processo di rebuilding della franchigia della Florida.

Nella stagione 2018-2019, Dragic ha disputato solo 36 partite, di cui 22 da titolare nello starting-lineup di coach Erik Spoelstra a causa di un infortunio al ginocchio destro che lo ha costretto a saltare quasi 3 mesi di regular season ed un successivo affaticamento al polpaccio sinistro che lo ha tenuto per altri 15 giorni. In estate, l’ex Phoenix lavorerà molto sulla gamba destra per recuperare piena autonomia e forza esplosiva, soprattutto in fase di atterraggio sul parquet, per non rischiare ricadute. Le sue cifre nella scorsa RS: 13.7 punti (41.3% FG, 34.8% 3P), 3.1 rimbalzi e 4.8 assist di media a gara.

Miami Heat: Goran Dragic possibile pedina di scambio nella notte del Draft?

Premessa la volontà del giocatore di rimanere a Miami, nel corso degli ultimi mesi lo sloveno è stato spesso associato a possibili trades, anche a più teams, per liberare spazio salariale per la prossima stagione. Il principale obiettivo degli Heat è la Free Agency 2020-2021: per questo, contratti come quello di James Johnson e Dion Waiters, oltre a quello di Goran Dragic, possono diventare appetibili in vista del Draft di giovedì prossimo.

Non sorprende quindi la decisione di Dragic, che aveva già più volte ribadito a diverse testate americane di voler rimanere in Florida almeno per un altro anno, ma la tempistica della stessa. Con circa due settimane d’anticipo rispetto alla deadline del 29 Giugno per optare, il contratto dello sloveno è diventato scambiabile e disponibile per la notte del Barclays Center. E viste le innumerevoli franchigie alla ricerca di una point-guard (Bulls, Suns, Cavs e Twolves su tutte), i Miami Heat potrebbero anche pensare di cederlo non solo per fare trade-up, ma anche in una trade che coinvolga solo expiring-contracts (ovvero contratti in uscita per ridurre il cap sheet della franchigia). Sicuramente, uno scenario plausibile e da tenere d’occhio, in un Draft dove Pat Riley sarà molto attivo.

Boston Celtics, Kyrie Irving ed un ulteriore indizio che lo avvicina a New York

Poche ore da free-agent e Kyrie Irving decide di tirare un ulteriore scossone all’ambiente Celtics in vista delle prossime due settimane di trattative e colloqui. Secondo Adrian Wojnarowski di ESPN, Uncle Drew avrebbe deciso di cambiare procuratore e agenzia di rappresentanza: sarebbe ufficiale, infatti, la risoluzione tra la PG e il suo agente di lungo corso Jeff Wechsler.

Sempre secondo ESPN, Kyrie starebbe trattando un accordo con la Roc Nation Sports proprio in queste ore, agenzia newyorkese e con un chiaro collegamento con le due franchigie operanti nella Grande Mela. Una decisione sorprendente o un possibile ulteriore indizio in vista della FA? Vediamo perchè, nonostante siano solo congetture, la seconda ipotesi non parrebbe esagerata.

Kyrie Irving-Roc Nation Sports: più che una scelta professionale, un ‘occhiolino’ ai Nets?

Partendo dal fatto che le seguenti affermazioni possano rappresentare delle mere coincidenze, Twitter è stato invaso da riferimenti e collegamenti abbastanza fondati. Infatti, il presidente della Roc Nation è tale Jay-Z, supporter storico dei Brooklyn Nets. Inoltre, sembra che a livello professionale ci sia una stretta connessione tra il CEO di questa agenzia e il quadro dirigenziale dei Nets.

Come se non bastasse, in aggiunta, tale società veste anche i panni di rappresentate di Kevin Durant, obiettivo n. 1 dei New York Knicks nonostante l’infortunio occorsogli in G5 delle NBA Finals. Oltre al 2-volte MVP delle Finals, la Roc Nation cura anche l’immagine di Henry Ellenson, da qualche mese nuovo membro dei Knicks.

Considerazioni a parte, questi ulteriori dettagli non sembrano di certo essenziali ai fini della trattativa: eppure, la collocazione temporale degli eventi può voler dire qualcosa di più. Coincidenze o frecciatina alle pretendenti? Non lo sapremo mai: resta il fatto che questo mercoledì ci ha restituito un nuovo protagonista dei rumors e della prossima FA, almeno momentaneamente: e costui non ha il Monociglio. 

 

Memphis Grizzlies, anche Jarron Collins per la panchina

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Anche Jarron Collins, assistente allenatore dei Golden State Warriors di Steve Kerr, uno dei possibili candidati alla panchina dei Memphis Grizzlies.

Come riportato da Ramona Shelburne di ESPN, Collins avrebbe sostenuto un primo colloquio con i Grizzlies, alla ricerca di un nuovo capo allenatore dopo la cacciata di coach J.B. Bickerstaff. Per la panchina dei Memphis Grizzlies ci sarebbero in lizza anche l’attuale allenatore dello Zalgiris Kaunas e grande ex giocatore lituano Sarunas Jasikevicius, e Alex Jensen, assistente allenatore di coach Quin Snyder agli Utah Jazz.

Jarron Collins ha disputato 11 stagioni NBA con la maglia degli Utah Jazz, e brevemente con Phoenix Suns e Los Angeles Clippers, dal 2001 al 2011, dopo 4 anni passati all’università di Stanford.

Nel 2014 l’approdo a Golden State, dapprima come player development coach e dal 2015 come assistente allenatore. Jarron Collins è fratello gemello di Jason, ex giocatore NBA tra New Jersey Nets e Atlanta Hawks.

Il futuro dei Detroit Pistons si chiama Derrick Rose?

Quale sarà il futuro dei TWolves e di un rinato Derrick Rose?

Dopo l’eliminazione al primo turno dei playoffs ai danni dei più quotati Milwaukee Bucks, I Detroit Pistons hanno iniziato a sondare il terreno alla ricerca di una point-guard. 

In queste ultime ore pare che il front office dei Pistons abbia seriamente preso in considerazione la pista che li porterebbe dritti a Derrick Rose, point-guard dei Minnesota Timberwolves.

Il futuro di Rose, unrestricted free agent il prossimo luglio, è ancora piuttosto incerto. Le squadre che ruotano intorno al nome di Rose sembranoessere aumentate vista la stagione giocata ad altissimi livelli dal più giovane MVP della storia della NBA.

Derrick Rose: una stagione da protagonista assoluto

La stagione 2018/2019 è stata per Derrick Rose una sorta di rinascita sia a livello fisico che a livello mentale.

In 51 partite disputate, Rose ha viaggiato ad una media di 18 punti, 2.7 rimbalzi e 4.3 assist a partita. Tuttavia La statistica che mette in ulteriore evidenza la rinascita di Rose è la percentuale al tiro da tre punti. L’exBulls ha mantenuto infatti una media del 37% (massimo in carriera)sui tiri dalla lunga distanza.

Se dovessimo riassumere la stagione di Rose attraverso un’istantanea, sarebbe sicuramente la partita contro gli Utah Jazz50 punti, 4 rimbalzi e 6 assist facevano da cornice al volto rigato da lacrime di felicità e rivincita personale di Derrick Rose. 

Un’operazione chirurgica al gomito ha impedito a Rose di portare a termine la stagione con  i Minnesota Timberwolves. Fortunatamente questo non sembrerebbe compromettere il ritorno in campo di Rose in vista dalla prossima stagione.

Non solo Derrick Rose nella lista dei Pistons, da Seth Curry a Patrick Beverley

Oltre al sopracitato Derrick Rose, la dirigenza dei Detroit Pistons sembrerebbe intenzionata a creare una squadra più competitiva rispetto a quella di quest’anno.

Seth Curry, Patrick Beverly,Ricky Rubio e T.J. McConnell,sono i nomi caldi che in questi ultimi giorni sembrano essere entrati in orbita Pistons.

Lakers-LeBron: Jeanie Buss ha pensato ad un potenziale scambio

Lakers-LeBron: Jeanie Buss ha pensato ad un potenziale scambio

Lakers-LeBron: progetto iniziato male nel corso di questa stagione. Eppure le parti erano in rottura secondo una storia molto particolare riportata in queste ultime ore da Bleacher Report.

Lakers-LeBron: uno dei motivi del possibile scambio è Rich Paul

La stagione dei Los Angeles Lakers in questo momento è un vero e proprio fallimento viste le forti aspettative avute in estate su un loro papabile ritorno tra le prime otto forze della Western Conference.

Oltre agli infortuni e le crisi tecniche e di spogliatoio avvenute nel corso della seconda parte di stagione, uno dei principali imputati del progetto Lakers creato da Pelinka e Magic è senza dubbio LeBron James.

Il Prescelto‘, reduce in questa stagione alla sua più lunga assenza sul parquet a causa di un infortunio dopo 15 stagioni di attività, sembrava essere pronto a riportare i Lakers con qualsiasi mezzo nelle posizioni nobili della classifica.

Tutto ciò, invece, non si è avverato per tanti motivi tecnici ma sopratutto mediatici; tra cui la famosa settimana della trade deadline che avrebbe avvicinato sempre più Anthony Davis al progetto giallo-viola.

In queste ultime settimane, movimentate anche dalla provocazione di un possibile scambio di James mossa da Jeff Van Gundy, arriva proprio una storia molto particolare riguardo un possibile scambio provato proprio da Jeanie Buss per LBJ.

Ecco le parole rilasciate da Ric Bucher di ‘Bleacher Report‘:

La provocazione delle scorse ore riguardo un possibile scambio di James dai Lakers, non è così remota. Una fonte vicina all’organizzazione giallo-viola mi ha parlato di un possibile scambio causato proprio dall’atteggiamento sbagliato di Rich Paul nei confronti dell’organizzazione Lakers. La proprietaria Jeanie Buss, infastidita dall’atteggiamento assunto dall’agente di Davis e LeBron, ha pensato seriamente di cedere quest’ultimo. Lo stesso Paul era consapevole delle azioni della Buss e alla fine in un modo o nell’altro non si è riusciti più a far evolvere la situazione”.

Andre Ingram-Lakers, la storia si ripete: firmato contratto da 10 giorni

Andre Ingram all'esordio con la maglia dei Los Angeles Lakers

Andre Ingram-Lakers: ufficiale il ritorno del giocatore dei South Bay Lakers. Dopo l’esordio dello scorso anno, Ingram torna nel roster di coach Walton in vista del finale di stagione.

Andre Ingram-Lakers: le ultime da Shams Charania

La stagione perdente dei Los Angeles Lakers di coach Walton resta l’argomento più discusso in queste ultime settimane di regular season.

La compagine losangelina, dopo essere stata ufficialmente tagliata fuori dalla post-season della Western Conference a dispetto della squadra costruita in estate; ha subito anche numerose defezioni per questo rush finale della stagione.

Gli infortuni di Lonzo Ball e Brandon Ingram fino allfine della stagione e la decisione del minutaggio limitato nei confronti di LeBron James, i Lakers sono accorsi al mercato della G-League per rimpolpare il proprio roster.

Stando a quanto riportato da Shams Charania in queste ultime ore, il front-office dei Los Angeles Lakers hanno ufficializzato il ritorno con un 10-day contract di Andre Ingram.

Il famossissimo veterano in forza ai South Bay Lakers in G-League, dopo l’esordio dello scorso anno tra le fila proprio del team purple and gold avrà la possibilità di poter mettere in mostra nel migliore dei modi il suo talento molto probabilmente fino al termine della stagione.

New Orleans Pelicans, licenziato il GM Dell Demps

Dell Demps

Svolta importante nel caso Anthony Davis. Pochi minuti fa, i New Orleans Pelicans hanno comunicato la rescissione del contratto di Dell Demps, General Manager della franchigia della Louisiana. Sembrerebbe che, dopo la fine della trade-deadline, le divergenze delineatesi tra il front-office e Demps non si siano placate e tutto questo abbia portato ad una spaccatura all’interno dei reparti manageriali del club.

L’intera organizzazione e il proprietario dei Pelicans Gayle Benson sono già alla ricerca di un sostituto: le voci più ricorrenti parlano di un sostituto interno che traghetti la franchigia fino alla fine della stagione. I nomi in ballo sono quelli di David Booth e Danny Ferry, già facenti parte dell’organico di New Orleans e personalità molto vicine all’ex GM Dell Demps.

New Orleans Pelicans, le principali cause del licenziamento di Dell Demps

Fatale, per l’ormai ex GM dei Pelicans, la gestione del caso AD. Imperdonabili le decisioni intraprese da Dell Demps nelle comunicazioni con le franchigie interessate ad uno scambio e, in particolare, con i Los Angeles Lakers, rappresentati da Magic Johnson.

In particolare, però, la causa scatenante sarebbe stato l’infortunio occorso questa notte a Davis, nella gara contro gli OKC Thunder, e le conseguenti polemiche espresse da ambo le parti nel dopo gara. Nonostante questo, secondo ESPN, il proprietario dei Pelicans si è detto soddisfatto della reazione (sul campo e fuori) del roster, di Alvin Gentry e del suo staff, nonostante le tormentate settimane appena trascorse.

New Orleans sarà, quindi, molto attiva sul mercato per firmare una personalità di alto profilo ed esperienza nelle basketball operations, in grado di sanare i rapporti interni e di delineare in maniera concreta le papabili destinazioni dell’asso di NOLA, in conformità con il volere della società e con il futuro della franchigia. Il presidente Gayle Benson, ormai stufo dell’atteggiamento di Demps, vorrebbe un GM in grado di gestire e prendere il controllo dei trade talks per Anthony Davis.

Possibili aggiornamenti nelle prossime 48-72 ore, probabilmente dopo l’All-Star Game di domenica sera. Un altro capitolo della saga Anthony Davis-New Orleans Pelicans è stato appena scritto, aspettando l’atto conclusivo.

 

Il mercato da playoff dei Sacramento Kings (e non solo): l’analisi

Divac su Joerger

I Sacramento Kings sono stati uno dei team più attivi nell’ultimo giorno di mercato. I due rinforzi portano il nome di Harrison Barnes e Alec Burks, giocatori che potranno essere decisivi per la corsa ai playoff dei giovani Kings.

Andiamo ora ad analizzare nel dettaglio le due trade imbastite dal GM Vlade Divac, la prima e più importante con i Dallas Mavericks, la seconda con Houston e Cleveland.

L’ARRIVO DI HARRISON BARNES 

 

I Kings hanno sfruttato l’occasione di mercato costituita da un Barnes ormai indesiderato a Dallas, portando a casa l’ala piccola necessaria per completare il quintetto. Per farlo, il prezzo da pagare è stato decisamente basso: il classe ’95 Justin Jackson e il contratto di Zach Randolph. Nella sua esperienza ai Kings, Jackson è stato capace di buone prestazioni ma non ha mai avuto la continuità necessaria per proporsi come titolare nello spot di ala piccola. Randolph era invece fuori dalle rotazioni di coach Joerger e costituiva un contratto in scadenza da scambiare a franchigie desiderose di liberare spazio.

Sacramento non si è fatta problemi ad assorbire il pesante contratto di Harrison Barnes, immeritato per quanto fatto vedere a Dallas. I 25 milioni di player option per la prossima stagione non impediranno ai Kings di avere spazio salariale in estate, dal momento che gran parte del roster è composta da giocatori in rookie scale. Barnes sarà per lo più impiegato cometiratore sugli scarichi e  difensore sugli esterni: non dovrà più essere la prima scelta offensiva come nei primi anni a Dallas, ruolo evidentemente non adatto a lui. In una squadra che gioca su ritmi alti, Barnes potrà sicuramente costituire una risorsa affidabile per Joerger.

Nella sua prima partita, ha giocato 37 minuti producendo 12 punti e 7 rimbalzi. Barnes è rimasto in campo anche nel concitato finale contro gli Heat, cavandosela con disinvoltura nonostante il pochissimo tempo per ambientarsi. Una singola partita non può essere che un indizio, ma pare che Barnes possa diventare rapidamente un elemento chiave nelle rotazioni dei Kings.

LATO DALLAS: LA RICERCA DI SPAZIO SALARIALE

Agli occhi di Mark Cuban e della dirigenza Dallas, Barnes era solo un peso eccessivo a libro paga, ormai fuori dal progetto tecnico della squadra. Il piano dei texani consiste nell’offrire un ricchissimo rinnovo a Kristaps Porzingis, recentemente arrivato da New York, ed eventualmente attirare un altro grosso free agent in estate. Assorbiti i terribili contratti di Hardaway Jr. e Courtney Lee, Dallas doveva liberarsi di Barnes per non ingolfare eccessivamente il cap. Inoltre, Hardaway Jr. e Barnes occupano circa le stesse zone di campo: vendendo Barnes, si cercherà di valorizzare Hardaway Jr. anche nell’ottica di trade future.

Tuttavia, Dallas ha ricevuto davvero troppo poco per un giocatore forse strapagato ma certamente meritevole di uno spazio in molti quintetti NBA. Jackson è una magra soddisfazione, mentre Randolph verrà tagliato a breve. L’ideale sarebbe stato ricevere scelte in cambio di Barnes, dato che gran parte delle opportunità al draft in futuro sono state pregiudicate dalla trade per Porzingis. Probabilmente, Dallas ha ottenuto Porzingis e i piani della franchigia sono cambiati molto rapidamente: da una remota eventualità playoff a un tentativo di salvare la prima scelta 2019, destinata agli Hawks ma protetta in top 5. Per questo motivo, non c’è stato il tempo necessario per trovare una contropartita valida per Harrison Barnes, che  è stato svenduto ai Kings.

VOTI ALLA TRADE

Sacramento esce vincitrice dallo scambio e potrà forse puntare a una delle ultime piazze ai playoff nella Western Conference. I Clippers usciranno sicuramente dopo aver ceduto Tobias Harris, perciò i Kings lotteranno con Lakers, Spurs e Jazz per gli ultimi 3 posti validi per la postseason. Il contratto di Barnes è oneroso ma scadrà nel 2020 e non costituisce un grosso impedimento per i piani estivi dei Kings. Voto 9.

Dallas libera spazio ma finisce per svendere uno dei pochi giocatori che avessero valore sul mercato. Se in estate riuscisse a raggiungere una terza stella o alcuni ottimi comprimari da affiancare a Doncic e Porzingis, Cuban avrebbe raggiunto il suo obiettivo. Voto 6.

LO SCAMBIO A TRE CON CAVS E ROCKETS

Vlade Divac ha ricevuto un discreto giocatore come Alec Burks insieme a una seconda scelta nell’ambito di una trade a tre squadre che ha coinvolto Cavaliers e Rockets. Burks si è subito messo in luce con 9 punti e una buona presenza in campo nella vittoria sofferta contro Miami. La guardia ex Cavs completerà le rotazioni dei ruoli di guardia e ala piccola, accontentandosi dei minuti lasciati da Hield, Bogdanovic e Barnes. Il prezzo per raggiungerlo è stato Iman Shumpert, ottimo nella stagione in corso ma non più necessario dopo l’acquisizione di Harrison Barnes. La seconda scelta proveniente da Houston è pur sempre un piccolo asset ricevuto da Divac.

Iman Shumpert andrà a inserirsi nelle rotazioni degli esterni di Houston: l’ennesimo 3&D che va ad aiutare Harden e Chris Paul nella loro lotta per le vette della Western Conference. A Houston si è recentemente liberato lo spazio occupato da James Ennis, finito a Philadelphia. Shumpert occuperà i suoi minuti. Nella trade, Houston ha ceduto anche Brandon Knight e Marquese Chriss ai Cavs, pagando con una prima scelta la necessità di liberarsi dei due pessimi contratti. Houston risparmia sulla luxury e aggiunge un giocatore di esperienza come Shumpert, che potrà rivelarsi utile ai playoff.

I Cleveland Cavaliers giocano a perdere in questa stagione e accettano di cedere i loro giocatori migliori (Alec Burks, ovvero uno scarto di Utah) per accumulare scelte future. La prima scelta di Houston sarà presumibilmente molto alta, ma potrebbe ugualmente rivelarsi utile per i Cavs desiderosi di ricominciare dopo l’addio di LeBron James.

VOTI ALLA TRADE

Si tratta di una trade minore ma interessante e vantaggiosa per tutte le parti in causa. Sacramento pare la vincitrice, perché acquisisce un giocatore tutto sommato simile a Shumpert e riceve una seconda scelta. Voto 7.

Houston aveva necessità di liberarsi dei contratti di Chriss e Knight per ragioni economiche: una prima scelta alta è un prezzo da pagare in questi casi. Voto 6.5.

I Cleveland Cavs accumulano scelte e vendono Burks, che in ogni caso non avrebbe fatto parte del progetto. Voto 7.

 

Trade Deadline 2019, cercasi acquirenti volenterosi per contratti onerosi

Trade Deadline 2019

Nel marasma più totale, tra i ripetuti aggiornamenti per la vicenda Anthony Davis e i continui rumors e ufficialità di trades e scambi, si nasconde un altro lato della trade-deadline. Un aspetto che, spesso, passa in secondo piano vista la sua mancata presenza sui tweets di Woj o Charania, per esempio. Ma, tra gli obiettivi principali delle franchigie, in questi ultimi spiccioli di mercato, vige anche questo dictat: “liberarsi dei c.d. contrattoni”.

E, nella Lega, di questi contrattoni ce ne sono a bizzeffe. Basti pensare al sempreverde e sempre oneroso contratto di Timofey Mozgov, centro russo che ha totalizzato la bellezza di 31 presenze negli ultimi 2 anni, pur intascando uno stipendio pari alla modica cifra di 15,28 milioni di euro nel 2017-2018 e di 16 milioni per la stagione corrente, dopo essere stato scambiato ben 4 volte nelle ultime 4 stagioni (contratto firmato a suo tempo dai Los Angeles Lakers). Se questa speciale categoria potesse avere un nome specifico, sicuramente sarebbe il “Timofey Mozgov Award”.

Dunque, tornando alla Trade Deadline 2019, sono tante le franchigie che inseguono questo obiettivo in prossimità del gong finale. Liberare spazio per la prossima estate, in vista della Free Agency, risulta essere il primo dei problemi per le due squadre di Los Angeles e di New York, nonostante una di queste sia invischiata nell’affare principe di questa sessione. Tuttavia, in generale, quasi tutti e 30 i front-office della National Basketball Association lavorano in larga parte a codesta arte: trattenere tra le proprie mura questi accordi onerosi non è mai un bene, soprattutto per la proprietà. Ed, inoltre, bisogna stare attenti anche alla luxury tax, la tassa di lusso che tutt’oggi condiziona in maniera evidente il salary cap di alcune contender come Toronto Raptors e Oklahoma City Thunder.

Trade Deadline 2019, i 10 contratti più onerosi della Lega

Per fare respirare le tasche delle franchigie, quindi, i front-office agiranno anche su questi profili nelle ultime ore che ci separano dalla deadline delle 21:00 ora italiana. Ad esempio, tre dei papabili giocatori presenti in questo novero di nomi hanno cambiato destinazione: Harrison Barnes (4 yr, 94,5 M), passato ai Sacramento Kings, Ryan Anderson (4 yr, 80 M), passato dai Phoenix Suns ai Miami Heat, Otto Porter Jr. (5 yr, 106 M) trasferitosi nella Windy City da DC e Brandon Knight (5 yr, 70 M), al suo terzo trasferimento in stagione e da stanotte giocatore di Cleveland.

Mosse puramente strategiche, con vista sul futuro. Tuttavia, per chiudere questi scambi bisogna far quadrare gli stipendi: ecco, quindi, che sia Phoenix che Washington si sono viste recapitare altri due macigni come Jabari Parker e Tyler Johnson. Per completare questi accordi, bisogna trovare un team cuscinetto, come si suol dire, che si prenda questo onere a livello finanziario. Alcuni di questi nomi, infatti, potrebbero essere solo di passaggio, con sullo sfondo un buy-out per cercare di giocarsi i playoff in primavera: diventando free-agent, le franchigie possono trovare un accordo di massima con il giocatore fino al 1 Marzo 2019. L’intoppo più importante, in casi del genere, è proprio trovare questo tipo di acquirenti: spesso, con poche ore a disposizione, è l’unico motivo per cui saltano tali trattative.

Andiamo a vedere, di seguito, la top 10 dei contratti onerosi indiziati a partire negli scampoli finali di questa trade-deadline:

1) Nicolas Batum, Charlotte Hornets (5 yr, 120 M): al suo terzo anno di contratto con gli Hornets, il francese è uno dei nomi più gettonati del mercato della franchigia di His Airness. A fine anno saranno 29 anni e 24 i milioni da intascare: insomma, un attestato di partenza per una squadra che vuole sicuramente ripartire da uno young-core, oltre che da Kemba Walker. Ecco, allora, che Batum potrebbe essere un profilo interessante per qualche contender: un possibile nome, già menzionato in alcuni rumors, è quello dei San Antonio Spurs. Difficile, comunque, liberarsi di un contratto del genere: pensate che MJ e Charlotte ci stanno provando da anni, con scarsissimi risultati.

2) Reggie Jackson, Detroit Pistons (5 yr, 80 M): la PG di Detroit è la delusione cocente dell’ultimo triennio. Neanche l’arrivo di Dwane Casey ha saputo rivitalizzare il 28enne proveniente da Boston College. Difficile inserire una delle peggiori guard della Lega per net rating in uno scambio: Detroit ci ha provato per Mike Conley e ci proverà fino alla fine della trade-deadline. Complicato, se non impossibile dargli un altra chance, soprattutto dopo l’arrivo d Blake Griffin, oramai uomo-franchigia e go-to-guy del presente e del futuro nella Motor City.

3) Allen Crabbe, Brooklyn Nets (4 yr, 75 M): uno dei componenti della second-unit di Brooklyn che il prossimo anno potrà esercitare una player-option da 18, 5 M? No, non è uno scherzo. Il buon Sean Marks, GM dei Brooklyn Nets, sa benissimo che un piccolo frammento della prossima FA 2019 passa anche dalla cessione di Crabbe. Buon tiratore in uscita dalla panchina, potrebbe essere scambiato last-minute in una multiple-trade come quella vista ieri tra Houston, Sacramento e Cleveland.

4) Bismack Biyombo, Charlotte Hornets (4 yr, 72 M): Charlotte si dimostra regina dei contratti onerosi. Il centro ex Magic, acquisito in estate, potrà esercitare una player-option da 17 milioni per la stagione 2019-2020. L’idea di Michael Jordan, però, è quella di inserirlo nella trattativa per Marc Gasol, unico obiettivo per la franchigia in ottica playoff. La prima offerta, presentata nella nottata tra lunedì e martedì, è stata rispedita al mittente da Memphis. Vediamo cosa accadrà questo pomeriggio.

5) Enes Kanter, New York Knicks (4 yr, 70 M): il centro turco dei Knicks è da tempo fuori dalle rotazioni di David Fizdale e sul mercato. Come confermato ieri sera da Adrian Wojnarowski di ESPN, i newyorkesi cercheranno fino all’ultimo secondo un accordo per Kanter, per liberare ulteriore spazio salariale per Luglio. Sacramento e Charlotte rimangono alla finestra, almeno per il momento. L’ex OKC, sicuramente, è il profilo più interessante di questa lista.

6) Wesley Matthews, New York Knicks (4 yr, 70 M): appena arrivato a NY, la guardia ex Dallas e Portland potrebbe essere uno degli indiziati per un buy-out o per una sorprendente trade nel tardo pomeriggio di oggi. Matthews sarà free-agent tra pochi mesi e sembra non avere intenzione di attendere quest’estate: vuole una contender per giocare le sue carte ai playoff 2019. Philadelphia sulle sue tracce, ma solo in caso di buy-out, come Boston ed Indiana sempre ad Est.

7) Kent Bazemore, Atlanta Hawks (4 yr, 70 M): dopo il duo Knicks, ecco un’altra consuetudine in questa classifica. Protagonista di una trade del genere nel 2014, quando passò ai Los Angeles Lakers proprio negli ultimi scampoli di trade-deadline, Bazemore è l’ultimo della vecchia guardia ancora presente nel roster di Lloyd Pierce, oltre all’eterno Vince Carter. Per completare la ricostruzione, sarebbe ottimo per l’ex assistant GM dei Golden State Warriors Travis Schlenk chiudere una trade simile a quella di 4 anni fa.

8) Gorgui Dieng, Minnesota Timberwolves (4 yr, 62,8 M): altro nome noto a questi palcoscenici, perno del progetto tecnico dell’ex HC Tom Thibodeau, Dieng è uno dei principali indiziati a partire in questo ultimo giorno di mercato in casa Twolves. Sarebbe un gran colpo piazzare l’ex Jazz in qualche squadra ormai avviata al tanking o in cambio di qualche scelta per i prossimi Draft. Uno tra lui e il prossimo profilo analizzato potrebbe lasciare Minneapolis nella prima serata italiana.

9) Jeff Teague, Minnesota Timberwolves (3 yr, 57 M): la point-guard titolare di Minnesota è stata esplicitamente dichiarata disponibile per eventuali trade e scambi nella giornata di ieri. Non ha un contratto molto importante, visti i numeri e l’esperienza, e potrebbe risultare una buona presa anche per qualche contender. Attenzione all’asse Salt Lake City-Minneapolis, con l’opzione Ricky Rubio già avallata da Utah nell’offerta per Mike Conley. Non cambierebbe sostanzialmente nulla, anche se JT potrebbe far comodo in vista dei playoff.

10) J.R. Smith, Cleveland Cavaliers (4 yr, 57 M): nonostante il brutto capitolo delle scorse NBA Finals, J.R. potrebbe far comodo a molte contender in questo momento, in particolare Houston e Lakers in questo momento. Cleveland cercherà di svendere tutti i suoi prodotti migliori e contratti onerosi, per non rischiare un buy-out. La franchigia dell’Ohio è una delle più attive in uscita al momento: dopo l’addio di Rodney Hood e Alec Burks, l’ex Nuggets e Knicks e Jordan Clarkson potrebbero essere i prossimi a salutare Dan Gilbert.

Oltre ai nomi sopra citati, i Charlotte Hornets possono vantare almeno altri tre contratti di importante peso specifico come Cody Zeller, Marvin Williams e Michael Kidd-Gilchrist. Attenzione anche ai Los Angeles Clippers, già mattatori in questa trade-deadline con lo scambio che ha portato Tobias Harris a Philadelphia: Marcin Gortat e il nostro Danilo Gallinari i prossimi in lizza per una partenza last-minute, per liberare ancora altro spazio in vista della prossima stagione.

Pronti agli ultimi botti di mercato per la stagione 2018-2019? Non vi resta che seguirci live sulla diretta testuale del nostro sito e, a partire dalle 15:30 fino alle 23:00, sul nostro canale YouTube con lo “Speciale Trade Deadline”. Tantissimi ospiti interverranno in trasmissione per parlare delle ultime flash news e rumors della Trade Deadline 2019 e dell’imminente primo All-Star Draft trasmesso in diretta TV in cui verranno composte le squadre che si sfideranno all’ASG di Charlotte 2019. Non mancate!

Davis-Lakers ancora tutto aperto? La situazione

anthony davis trade

Davis-Lakers: affare ancora non naufragato. Le ultimissime dagli States danno ancora l’affare in corso nonostante mancano 24 ore alla trade deadline.

Davis-Lakers: le ultime da Adrian Wojnarowski

Nella giornata di ieri sembrava tutto finito e naufragato l’affare Anthony Davis ai Los Angeles Lakers, ma in questi ultimi minuti arriva l’ennesimo colpo di scena sulla telenovela di mercato che sta appassionando i fan di tutta la Nba.

Stando a quanto riportato da Adrian Wojnarowski, insider di ‘Espn.com‘, i New Orleans Pelicans non hanno risposto alle proposta di trade avanza dai Lakers nei giorni scorsi e che l’affare non è in fase di stallo come riferito nelle ultime 24 ore. Nel tweet appena pubblicato, Adrian Wojnarowski cita testualmente che le due franchigie Nba si incontreranno nelle prossime ore per sviluppare una probabile trattativa a poco più di un giorno dal termine delle trattative, fissato alle 3 p.m. (ore 21:00 in Italia) di domani pomeriggio.

Nelle ultime ore, quindi, sembra essersi verificato un riavvicinamento tra le parti, dovuto anche alla minima ma espressa volontà dei Pelicans di chiudere la trattativa prima della deadline. Situazione in divenire, vista soprattutto la spaccatura nello spogliatoio LAL evidenziata questa notte nella gara giocata e malamente persa ad Indianapolis. Una disfatta che potrebbe però presagire un’imminente tempesta, questa volta derivante dal mercato e dalle mossa di Magic Johnson e Rob Pelinka, protagonisti assoluti della scena della Lega in questo momento.

Protagonisti che, proprio per le recenti vicende extra-campo, dividono (e non poco) i tifosi giallo-viola: nonostante tutto, nessuna trattativa è stata ancora portata a termine. Indiscrezioni che tirano nuovi rumors, come nel caso della trattativa-lampo imbastita con i Detroit Pistons per Reggie Bullock, per cui manca ancora l’ufficialità. Nell’attesa, naturalmente, del colpo più atteso..

Davis-Lakers dunque ancora possibile. Sarà forse il vero botto di mercato dopo la maxi trade di stamane tra Sixers e Clippers? Manca ancora un giorno al termine del mercato e per il momento la situazione non è del tutto in stallo.