Michael Porter Jr, Trae Young, Luka Doncic e Shai Gilgeous-Alexander, tra i talenti top del draft NBA 2018, hanno già firmato la loro rookie scale extension con le rispettive squadre.
Chi ancora manca all’appello, tra gli altri, è Collin Sexton dei Cleveland Cavaliers, miglior giocatore di una squadra che non ha ancora saputo tornare ai playoffs dopo l’addio di LeBron James nel 2018.
Sexton, ex scelta numero 8 da Alabama, ha fatto il possibile per provarci. Lo scorso anno ha chiuso a oltre 24 punti di media, con il 47% al tiro e il 37% da tre punti, e i suoi Cavs erano sembrati da corsa (11-10 di record) prima di fermare Andre Drummond e tirare i remi in barca.
A parole, i Cavaliers sono assolutamente committed, ovvero impegnati a trovare una soluzione per il rinnovo contrattuale di Collin Sexton. Nella pratica, tale rinnovo non è ancora arrivato, e il tempo comincia a stringere con la stagione 2021\22 che si avvicina.
“Noi lo vogliamo qui a lungo termine“, dice il general manager dei Cavs Koby Altman “E stiamo lavorando con i suoi agenti per trovare una soluzione. Collin Sexton è un giocatore che è stato qui con noi sin dall’inizio, per tutto quello che abbiamo tentato di fare in questi 3 anni. E lo amiamo, lo vogliamo qui. Ne parleremo seduti a un tavolo, posso dirvi che abbiamo intenzioni comuni, quello si“.
E’ chiaro che il nodo, se non il problema, siano le cifre. Sexton ha avuto un rendimento che gli permette di chiedere il massimo salariale, un contratto nell’ordine di quello che ha ricevuto Michael Porter Jr a Denver. E non è detto (eufemismo) che quelle siano le cifre che i Cavs abbiano in mente.
Due anni fa, Jaylen Brown firmò da ex terza scelta assoluta una rookie scale extension da 107 milioni di dollari in 4 anni, numeri che visti con gli occhi di oggi danno la portata dell’affare chiuso dai Celtics, in termini di rapporto qualità\prezzo. Ciò che separa Sexton da Porter Jr, Brown o Gilgeous-Alexander sono i risultati di squadra ottenuti fin qui. Senza rinnovo, l’ex Alabama Crimson Tide diventerà restricted free agent nel 2022, e prima di quella data si troverò senza alcun dubbio al centro di voci di mercato.
I Cavs si sono già impegnati a lungo termine con Jarrett Allen e Lauri Markkanen, il contratto di Kevin Love è una sorta di menhir di Obelix da portarsi in spalla. Dal 2022 anche Darius Garland – per cui i Cavaliers stravedono – sarà eleggibile per la sua estensione, Cedi Osman è invece sul mercato assieme a Love. Dal draft, in due anni consecutivi, sono arrivati grandi prospetti come Isaac Okoro e soprattutto Evan Mobley da USC.
E’ possibile che i Cleveland Cavs possano decidere di “passare” su Collin Sexton, scommettendo tutto sul nucleo Garland-Allen-Okoro-Mobley? Una strategia che avrebbe l’effetto di spedire la squadra indietro di un paio di caselle, fuori dalla lotta ai playoffs. Cedere Kevin Love sembra impossibile, Sexton è ancora nel suo contratto da rookie e la contropartita non potrebbe minimamente avvicinarsi al livello cui il prodotto di Alabama si trova oggi. Mettere Love, Sexton e\o Osman nello stesso “pacchetto” via trade assomiglierebbe a un regalo con tanto di fiocco alla squadra che li riceverebbe.
La soluzione al momento più quotata è che alla fine, tra Cavs e Sexton, sarà rinnovo, su cifre a metà strada tra le richieste del giocatore e il palese gioco al ribasso della squadra. Le conseguenze? Con Collin Sexton i Cavaliers possono puntare ai playoffs (ci sono anche i play-in!), e un minuto dopo la firma, Collin Sexton si ritroverà sul mercato. Soprattutto che i progressi di Garland, Mobley e Okoro saranno tali da rendere i Cavs ottimisti.

