La Givova Scafati torna in massima serie per la stagione 2022/23 dopo 14 anni di assenza, in seguito ad una stagione da protagonista assoluta in A2 culminata con la storica vittoria in Gara-5 contro Cantù. I gialloblu di patron Longobardi hanno costruito un roster interessante, rispettando il credo tecnico di coach Rossi: tanta intensità difensiva ed attacco ordinato.
Veterani come Myke Henry e, soprattutto, Julian Stone possono colmare il gap d’esperienza con le altre pretendenti alla salvezza. Il discorso salvezza passerà tanto per il PalaMangano, catino infernale imbattuto l’anno scorso, dove i tempi di ammodernamento dovranno essere celeri, in modo tale da non penalizzare oltremodo un popolo innamorato della palla a spicchi.
Analisi del Mercato della Givova Scafati 2022/23
La dirigenza scafatese ha alternato profili esperti ad altri meno, dando vita ad un roster che nel suo complesso sulla carta è equilibrato. Il parco italiani, con l’unica eccezione di Aristide Landi, è lo stesso dell’anno scorso: aspetto non da sottovalutare perché sarà proprio capitan Rossato, insieme a Monaldi, Ikangi e De Laurentiis ad indicare la retta via ai nuovi arrivati. I veterani presenti nel roster di Scafati dovranno essere da esempio per i tanti giocatori alla prima esperienza in massima serie (ben 5).
Il profilo più intrigante è senz’altro il pivot USA Trevor Thompson. Un totem, di 210 cm per 110 kg, sul quale Scafati farà transitare il propro gioco sia offensivo che difensivo: in LBA pivot con questo fisico ce ne sono pochissimi, o forse nessuno.
Analisi del Roster di Scafati 2022/23
Il mercato di una neopromossa è sempre complicato, dovuto al gap enorme tra le due categorie (oltre a cambiamento burocratici). Scafati ha avuto il coraggio di sposare il “Progetto-Rossi”, andando alla ricerca di profili che inseriti nel contesto del giovane coach napoletano potessero starci bene, anche a discapito di nomi mediaticamente più di impatto. Bravi.
Analizziamo il roster 2022/23 della Givova Scafati giocatore per giocatore.
Julyan Stone: il 33enne, 198cm per 90 kg, anima e cuore del ciclo vincente della Reyer Venezia ha accettato il ruolo di leader di una cenerentola dalle idee molto chiare. Duttilità, energia, leadership, esperienza, all-around player, profilo che calza a pennello all’interno del progetto tattico gialloblù. Potrebbe essere la ciliegina sulla torta nel roster di Scafati.
Diego Monaldi: l’eroe della scorsa campagna playoff, apriliano 29enne (185cm per 78kg) è uno dei senatori del gruppo. La sua balistica al tiro dall’arco (37% da 3 negli scorsi playoff di A2) è la sua principale caratteristica; abbinata ad una gran voglia di imporsi di nuovo in massima serie dopo due anni di cadetteria, culminati con due promozioni da protagonista con Napoli prima e Scafati poi.
Doron Lamb: la guardia ex-Pesaro è stato l’ultimo in ordine cronologico ad arrivare a Scafati. 193cm per 95 kg, la passata stagione autore di 13 punti di media. Solido attaccante che in coppia con Stone forma un duo che tecnicamente di completa bene bilanciando le caratteristiche dei singoli. Backcourt di alto livello.
Riccardo Rossato: capitan Rossato, ormai scafatese d’adozione, nessuno più di lui ha meritato di alzare la coppa la scorsa estate davanti ad un PalaMangano stracolmo di gioia. Classe 1996, 190cm per 85kg, incarna la continuità del progetto Longobardi. Alla sua prima esperienza in massima serie, dopo tanta gavetta, può rubare l’occhio dalla panchina.
Myke Henry: ala 3-D dal peso specifico nell’equilibrio del quintetto incalcolabile. Dovrà ricoprire il ruolo di “equilibratore” o “facilitatore” assicurando continuità soprattutto difensiva. Classe 1991, 198cm per 108 kg, già passato in Italia, a Trieste nel 2020-21, l’anno scorso tra Francia e Grecia.
Iris Ikangi: l’ala ex San Severo, 200cm per 88kg, rappresenta l’essenza del credo tecnico di coach Rossi. Aggressivo in difesa, forte a rimbalzo, dovrà tenere alta l’intensità nei minuti che avrà in campo.
Kruize Pinkins: altro profilo che arriva alla massima serie dopo tanta gavetta in A2 (Casale e Torino). 201cm per 104 kg, ricopre lo spot di 4 in maniera moderna: fronte a canestro, palla a terra, primo passo veloce, mano dall’arco. Importante per gli spazi offensivi della Givova.
Aristide Landi: 203cm per 107 kg, anche lui un 4 moderno, più pericoloso da fuori che nei pressi del ferro in fase offensiva. Torna in massima serie dopo qualche esperienza in squadre di elite di A2. Unico volto nuovo del parco italiani di Scafati.
Trevor Thompson: il totem di coach Rossi. Fisico imponente (210 cm per 110 kg) e mano educata, descrivono un giocatore alla prima esperienza in Italia. Un corpaccione così sotto canestro in LBA era da tempo che non si vedeva, questa può essere un’arma a doppio taglio: il netto vantaggio di stazza può pagare dividendi in attacco, ma anche pagare dazio in difesa contro pivot veloci o dall’ampio range di tiro. Presa sul mercato molto intrigante.
Quirino De Laurentiis: fedelissimo di coach Rossi, insieme anche nella sfortunata esperienza a Rieti, 207cm per 106 kg, dovrà farsi trovare pronto per cogliere questa grande opportunità, soprattutto perchè le noie ad un polso di Thompson lo hanno limitato tantissimo in fase di preparazione.
PROBABILE QUINTETTO: Stone – Lamb- Henry – Pinkins – Thompson
Gli obiettivi di questa stagione
Come ogni neopromossa l’obiettivo deve essere uno ed uno soltanto: la salvezza.
Il livello di questa LBA ormai alle porte sembrerebbe essersi alzato molto. Un equilibrio che tende verso l’alto, sicuramente è una variabile importante nelle gerarchie della classifica. Scafati, insieme al suo calorosissimo pubblico, dovrà costruirsi la permanenza in massima serie tra le mura amiche (siano esse PalaBarbuto o, come tutti ci auguriamo, PalaMangano).

