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NBA Superheroes, Follia, Rabbia e Distruzione: Joakim Noah è Hulk

di Francesco Papillo
joakim noah bulls

Carissimi lettori, dopo una settimana di pausa finalmente siamo arrivati al quarto appuntamento con la nostra rubrica, NBA Superheroes.

Oggi ci immergeremo nel mondo fatto di lucida follia,  rabbia e distruzione, dell’eroe più incontrollabile dell’universo e del giocatore più energico, grintoso e arrabbiato della lega: parliamo dell’incredibile Hulk e di Joakim Noah.

The Incredible Hulk

The Incredible Hulk

Hulk nasce il 1 Maggio  1962 dalla mente di uno dei più brillanti fumettisti di sempre: Stan Lee. L’idea era quella di creare un eroe che rispecchiasse completamene i caratteri fondamentali della psicologia e dell’inconscio umano: l’uomo è pieno di paure ed incertezze e per fuggire da esse ricorre alla rabbia che esplodendo diventa violenza incontrollata e voglia di distruggere tutto. Insomma, l’uomo esplode, perde il controllo e diventa verde dalla rabbia. (Inizialmente il colore della pelle del ” mostro” doveva esser grigio, ma in seguito ad alcune difficoltà tipografiche si è optato per il verde).

E’ questo il caso di Robert Bruce Banner, brillante fisico nucleare che partecipa ad un progetto segreto per conto dell’esercito degli Stati Uniti: la bomba a raggi gamma. Però qualcosa va storto e lo scienziato viene travolto dalla sua stessa creazione, che gli donerà quella Maledizione Verde che ne segnerà il resto della vita.

 

Per capire il rapporto che c’è tra Hulk e Bruce basta pensare alla storia del  Dottor Jekyll e Mr Hyde, dalla quale lo stesso Stan Lee ha tratto ispirazione. Tra Hulk e Bruce c’è un rapporto di odio e amore. Odio perchè l’enorme mostro è incontrollabile e non  gli permette  di vivere normalmente. Amore perchè solo attraverso questa abominevole forza egli  può proteggere le persone che ama da ogni male. Bruce Banner sembra esser l’individuo adatto a personificare la rabbia per antonomasia, avendo avuto un infanzia dannatamente difficile in cui il padre, alcolizzato e pazzo, in un atto di rabbia uccide la madre del giovane.  Solo l’amore di Betty Ross, figlia del generale Thaddeus Ross, può calmare la forza distruttiva di Hulk, tranquillizzandolo e facendolo tornare umano. In seguito alla morte di Betty ad opera di Abominio, mostro creato dalle radiazioni gamma proprio come Hulk (che a sua differenza ha un totale controllo psicologico e sfrutta i suoi poteri per far del male alla gente), il nostro supereroe perde definitivamente la testa e gli scatti di rabbia che lo portano a distruggere tutto saranno incontrollabili. Hulk sarà costretto a scappare dall’esercito, dal quale è continuamente braccato, e da se stesso, per proteggere le persone che ama dalla sua stessa rabbia. Nonostante ciò il mostro verde sconfigge numerosi supercattivi come il già citato Abominio, Onslaught ( entità psionica che vuole distruggere ogni supereroe), l’ Hulk Rosso e numerose organizzazioni criminali, proprio come piace a noi : a calci supersonici nel sedere!

Noah-Hulk

Noah-Hulk

Tutto grinta, determinazione e forza bruta, almeno sul parquet,  è Joakim Noah. Figlio dell’ex tennista Yannick Noah e di Miss Svezia 1978 Cecilia Rhode, Joakim nasce a New York nel 1978 ottenendo la cittadinanza francese. Il piccolo di casa Noah  cresce a Parigi, in una famiglia di sportivi ( padre tennista e il nonno Zacharie Noah era un calciatore) e a 13 anni ritornerà a New York. La mela non cade lontana dall’albero e fin da subito Joakim dimostra il suo talento sportivo sui campi di pallacanestro, sia giocando per la squadra della proprio scuola, sia sui playground della Big Apple, conquistandosi il soprannome di ” The Noble One” il Nobile. Appena finite le scuole medie, Joakim Noah accetta una borsa di studio sportiva e frequenterà l’università della Florida, giocando tre anni  per i Florida  Gators allenati da coach Billy Donovan. Il primo anno è sicuramente deludente. Il nostro Hulk gioca meno di 10 minuti a partita assicurando solamente 4 punti e 3 rimbalzi ad allacciata di scarpe. Insomma una delusione per uno che doveva sfasciare i canestri con facilità. Noah lavora duramente e l’anno da Sophomore lo vede adattarsi alla posizione di Power Forward per lasciar spazio nella posizione di centro ad Al Horford. Da qui in poi Joakim diventa un mostro e porta i suoi Gators a vincere ,da protagonista, due volte consecutivamente il campionato NCAA nel 2006 e nel 2007, venendo nominato MVP della NCAA nel 2006. In finale contro UCLA Joakim guiderà i suoi mettendo a referto una prestazione da 16 punti e 9 rimbalzi, ma molto del suo operato va oltre il tabellino.

E’ ora del grande salto in NBA e nel Draft 2007 i Chicago Bulls lo chiamano con la 9 chiamata al primo giro. Joakim ha talento ma c’è sicuramente da lavorare. Il primo anno ha un buon impatto sulla squadra, portando alla causa tanta grinta e 5.5 punti e 5.2 rimbalzi ad allacciata di scarpe, migliorando ogni aspetto del gioco nei successivi due anni e proclamandosi leader silenzioso della franchigia dell’Illinois. Tra i migliori rimbalzisti della lega, Noah ha un ruolo chiave in squadra: quello di dare la scossa ai compagni ( vedere la palla rubata a Paul Pierce  nel primo turno dei Playoffs della stagione 2008-09 contro i Boston Celtics, e portando i Bulls a gara 7 che però poi perderanno).

Nella stagione successiva Noah ha una media 10.7 punti e 11 rimbalzi, ma non riesce a portare i suoi Bulls più avanti del primo turno dei Playoffs dove vengono eliminati dai Cavs di LeBron James. Da quest’eliminazione però, scatta qualcosa in Noah ,quella lucida follia, quella rabbia e quella  voglia di devastare gli avversari. Da questo momento in poi non parliamo più di un uomo, ma di un Supereroe, che con la maglia della sua squadra da tutto e anche oltre; Noah ormai è diventato l’invincibile Hulk. La sua grinta e l’apporto mostruoso che da in campo gli valgono un estensione contrattuale quinquennale da 60$ mln. La stagione 2010-2011 vede l’esplosione di Derrick Rose , che verrà eletto MVP. Noah subirà un infortunio al pollice della mano destra e rientrerà solamente dopo l’All Star Game. Hulk accetta la leadership del suo Playmaker ed insieme arrivano alle Finals di Conference contro gli Heat dell’arcinemico LeBron James. Dopo una gara 1 mostruosa vinta dai Bulls, la seria viene stravinta dagli Heat che andranno a massacrare Noah e compagni per 4 gare consecutive, chiudendo la serie. Ancora una volta il nostro Hulk non ci sta e la stagione successiva fa registrare una tripla doppia da 13 punti 13 rimbalzi e 10 assist, contro i Bucks ( L’ultimo centro ad aver fatto registrare una tripla doppia in maglia Bulls fu Artis Gilmore nel 1977). Purtroppo Rose si rompe il ginocchio ( Torn ACL)  ai Playoffs e il solo Noah non basta per superare i 76ers di Andre Iguodala.

Ok...Rose è rotto, mettiamo i remi in barca ed aspettiamolo. No, NEANCHE PER SOGNO! Joakim Noah esplode definitivamente nelle due stagioni successive, a suon di stoppate , rimbalzi, punti , assist e intimidazioni. Hulk  porta praticamente da solo i Bulls ai Playoffs, e nella stagione 2013-2014 viene nominato NBA Defensive Player Of The Year ( DPOY). Clamorose sono le prestazioni contro gli Heat di James-Wade-Bosh , contro i 76ers ( 23 punti 21 rimbalzi e 11 stoppate…scusate se è poco ) e contro tutte le altre franchigie NBA.

https://www.youtube.com/watch?v=2cxzaf5e-w8

Purtroppo i Bulls con il solo Noah non riescono ad arrivare fino in fondo e dopo una Regular Season commovente  vengono eliminati  ai Playoffs dai giovani Washington Wizards del nostro The Flash, John Wall. Quest’anno Rose è rientrato al meglio ed i Bulls sono molto migliorati con gli innesti di Gasol e l’esplosione di Jimmy Butler. Noah sta avendo alcuni problemi al ginocchio e in  questa stagione non riesce a dare il massimo.

Attenzione a dare Noah per finito, perchè da un momento all’altro Hulk ritornerà a dominare, a distruggere i canestri e travolgere gli avversari con la sua grinta e la sua fisicità. Perchè quando sei Joakim Noah, non puoi far a meno di esser Hulk. Signori e Signore, E’ TEMPO DI DISTRUZIONE: Joakim Noah è The Green Monster, HULK!

Noah-Hulk digitale

Noah-Hulk digitale

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