I Dallas Mavs hanno premuto il bottone e fatto la loro mossa per Kyrie Irving, ma senza assicurare all’ex Cavs, Celtics e Nets alcun rinnovo di contratto prima di averlo perlomeno visto all’opera in coppia con Luka Doncic.
Come riportato da Marc Stein in coda alla trade che ha spedito Spencer Dinwiddie, Dorian Finney-Smith e 3 future scelte al draft, tra cui una prima scelta 2029, i Mavericks non avrebbero intenzione ora di proporre rinnovi al buio a Irving. E con buona ragione.
Sorvolando (ma è davvero possibile farlo?) sulle questioni extra campo, i Mavs si troveranno alla free agency 2023 con due free agent pesanti, ovvero Kyrie Irving e Christian Wood che potrebbero essere le benedette “spalle” ideali per Doncic, e con almeno 4-5 mesi per valutare tale gruppo.
Le risorse con cui i Mavs cercheranno di far fruttare la loro scommessa sono il rapporto tra Irving e l’ex executive Nike ora gm della squadra Nico Harrison, e con coach Jason Kidd. Sul lato tecnico e la possibile intesa con Doncic e Wood (sempre che resti) è inutile speculare senza vederli prima in campo, ma si può già ipotizzare come il piano partita generale dei nuovi Mavericks sia fare un punto in più degli avversari, e dare più spazio per rifiatare a Luka per averlo fresco quando conta, nel quarto periodo.
I Dallas Mavericks potrebbero non aver chiuso qui il proprio mercato. La squadra scaricherebbe volentieri alcuni contratti pesanti, come quelli di Davis Bertans, JaVale McGee, Dwight Powell e Tim Hardaway Jr, e se ne varrà la pena potrebbero anche sacrificare un’altra prima scelta futura. Esiste però oggi sul mercato un altro giocatore in grado di aumentare il livello del roster?
Come riportato dal Dallas Morning News, i Mavericks “esploreranno” altre trade da qui alla deadline di giovedì 9 febbraio, anche valutando la posizione dei due giovani prospetti Jaden Hardy e soprattutto Josh Green.
