“Maybe it’s me” è il titolo di una brutta sitcom di inizio anni 2000, il titolo di almeno una decina di canzonette pop di epoche variegate, e da oggi anche quello della Waterloo di “LeGm”, di LeBron James come general manager ombra delle sue squadre, Los Angeles Lakers compresi.
Poco dopo la notizia della trade con cui i Brooklyn Nets si sono finalmente sbarazzati di Kyrie Irving spedendolo ai Dallas Mavericks (auguri), LeBron su Twitter ha postato la frase “Maybe It’s Me“, “forse sono io, forse dipende da me“. Ovviamente senza contestualizzare, ma tempismo e precedenti non lasciano molto margine all’immaginazione.
Non che i Lakers non abbiano fatto un tentativo serio per accontentare LeBron James, che aveva di fatto richiesto da settimane rinforzi in grande stile, e che anche ieri dopo la partita persa contro i Pelicans aveva… confermato la fiducia? a Rob Pelinka. Semplicemente, il proprietario dei Brooklyn Nets Joe Tsai non ha voluto accontentare chi (Irving) in 4 anni gli ha creato solo mal di testa.
I Lakers avrebbero offerto ai Nets Russell Westbrook e le due famose prime scelte al draft NBA 2027 e 2029 quale base di trattativa. Il problema tecnico è che per far funzionare tale trade, i Nets avrebbero dovuto inserire a propria volta un altro giocatore (Joe Harris, Seth Curry o Patty Mills) e come riportato avrebbero chiesto un altro sforzo a Pelinka, ovvero Max Christie e Austin Reaves.
Troppo, e i Lakers asieme a Clippers e Suns hanno dovuto abbandonare il tavolo.
Per la cronaca “Maybe it’s me” è anche un verso della canzone di Taylor Swift “Dear John” del 2010: “Forse sono io e il mio ottimismo cieco“. E’ possibile che LeBron abbia trovato calzanti le parole della popstar USA…

