Come sempre voglio iniziare l’articolo ringraziando tutti coloro che ci seguono e che ci motivano a proseguire nel nostro percorso.
Il pezzo di oggi è dedicato ad un giocatore che sta dimostrando sul parquet di poter far cose che nessun altro sa fare, mettendo insieme numeri che scomodano mostri sacri come sua Maestà Michael Jordan e Big O Oscar Robertson. Se poi nella formula magica inserisci uno stile ineguagliabile, anche se discutibile, e una leadership pari a quella di Leonardo delle Tartatughe Ninja, inevitabilmente ottieni quel Supereroe che è Russell Westbrook!
Leonardo è il leader delle Tartarughe Ninja, gruppo di guerrieri-ninja, creati dalle brillanti menti di Peter Laird e Kevin Eastman. Un giorno, in seguito ad un incidente automobilistico, quattro tartarughe vengono scaraventate nelle fogne di New York, dove vengono a contatto con un contenitore di sostanze radioattive. Le tartarughe così sopravvivono e vengono contaminate dalle scorie, divenendo così mutanti dalle sembianze umanoidi. Ad allenare ed educare i quattro fratelli ci pensa il maestro Splinter,anziano ratto mutante, che aveva appreso il Ninjitsu dal suo vecchio maestro, eliminato dal malvagio Shredder. E’ proprio Splinter che affida il ruolo di vendicare il defunto maestro Yoshi a Leonardo, consacrandolo come il Leader del gruppo. I nomi delle quattro tartarughe, Donatello-Raffaello- Michelangelo- Leonardo, sono ispirati ognuno ad un genio Rinascimentale. Nel nostro caso, Leonardo è riferito a Leonardo Da Vinci, ovvero colui che viene indicato come la personalità più geniale di ogni epoca.
Leonardo inizialmente riesce a sconfiggere Shredder, trafiggendolo con la propria katana. Il gruppo pensa che il nemico è stato sconfitto, ma quando tutto sembra andar bene, Shredder ritorna e distrugge la tana delle Tartarughe Ninja, costringendole a trovar riparo sotto il tetto di April, loro amica umana. Il male non si ferma mai, e il gruppo guidato da Shredder, il Clan Del Piede, incendia l’appartamento dei nostri Eroi, che scapperanno nel New Hampshire per ritrovare le forze e combattere ancora il male. Leonardo è colui che sentirà di più la clamorosa sconfitta, non essendo stato capace di proteggere la propria famiglia. Ripresosi dalle ferite, il nostro Supereroe ha una profonda ferita mentale e smarrisce i principi che lo hanno portato a diventare un Leader.
”Mi è stato insegnato che l’onore, Il Bushido, è tutto per un vero guerriero! ”
Senso di responsabilità, giudizio, calma, coraggio, l’arte del Bushido ( l’onore), sono tutte quelle qualità che unite ad un impareggiabile talento nelle arti marziali caratterizzano il Leader. Ma Leonardo scappa affrontando una crisi interiore. Ma i veri Supereroi sono coloro che, nonostante le difficoltà alla fine ritornano a prendono a calci nel sedere il male… ed è così che andrà! Leo torna e sconfigge ancora, con l’aiuto dei suoi fratelli, il Clan del Piede, che minacciava gli innocenti compiendo attentati e sparatorie. Dopo mille peripezie il male finalmente è stato sconfitto, soprattutto grazie all’intervento di Leonardo, Leader fisico ma soprattutto morale delle TMNT!
Ad incarnare le doti di Leader è proprio Russell Westbrook. Long Beach, California 12/11/88, data e luogo da non dimenticare mai per un appassionato di basket, il perchè è semplice: nasceva un nuovo Supereroe! Russell cresce ad L.A, passando un infanzia ed un adolescenza non troppo movimentate. I genitori sono sempre presenti per la giovane stellina, e non gli fanno mancare assolutamente nulla. Con il suo migliore amico, Khelcey Barrs, ogni giorno si allena duramente per arrivare a calcare i parquet dell’NBA, emulando l’idolo locale che è quell’Earvin Johnson Jr, al secolo Magic. Russell e Khelcey entrano a far parte della squadra di pallacanestro della Luzinger High-School, dove Barrs è la stella e Russ si accontenta del ruolo di spalla. Gira voce che UCLA sta visionando i due, con molta più attenzione nei confronti della stella della squadra ovvero Barrs. Nonostante tutto i due amici continuano ad allenarsi insieme, anche dopo gli allenamenti, vanno al campetto e si sfidano 1 vs 1, perchè solo insieme realizzeranno i propri sogni. Ma proprio come succede a Leonardo, non tutto è rose e fiori, e la vita è pronta a metterti alla prova. Durante una partitella al campetto, qualcosa va storto.
Khelcey si accascia al suolo, il cuore non batte più. Il decesso dell’amico segna definitivamente il giovane Russ, che in suo onore decide che ad ogni costo lui arriverà in Nba, per entrambi!
Dopo due anni in panchina, Wesbtrook guiderà la Luzinger ad un record di 25 vittorie e solo 4 sconfitte e mettendo a segno un career high di 51 punti contro Carson. Nonostante ciò, Russ è gracile e non ha uno sviluppo fisico costante, ponendo molti dubbi su una sua carriera futura. I grandi College non lo vogliono, ma pronto al varco c’è l’ateneo che lo visionava a tempo: UCLA. Arrivato al College, inizialmente, la musica non cambia e Russ è costretto a far da secondo a Darren Collison, play titolare. Il secondo anno è quello della svolta. Collison si infortuna e Westbrook diviene la point guard titolare dei Bruins. Con il suo compagno di stanza, Kevin Love, si creerà un duo inarrestabile che porterà il team californiano per ben due volte alle Final Four del torneo NCAA, perdendo però nel 2007 contro Florida e nel 2008 contro Memphis, guidata da Derrick Rose. Finalmente nell’estate del 2008 Russ e Love si dichiarano eleggibili per il Draft, uno dei più talentuosi di sempre, che vede come prima scelta D-Rose.
Con la quarta scelta assoluta , gli allora Seattle Supersonics, oggi Oklahoma City Thunder, scelgono Russell Westbrook, tra lo stupore generale. Ma il GM Sam Presti, scuola San Antonio Spurs, vede benissimo. La stagione da Rookie preannuncia un futuro da Supereroe sul Parquet. Con prestazioni assurde ( tra le quali una tripla doppia da 17 10 10 contro Dallas), viene nominato due volte Rookie del mese, realizzando a fine stagione 15 punti, 5 rimbalzi e 4 assist di media e viene inserito nel primo quintetto Rookie della NBA. L’anno da Sophomore è ancora migliore e, nella partita tra Rookie e Sophomore Russ realizza 40 punti. Nel 2010, grazie all’aiuto dell’amico e compagno di squadra Kevin Durant, i Thunder approdano ai Playoffs, eliminati però dai futuri campioni, i Lakers, guidati da Kobe Bryant ( Batman). Chiuderà la stagione con 16 punti 8 assist e 5 rimbalzi ad allacciata di scarpe.
Nell’estate del 2010 farà parte della spedizione degli USA per i mondiali, uscendone vincitore. La stagione successiva è quella della definitiva esplosione. Tutti vedono Durant come Leader, carismatico e silenzioso e soprattutto è il top scorer della lega, mentre Russ, come fatto in passato, si accontenta del ruolo di spalla…no. Niente per SOGNO! Prima convocazione all’ All Star Game e finali di Western Conference, perse però contro i Dallas Mavericks( futuri campioni), segnano la definitiva esplosione di Russel Westbrook che metterà a referto 22 punti di media 8,2 assist e 4,6 rimbalzi.
La stagione 2011-2012 consegna nella top 10 NBA il nome della nostra targaruga ninja preferita, che aiuta i suoi Thunder ad arrivare alle Finals NBA, eliminando in serie Mavericks, Lakers e Spurs. In finale arrivano i Miami Heat di LeBron James e Dwyane Wade ( The Flash). Gara uno è vittoria OKC, con un Leonardo da ben 27 punti 11 assist e 8 rimbalzi. Nonostante ciò i Thunder devono capitolare contro un LeBron James mostruoso, e il solo Westbrook in gara 4 ( 43 punti!!!) non basta per portare il titolo NBA a casa. Nel 2012 partecipa con gli USA alle Olimpiadi, vincendo l’oro.
L’estate però non è delle migliori, visto che i Thunder dicono addio a James Harden, perdendo certamente una delle maggiori bocche da fuoco della lega. Il primo posto nella Western Conference, durante la Regular Season ( 60 W 22L), sembra illudere i Thunder con un Westbrook che conclude l’anno con 23,2 punti, 5,2 rimbalzi e 7,4 assist in 82 partite giocate tutte da titolare . Durante gara 2 contro gli Houston Rockets, a gioco fermo Patrick Beverly si scontra con Wesbrook, rompendo il menisco del nostro Supereroe, e terminando di fatto i Playoffs dei Thunder, che con il solo Durant( macchina da Regular Season e non da Playoffs) non riescono a ripetersi.
https://www.youtube.com/watch?v=o6N1CImfn6g
La Regular Season di quest’anno sembra finalmente mostrare chi è RUSSELL WESTBROOK. In una prima parte caratterizzata da molti infortuni, il nostro Supereroe riesce comunque a guadagnarsi la convocazione all’All Star Game dove mette a referto 41 punti (!!!!) uno in meno rispetto al record di 42 punti stabilito da Wilt Chamberlain, e guadagnandosi il premio di MVP della competizione. Durant si infortunia. Poveri Thunder, come faranno senza il loro leader? Volete una risposta. Bene, basta il solo numero: 0.
Westbrook con il carisma e la leadership che possiede da sempre, si porta sulle spalle tutta la squadra, giocando in qualsiasi posizione e facendo letteralmente ciò che vuole. Gli schemi di Coach Brooks lo limitano e per questo molti dicono che sia fuori controllo, proprio come una scheggia impazzita. Ma di cosa parliamo? 7 triple doppie e ben 4 consecutive, scomodando Mr Michael Jordan e soprattutto tenendo di media 30 punti 10 rimbalzi e 8 assist in un mese ( Febbraio), secondo nella storia dietro Robertson. Non è però l’unico record polverizzato dal play dei Thunder, che è diventato il sesto giocatore degli ultimi 45 anni capace di segnare almeno 45 punti, prendere 15 rimbalzi e fare 10 assist.
https://www.youtube.com/watch?v=xZW9Ew_EpMM
A questo punto diviene la domanda è una sola. Siamo sicuri che il leader sia l’ex MVP Kevin Durant e non Russell Westbrook. Perchè cuore, grinta, coraggio, un pizzico di follia, palla quadrate, e voglia di realizzare quel piccolo sogno fatto ad un amico d’infanzia che ora non c’è più, spingono un semplice uomo a diventare un vero e proprio Supereroe. Signori e Signore, Ladies and Gentleman, il Leader dei Thunder e delle Tartarughe Ninja: Russell Westbrook è Leonardo!



