L’hanno definita la trattativa migliore degli ultimi anni nel Campionato Italiano. E diversamente non potrebbe essere, dal momento che il nome di Metta World Peace, aka Ron Artest (o The Panda’s Friend che dir si voglia) non si limita a quanto accade all’interno del campo da basket, caratteristica che si porta dietro dalla difficile infanzia nel Bronx.
E’ già, perché per coloro (pochi, ci scommettiamo) che non lo conoscono, Metta è un tipo alquanto folle: selezionato al Draft NBA 1999 dai Chicago Bulls, giocò per i Tori, per Indiana, Sacramento e Houston, prima di approdare – dopo una partita di playoff contro i Lakers – proprio ai gialloviola di Los Angeles. E qui la sua carriera gli regalò le maggiori soddisfazioni: con Kobe Bryant e Phil Jackson vince da titolare il titolo del 2010, battendo in Finale i Boston Celtics. Nel 2013 passa ai Knicks, prima di terminare la carriera NBA e firmare in Cina.
Ma il suo nome, al di là di punti, rimbalzi, titoli e premi individuali, viene ricordato anche per la folle notte del 19 novembre 2004: a Palace of Alburn Hills di Detroit fa in scena una sfida tra i Pistons e i suoi Pacers. Dopo un brutto fallo sul centro di casa Ben Wallace nasce una rissa in campo, che in breve coinvolge anche il pubblico. Mentre Ron è sdraiato sul tavolo dei refertisti, dal palazzo gli piove addosso un bicchiere: il giocatore non ci pensa su volte e si scaraventa contro un tifoso, seguito immediatamente da Stephen Jackson, suo compagno, che lo imita. Ne nasce una scena che cambierà la storia dell’intera NBA e che sconvolse prima di tutti David Stern, allora Commisioner. Per Artest furono 73 partite di squalifica.
Altra particolarità del carattere è rappresentata dal nome: nel 2011 scelse di cambiare nome da Ron Artest a Metta World Peace, processo riconosciuto ufficialmente dalle autorità a Stelle e Strisce. L’ex Lakers commentò in questo modo la scelta: “Così ora la gente sarà costretta a dire ‘Odio la pace del mondo’, se non gli piaccio”. La scorsa estate ha poi voluto rendersi partecipe nella lotta contro l’estinzione dei Panda. Ha quindi chiesto di cambiare il nome nuovamente, in ‘The Panda’s Friend’. Ciò non è stato ancora ufficializzato, ma in Brianza vestirà quel nome sulla maglia. Decisamente un personaggio.
L’ufficialità è arrivata stanotte, tramite il profilo Twitter della società, dopo i continui cinguettii del fratello e dello stesso giocatore, che ripetutamente ha messo in piedi un simpatico gioco di parole: I Cantu (letteralmente I can too: anch’io posso”).
Parliamo ora di campo, perchè lo sbarco nel Bel Paese di MWP è certamente, anche a livello tecnico, un gran bell’acquisto. Non solo per Cantù, ma per l’intero campionato italiano, che aggiunge un giocatore formidabile, famoso in tutto il mondo e capace di far parlare ancora di sè Oltreoceano (al Pianella si attende un inviato nel New York Post). Detto del titolo 2010, vanno sottolineati i premi individuali. A lungo considerato tra i migliori difensori (nel 2004 fu Defensive Player of The Year), la sua media realizzativa è sempre stata in doppia cifra fino al 2010. Recentemente ha giocato in Cina, con i Sichuan Blue Whales (19 punti+6 rimbalzi in media in 15 partite). Ai biancoazzurri porta certamente un’enorme ondata di entusiasmo, ma anche tanta tecnica e un talento esagerato per l’attuale livello del nostro campionato. La presentazione ufficiale si dovrebbe tenere giovedì, probabilmente a Milano. Il giocatore ha scelto la maglia numero 37 e la notizia ha acceso ulteriormente la passione dei tifosi biancoazzurri, tanto negli Eagles Cantù (ad ogni modo sempre presenti e vicini alla squadra) quanto nei semplici appassionati. Per far fronte alla massa che seguirà le gesta di MWP, la Pallacanestro Cantù ha deciso di spostarsi momentaneamente a Desio, per usufruire di un palazzetto ben più ampio del Pianella.
Ma anche gli stessi giocatori e la stessa società è stata colpita da una gioia e una sorpresa incredibile. La presidentessa Cremascoli ha commentato: “Quando Daniele mi ha informato della possibilità di ingaggiare Metta World Peace ho pensato che questa potesse essere la giusta scossa per stimolare la squadra in un momento cruciale della nostra stagione. Metta, dall’alto della sua importantissima carriera in NBA, porterà una ventata di entusiasmo in tutto il mondo del basket italiano e non solo in quello canturino. Sono anche convinta che con le sue qualità di grande giocatore ci darà una grossa mano nella conquista del traguardo dei playoff”. Stesso sentimento nei protagonisti. Gentile dichiara: “Sono davvero felicissimo di poter giocare con una leggenda del basket come Metta World Peace e sono certo che porterà grande entusiasmo e carica per questo finale di stagione. Non vedo l’ora di conoscerlo”, mentre Eric Williams è soddisfatto per l’aspetto anagrafico: “Sarà veramente un’esperienza interessante avere come compagno Metta World Peace. In più finalmente non sarò il veterano di questa squadra, ma potrò cedere a Metta lo scettro del più anziano”. Infine Johnson-Odom, già compagno dell’allora Artest a Hollywood: “Sono contento, è ovvio. Ho sentito Metta al telefono ed è molto carico per questa nuova avventura. Sono certo che ci darà un grande contributo perché parliamo di un campione assoluto”.
Allora non resta che aspettare l’esordio, probabilmente contro Pistoia, e poi ancora il derby contro Milano di metà aprile. L’arrivo di Metta è fondamentale per Cantù e per l’intero movimento cestistico italiano. Sperando che non si avventi sulle tribune dei campi tricolori per fare a botte coi tifosi. Benvenuto Metta, anzi, benvenuto Ron!
Per NBA Passion, Luca Fazzini (Twitter: @_lucafazzini)




