Un decimo posto a Est che non soddisfa la dirigenza dei Chicago Bulls: in particolare un giocatore su tutti, Zach LaVine, è finito al centro della bufera. Un impatto offensivo che danneggia i compagni di squadra e un “mal di stomaco” che non rende facile la situazione all’interno dello spogliatoio della franchigia dell’Illinois.
Il futuro di Zach LaVine sarà la decisione più importante che dovrà prendere la dirigenza dei Bulls, nella seconda parte della stagione: fino all’8 di febbraio, data che segna la trade deadline, ci sarà la possibilità di muoverlo, poi dovrà invece chiudere la stagione a Chicago.
La situazione in casa Bulls con Zach LaVine
Dopo il suo infortunio la squadra si è ricompattata, hanno trovato una intesa diversa i giocatori e su tutti Coby White è esploso come primo violino di una squadra molto più equilibrata. E LaVine quando è tornato in squadra, ha avuto modo di trovare dei Bulls totalmente differenti.
Da novembre la franchigia ha deciso di mettere sul mercato, nessuno si è avvicinato e fatto sotto: la situazione può cambiare da qui a febbraio, questa è la speranza di Chicago, che valuta molto alto il prezzo per farlo partire. Si è provato a parlare con gli Hawks di Murray e AJ Griffin, ma la trade è apparsa sin da subito complicata, si sono fatti sotto i Lakers, ma si sono tirati indietro dopo la richiesta dei Bulls: gli Heat, Spurs e tante altre franchigie hanno bussato in maniera timida, senza mai fare un affondo.
Come cambieranno le cose da qui a fine stagione? Non è da escludere una sua permanenza a Chicago, caldamente spalleggiata anche da Caruso, che ha parlato di come ha cambiato il suo atteggiamento dopo il suo ritorno.
“Penso che sta giocando molto bene, quando è in campo fa letture intelligenti, non forza nulla. Quando gioca così, va sicuramente meglio per la squadra e rende il nostro compito offensivamente più facile. Ci semplifica le cose, sicuramente”

