Sabrina Ionescu aveva giocato troppo male le sue prime WNBA Finals per non ricordarsele, un anno dopo e con la possibilità di redimersi sempre contro le Las Vegas Aces, e in gara 4 delle semifinali playoffs ha portato a termine l’opera.
Le New York Liberty hanno battuto per 76-62 le Aces alla Michelob Ultra Arena di Las Vegas, vincendo la serie per 3-1 e gudagnandosi la seconda finale WNBA di fila. Ad attenderle la vincente della serie tra Minnesota Lynx e Connecticut Sun che andrà a gara 5, e comunque vada New York partirà da favorita, il ruolo che Ionescu e compagne hanno avuto per tutta la stagione.
Sab ha segnato 22 punti con 7 rimbalzi in 36 minuti, e con 5 su 8 da tre. Evasa dalla prigione difensiva in cui le Aces l’avevano gettata in gara 3, Ionescu ha trovato presto in gara 4 il modo di battere ancora raddoppi e blitz, muovendosi senza palla e giocando lontano dal pallone, con Breanna Stewart a iniziare le azioni. Le sue triple hanno sia inaugurato sia chiuso la partita, nel quarto periodo quando Las Vegas non ne aveva più in attacco, fiaccata dai troppi errori da tre (7 su 30) e con poche energie da spendere e le rotazioni corte. Kelsey Plum ha sbagliato tanti buoni tiri (5 su 16 dal campo), A’ja Wilson ha giocato una partita generosa e in cui ha speso tante energie in difesa, ma in linea con una serie disputata non al livello della sua regular season da record e da MVP. Le Liberty sono fisiche, Jonquel Jones è imponente e difficile da spostare sotto canestro, Wilson ha perso fiducia nel suo tiro dalla media e anche ai tiri liberi (4 su 7) non è stata ineccepibile. Chi ha patito però pressione e fatica è stata Jackie Young, sfidata al tiro per tutta la serie e che ha perso fiducia a sua volta con i troppi errori. Per lei 1 su 10 dal campo, e la beffa di un canestro da metà campo, poi non convalidato, al termine del terzo quarto.
“Non tutte le annate sono uguali, quest’anno non ne avevamo abbastanza” ha detto coach Becky Hammon che sapeva che per battere ancora queste Liberty serviva qualcosa di più “Non si preme un bottone e basta. Lo sport è bello anche per questo. New York ha mostrato determinazione e forza di volontà per tutto l’anno, un anno fa abbiamo parlato parecchio dopo aver vinto e sono sicura si fossero segnate tutto. E ora tocca a loro rifarsi. E poi siamo oneste, loro sono state la miglior squadra per tutto l’anno e si sono meritate tutto“.
Niente three-peat dunque per le Aces, che inseguivano un’impresa riuscita solo alle Houston Comets nella WNBA, agli Yankees nel baseball e ai Los Angeles Lakers di Shaq e Kobe nella NBA. “E’ una cosa complicata da fare, quando vinci diventi quella squadra che tutti vogliono battere, diventi il Superbowl di tutte“, così A’ja Wilson, 19 punti con 10 rimbalzi in gara 4. “Ma sono orgogliosa lo stesso di quanto fatto“.
Il messaggio delle New York Liberty appena dopo la sirena di gara 4 per, è stato “non abbiamo ancora concluso nulla“.
“E’ stata una serie dura, anche al livello emotivo e per tante ragioni diverse. Ma non ci sentiamo soddisfatte per questo, non abbiamo ancora ottenuto nulla“, ha detto Breanna Stewart, per lei 19 punti con 14 rimbalzi e 5 assist con 4 stoppate “Ora ci sono le Finals e abbiamo gara 1 e gara 2 in casa nostra. Siamo pronte a iniziare, le finali dello scorso anno non contano più“.
“Gara 3 era andata in un certo modo e avremmo potuto ripetere, invece siamo rimaste unite, abbiamo capito che dovevamo e volevamo dare il meglio di noi e andare a prenderci ciò che ci meritavamo. Questa serie contro di loro ci ha rese una squadra migliore, non parlerei di ‘scoglio’ superato ma di certo dice tanto di che squadra siano state e cosa hanno rappresentato. Sono state una grande motivazione per tutte le altre squadre della lega“, così invece Sabrina Ionescu.
Per le New York Liberty saranno le quinte WNBA Finals della loro storia, in 4 edizioni non hanno mai vinto il titolo nel 1997, 1999, 2000 e 2002, e nel 2023 contro le Aces.

