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NBA, Adam Silver: “Sono un fan delle partite a 40 minuti”. Ma è il solo

di Michele Gibin
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Ogni tanto anche a Adam Silver capita di infilarsi in una verità che non abbia solo a che fare con introiti e dividendi, ed è allora che diventa un commissioner illuminato per la NBA. Come quando ospite del The Dan Patrick Show si dice a favore di una NBA da 40 minuti a partita, e che non superino le due ore complessive di (lunga) esperienza TV.

Dal momento che siamo sempre più coinvolti nel basket globale, sappiamo che la NBA è l’unica lega in cui si giocano 48 minuti a partita” ha detto Silver “E io sono un fan del formato a 40 minuti e 10 minuti a quarto, certo non so quanti altri ve ne siano oltre a me. Ma tralasciamo un secondo che cosa questo possa significare per record e numeri, penso che un formato da 2 ore massimo a partita sia coerente con le abitudini dello spettatore TV di oggi“.

Abbiamo visto ad esempio che le partite alle Olimpiadi duravano non più di 2 ore, così come le partite di college ovviamente. Secondo me una diretta di non più di 2 ore è la durata giusta“.

In media, una partita NBA dura 2 ore e 16 minuti, più di una partita di calcio nonostante i minuti effettivi di gioco siano 48 contro 90. Il numero di interruzioni accessorie in una partita NBA ha ormai raggiunto livelli poco tollerabili, soprattutto nelle partite in diretta TV nazionale: timeout televisivi (e quindi più lunghi), tempi eccessivi anche per battere due semplici tiri liberi, due coaching challenge a testa per squadra e il ricorso troppo esteso all’instant replay nei finali delle partite equilibrate, che dilatano all’inverosimile gli ultimi minuti e interrompono gioco e tensione.

Naturalmente una NBA a 40 minuti vorrebbe dire meno spazio per tanti giocatori, rotazioni più corte, meno tiri e punti, rimbalzi e assist per tutti. Qualcosa che potrebbe alla lunga avere ripercussioni anche sulle cifre che i giocatori NBA guadagnano oggi in media e soprattutto sulla possibilità di emergere per giocatori “di secondo piano”.

Il sempre simpatico Michael Malone, allenatore dei Denver Nuggets, non ha perso tempo nel bocciare la suggestione di Silver, unendo però una misura che sarebbe sacrosanta e a tutela del prodotto (i 40 minuti anziche 48) a proposte balzane che non sono mai state discusse. “Spero che non accada mai, così come spero che non mettano il tiro da 4 punti o cose del genere. Spero che non diventeremo il circo Barnum dove si fa qualsiasi cosa pur mantenere il proprio pubblico. Il basket ha la sua storia e la sua grandezza, e anche una sua purezza e io spero che si possa trovare il modo di restare fedeli a questo“, ha detto Michael Malone dopo la partita persa per 122-112 contro i Knicks al Madison Square Garden.

Adam Silver ha anche ammesso che l’uso ormai smodato del tiro da tre punti possa aver reso più ripetitivo, e quindi anti-televisivo, il prodotto NBA di recente. “Se penso che ci sia troppo tiro da tre? A volte si ma non voglio avere reazioni esagerate, penso che il livello di gioco sia fantastico oggi, e che buona parte delle critiche che si fanno sia ingiusta (…) e gli ascolti TV sono in linea con lo scorso anno nonostante ciò che si racconta“.

Il mio compito” ancora il commissioner “è fare in modo che sempre più appassionati guardino la NBA e sempre più a lungo e il nostro lavoro è oggi duro più che mai perché ci battiamo contro così tante forme di intrattenimento: i podcast, i social media… insomma, occorre essere all’altezza“.

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