Ai Memphis Grizzlies non è restato che giurare che mai più avrebbero fatto una figuraccia del genere, dopo aver perso gara 1 della serie contro gli Oklahoma City Thunder con 51 punti di scarto per 131-80 al Paycom Center.
Al suo esordio ai playoffs da favorita numero 1, OKC ha assalito i Grizzlies per dare una prova di forza all’intera Westen Conference. I Thunder hanno chiuso con la quinta vittoria più larga di sempre in una partita di post-season nella storia della NBA, la più ampia dal lontano 2015. Memphis ha segnato 36 punti nel primo tempo, completamente travolta dalla veemenza difensiva e dall’energia dei Thunder che hanno generato palle perse, canestri e punti facili contropiedi in serie. 36 punti nel secondo quarto, 44 nel terzo periodo prima che le due squadre svuotassero le rispettive panchine, per Aaron Wiggins partita da 21 punti dalla panchina, una doppia doppia per Chet Holmgren da 19 punti con 10 rimbalzi e per Jalen Williams 20 punti. OKC non ha sostanzialmente avuto bisogno di Shai Gilgeous-Alexander, da oggi ufficialmente finalista per il premio di MVP stagionale, e che ha finito con 15 punti e 4 su 13 dal campo in appena 23 minuti.
Per i Grizzlies, stanchi dopo due partite di play-in e con un Ja Morant che gioca con le infiltrazioni alla caviglia destra infortunata, si è capito subito che aria tirasse in gara 1. “Non giocheremo mai più così male, La caviglia? Sto bene” si è limitato a dire la point guard di Memphis.
“Per nostra fortuna dopo una serata così non si può che risalire” ha detto coach Tuomas Iisalo dopo gara 1 “Analizzeremo cosa è successo, impareremo e sistemeremo che cosa non ha funzionato. Che è parecchio“.
Memphis non è stata pronta su tutta la linea. Nessuna possibilità di secondi possessi in attacco, troppi passaggi molli e facile preda dei difensori e degli anticipi dei Thunder, giocatori non pronti al livello richiesto di intensità come Zach Edey e soprattutto Scotty Pippen Jr i quali saranno probabilmente i giocatori che perderanno minuti da gara 2, a beneficio di uomini più mobili come Marvin Bagley III e tiratori come Luke Kennard. Con 6 su 34 dalla lunga distanza è impensabile anche solo competere contro i Thunder.
