Home EurolegaL’Efes sogna 30′, Hernangomez lo sveglia: G1 è del Panathinaikos

L’Efes sogna 30′, Hernangomez lo sveglia: G1 è del Panathinaikos

di Daniele Morbio
Il Panathinaikos rimonta e batte l'Efes in G1 con super Hernangomez

Serve un clamoroso Hernangomez al Panathinaikos per svegliare l’Efes: Gara 1 dei playoff di Euroleague finisce ai greens con una rimonta importantissima, dal -12 del 28′. Partita a strappi quella di OAKA, con il cambio di guida che arriva a metà del secondo quarto: da un vantaggio greco di 9 lunghezze si passa ad un +8 turco grazie ad un clamoroso break di 0-17 che rovescia il match. La formazione di Ataman ha trovato diverse volte la forza di rimontare, venendo – però – sempre ricacciata indietro, almeno sino agli ultimi 180 secondi, dove si è concretizzato e definito il sorpasso che ha dato G1 ai locali.

Una partita che ha avuto in Juancho Hernangomez il vero e totale protagonista: il lungo spagnolo ha guidato il Panathinaikos alla rimonta con una prova terrificante da 20 punti e 16 rimbalzi, per 40 di valutazione. In doppia cifra anche Nunn con 15 (4/15 al tiro), Sloukas con 13, Yurtseven con 14 e Osman con 11. L’Efes ne ha avuti 17 con 7 rimbalzi da Larkin, 17 con 8 rimbalzi e 5 stoppate da un dominante Poirier, 14 da Bryant e 11 da un solido Willis. Un duello, come visto, che ha avuto protagonisti i lunghi, capaci di creare non pochi problemi alla difesa avversaria. Finisce 87-83 per i greens G1, con il secondo atto in programma giovedì.

Panathinaikos-Efes, Hernangomez il vero fattore

Fattore H per il Panathinaikos: serve la miglior prova in carriera di Hernangomez ad Ataman per venire a capo dell’ingarbugliata matassa chiamata Efes in una Gara 1 tiratissima e durissima. I turchi hanno confermato in questi primi 40 minuti di essere squadra in super condizione, mettendo in campo attenzione, concentrazione, aggressività e personalità: coach Banchi può dirsi più che soddisfatto della prestazione dei suoi, ma è pur vero che non portare a casa una partita dominata per larghi tratti nei quarti centrali può rivelarsi fatale in questa serie che comunque non è certo finita.

I turchi hanno giocato la pallacanestro che dovevano per larghi tratti, mettendo sassolini sempre più grandi negli ingranaggi greci, portando Nunn e compagni ad uscire psicologicamente dal match nel secondo periodo: aggressività sulla palla e sulle linee di passaggio, impatto devastante di Poirier sotto canestro con una serie di stoppate clamorose e con la sua fisicità difficilmente contenibile, ben aiutato dal genio di Larkin, dalla solidità di Bryant e dalla precisione di un Willis che è stato vero fattore. Triple, spaziature ottime, ritmo, focus sulle piccole cose, rimbalzi offensivi e difesa aggressiva per creare problemi ai greens.

Ci è voluto un impatto dirompente di Hernangomez per rilanciare le azioni del Panathinaikos: lo spagnolo ha letteralmente salvato Ataman in G1, tenendo e vincendo il duello con Poirier giocando fuori e dentro, con la sua consueta pericolosità e con dinamismo. Sono 20 con 16 rimbalzi per il lungo, abile ad essere aggressivo a rimbalzo e determinante nei roll a canestro: l’energia di Sloukas e la freddezza di Grant hanno poi fatto il resto, con la capacità rispettiva di attaccare il ferro e colpire da fuori nel momento cruciale. La vera differenza però l’ha fatta l’energia dei greens nel finale: l’Efes ha perso ritmo e palloni, non trovando più la via del canestro, in particolar modo da fuori.

NUMERI STELLARI PER HERNANGOMEZ IN UNA G1 DA CAREER HIGH

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