Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsMinnesota TimberwolvesTwolves, risposta esagerata in gara 3: 43 punti di scarto ai Thunder!

Twolves, risposta esagerata in gara 3: 43 punti di scarto ai Thunder!

di Michele Gibin
okcc_twolves_gara_3

Ci si aspettava una risposta concreta dei Minnesota Timberwolves in gara 3 ma non certo di queste proporzioni: Anthony Edwards e compagni hanno invece esagerato con una vittoria per 143-101 contro gli Oklahoma City Thunder che ha riaperto la serie dopo le prime due partite a OKC.

Edwards ha segnato 30 punti di cui 16 nel solo primo quarto, in cui Ant ha segnato più punti di tutti i Thunder (34-14 il parziale). OKC ha siglato i primi due canestri della partita ma è poi finita sotto presto, sorpresa dall’aggressività difensiva dei Twolves che sono riusciti a generare palle perse e cattivi tiri senza commettere falli superflui, una grande vittoria tattica per coach Chris Finch. I Timberwolves sono balzati sul 39-16 a inizio secondo quarto con Edwards e l’impatto dalla panchina di Nickeil Alexander-Walker, Donte DiVincenzo e dell’invenzione Terrence Shannon Jr, buttato nella mischia da coach Finch e che ha terminato gara 3 con 15 punti in 13 minuti.

I Thunder sono stati investiti senza prendere la targa del camion. Demoliti a rimbalzo (50-31) e rallentati dalla pressione difensiva di Minnesota che inizia appena varcata la metà campo a difesa schierata. Finch sceglie di non cambiare sui pick and roll e giocare altissimo col difensore in aiuto, Rudy Gobert, Julius Randle o Nez Reid, e di proporre a Shai Gilgeous-Alexander tanti pre-aiuti per indurlo a cedere il pallone. Un piano che funziona alla perfezione soprattutto perché prende alla sprovvista i Thunder.

In attacco sono le letture di Edwards, miglioratissime in questi playoffs, a fare tanta differenza. Ant non affretta le decisioni e si crea buoni tiri da tre che converte (5 su 8), quando è pressato esegue il passaggio corretto al difensore lasciato libero e Minnesota trova sempre il tiratore libero negli angoli. E DiVincenzo, Alexander-Walker e Jaden McDaniels non sbagliano Minnie finisce con 20 su 40 da tre e 30 assist di squadra. Nel quarto quarto i punti di scarto tra le due diventano 37, una debacle per i Thunder.

Ho solo voluto pressare il pallone il massimo possibile e tirare più che potessi” ha detto Anthony Edwards della sua gara 3 “Anche in gara 2 mi sentivo in ritmo ma il tiro non è mai entrato. Ma si tratta di tirare con fiducia, andare in palestra e ripetere e ripetere“. La star dei Twolves stava tirando con 4 su 17 da tre punti prima di gara 3.

Julius Randle ha chiuso con 24 punti, dalla panchina doppia cifra per Alexander-Walker, Reid, Terrence Shannon Jr e persino per Leonard Miller nel garbage time. Dall’altra parte Shai Gilgeous-Alexander ha messo assieme appena 14 punti con 4 su 13 al tiro e 4 palle perse. E i 42 punti di scarto presi in gara 3 sono diventati il peggior passivo mai accumulato ai playoffs nella storia della franchigia.

Una partita che dimostra solo che cosa siamo in grado di fare. Ora abbiamo segnato uno standard per noi stessi, perché non provare a giocare sempre così? Dipende solo da noi scendere in campo così o no, e non da loro” è la lezione del veterano Mike Conley. “La serie non è cambiata, sono sempre loro avanti. Abbiamo solo vinto una partita e non ci dobbiamo esaltare. Loro restano la miglior squadra della NBA” ancora Edwards.

Minnesota ha saputo rispondere anche sul piano del pubblico. In gara 3 il Target Center non ha avuto nulla da invidiare al Paycom Center di OKC per decibel e atmosfera, e si è sentita la sua spinta nel primo quarto quando i Twolves sono entrati in partita. “Questa energia mi è servita oggi, mi ha dato parecchia verve e tutta la squadra ne ha beneficiato” ha detto Randle. L’ex Knicks non aveva giocato che pochi minuti nel secondo tempo di gara 2 quando coach Finch aveva provato a calvalcare Naz Reid, ma è tornato il miglior Randle della post-season in gara 3, anche dopo una chiacchierata franca col suo allenatore. “Io vorrei sempre essere in campo ma la squadra viene prima di tutto. A volte bisogna mettere il proprio ego da parte“.

You may also like

Lascia un commento