Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsAtlanta HawksPlayoffs NBA, solo vittorie in casa in gara 1: bene Lakers e Cavs, Rockets che fate?

Quattro gare 1 e quattro vittorie in casa nella giornata d’esordio dei playoffs NBA 2026, coi successi di Cleveland Cavs, Denver Nuggets, New York Knicks e dei Los Angeles Lakers che si sono portate tutte sull’1-0 nelle rispettive serie.

I Cavs hanno battuto senza appello per 126-113 i Toronto Raptors, con un terzo quarto da 36-22 di parziale a fare la differenza e 32 punti di Donovan Mitchell e 24 punti dalla panchina di Max Strus. Al Madison Square Garden successo per 113-102 dei Knicks sugli Atlanta Hawks grazie ai 28 punti di Jalen Brunson e i 25 punti di Karl-Anthony Towns. A Ovest i Denver Nuggets correggono una partenza lenta contro i Minnesota Timberwolves e vincono 116-105 con 30 punti di Jamal Murray, frutto anche di 16 tiri liberi (16 su 16), e un terzo periodo fatale ai Twolves da 29-17 di parziale. Minnesota che ha il problema delle condizioni non ideali di Anthony Edwards, sofferente al ginocchio destro. La sorpresa della notte arriva dai Los Angeles Lakers che pur privi di Luka Doncic e Austin Reaves infortunati, approfittano dell’assenza di Kevin Durant dall’altra parte e battono gli Houston Rockets per 107-98. Una partita che deve far preoccupare coach Ime Udoka per il prosieguo della serie, anche al netto delle condizioni – tutte da verificare anche per gara 2 – di KD che ha subito una contusione sopra al ginocchio destro che gli impedisce di giocare.

Cavs-Raptors 116-113

Parte bene con Mitchell, James Harden e Max Strus la rincorsa dei Cleveland Cavs che vincono gara 1 in casa contro i Raptors, cui concedono solo un tempo. Toronto è senza Immanuel Quickley out per un problema muscolare e al suo posto in quintetto base parte Jamal Shead. La prima metà di partita è equilibrata, con Harden e Mitchell a guidare l’attacco Cavaliers e Scottie Barnes e Collin Murray-Boyles a rispondere. Sembra un clima da colpo in trasferta per i Raptors che però cambia nel terzo periodo, Cleveland alza il ritmo e Toronto si stacca. Brandon Ingram sparisce dalla partita in attacco e si prenderà solo 2 tiri nel secondo tempo, tutt’altro che l’ideale, e si vede la differenza tra l’avere una grande point guard come Harden e dover invece fare senza, come gli ospiti.

Per Mitchell 32 punti, Harden chiude con una doppia doppia da 22 punti e 10 assist, i Cavs segnano 16 triple di squadra di cui 4 del solo Max Strus, 24 punti dalla panchina. 17 le palle perse dei Raptors che o cresce in attacco in questa serie oltre alle soluzioni personali degli Ingram, Barnes e RJ Barrett (24 punti) o “muore” presto. Gara 2 è già decisiva per coach Rajakovic.

Nuggets-Timberwolves 116-105

I Nuggets partono a rilento in gara 1 concedendo 33 punti nel primo quarto ai Twolves e devono recuperare terreno per tutto il primo tempo. Ma già a metà partita il punteggio è sul 62-62 e l’inerzia è cambiata in favore dei padroni di casa, nonostante una partita tutt’altro che perfetta.

29-17 Nuggets del terzo periodo, con un parziale di 17-2 che mette Denver avanti in doppia cifra, mentre il livello anche fisico della serie già si alza. Finirà con falli tecnici per Jaden McDaniels, Aaron Gordon, Julius Randle e coach David Adelman, e con 33 tiri liberi concessi a Denver che fanno arrabbiare i Twolves. Jamal Murray tira malissimo (7 su 22 dal campo) e non segna mai da tre ma si guadagna 16 tiri liberi, dall’altra parte Anthony Edwards litiga col canestro (2 su 9 da tre) e non appare al meglio su un ginocchio destro problematico. E nonostante i problemi Minnesota arriva ancora sul -2 nel quarto periodo ma manca l’aggancio, e anzi si distrae concedendo secondi possessi e commettendo errori difensivi, che non si può permettere. Nikola Jokic non gioca a sua volta una gran partita, pur con 25 punti, 13 rimbalzi e 11 assist con 5 palle perse, Aaron Gordon ha problemi di falli nel primo tempo ma chiude con 17 punti. E una gara 1 già ruvida tra due squadre che si conoscono bene e hanno il loro “vissuto” ai playoffs.

Knicks-Hawks 113-102

Per tre quarti di gioco è la partita decisamente più divertente e di alto livello vista in questa prima giornata di playoffs, poi tutta la forza e la profondità del roster dei Knicks viene fuori nel quarto periodo. Ma se gara 1 dovesse essere stata solo il prologo di una bella serie tra Knicks e Hawks, non stupiamoci.

CJ McCollum e Jalen Johnson tengono Atlanta a contatto per tre quarti, con 26 punti dell’ex Blazers, dall’altra parte Jalen Brunson e Karl-Anthony Towns si “spartiscono” la partita. Brunson segna 19 punti nel primo tempo e quando la difesa degli Hawks lo raddoppia e gli toglie il pallone dalle mani, ecco KAT con altri 19 punti dei suoi 25 finali nella seconda metà. Nel quarto periodo i Knicks toccano anche il +19 e quando Atlanta si ripresenta sul -8 non c’è più tempo per rimediare ma se gara 1 doveva essere un test di prontezza per una squadra nuova a questo livelli, il risultato è incoraggiante. A patto però di un maggior impatto di Jonathan Kuminga dalla panchina e di una difesa meno fallosa rispetto a quella vista nel primo atto. Per Brunson 28 punti, OG Anunoby segna 18 punti e coach Mike Brown scongela con efficacia dalla panchina Jordan Clarkson, che dà una mano in soli 11 minuti per 8 punti.

Lakers-Rockets 107-98

Tutti i dubbi sui Rockets esplodono in una gara 1 desolante contro i Los Angeles Lakers senza Doncic e Reaves, e che pilotati invece da un LeBron James versione Magic Johnson 1991 chiudono gara 1 con il 61% dal campo e vincono pur con 18 palle perse e pure 9 tiri liberi sbagliati. Senza Kevin Durant out per un colpo sopra al ginocchio destro patito in allenamento, Houston fatica a generare attacco, segna 19 punti nel secondo quarto e 18 nel terzo e gira a vuoto. Amen Thompson, un Reed Sheppard frettoloso, Alperen Sengun tutti rimandati.

LeBron James non può più dominare una partita di playoffs da solo, ma può far segnare comunque chiunque altro abbia la sua stessa maglia, se questi si fanno trovare pronti. E succede in gara 1 dove l’affidabile Rui Hachimura, Marcus Smart, persino Deandre Ayton e soprattutto Luke Kennard rispondono. James si piazza nel suo ufficio in post medio e al gomito e da lì chiama di volta in volta il suo numero, o quello di un compagno che deve solo eseguire. Ayton e Hachimura iniziano bene, pure Jarred Vanderbilt segna da tre con metri di spazio. I Rockets senza KD sembrano invece una squadra che non sa giocare a pallacanestro, sbaglia i tempi degli aiuti, sbaglia layup e appoggi, sbaglia approccio.

Nel terzo quarto, prendendo la partita a testate, Houston si porta persino avanti per 51-50 ma dura poco. LeBron sempre col periscopio manda a canestro tutti, gioca di fisico contro Thompson e Tari Eason che hanno 18 anni meno di lui, e quando va in panchina a riposarsi, incredibilmente i Rockets perdono pure quei minuti quando i Lakers hanno in campo dei quintetti che coach JJ Redick non aveva esattamente previsto, sole due settimane fa. I Lakers toccano la doppia cifra di vantaggio nel quarto periodo e la chiudono, Luke Kennard segna 27 punti con 5 su 5 da tre, per Ayton 19 punti con 11 rimbalzi e LeBron è perfetto, con 19 punti, 8 rimbalzi, 13 assist con 2 palle perse in 38 minuti. La serie è ancora lunga e il rientro (ma quando?) di Durant la cambierà, soprattutto perché i Lakers saranno comunque ancora senza Doncic e Reaves e prima o poi i valori si riequilibrano.

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