Con 54 punti combinati Jalen Brunson e Karl-Anthony Towns hanno allungato la serie per i New York Knicks sul 3-2 per gli Indiana Pacers, vincendo in casa al Madison Square Garden per 111-94 e respingendo il primo match point per Tyrese Haliburton e compagni.
Brunson ha segnato 32 punti con 5 rimbalzi e 5 assist, per Towns non al meglio a causa di una botta al ginocchio rimediata in gara 4, una doppia doppia da 24 punti con 13 rimbalzi e i Knicks si sono imposti stavolta nettamente sui Pacers, la prima volta nella serie, e hanno soprattutto vinto la prima partita in casa delle loro finali di conference.
In gara 5 al contrario delle partite precedenti, i Knicks sono sempre avanti nel punteggio e nel terzo quarto toccano anche il +20. E per la prima volta in 5 partite i Pacers non danno quella sensazione di solidità mostrata in questa post-season. Tyrese Haliburton, grandioso in gara 4 in casa, chiude con appena 8 punti e 6 assist, nel quintetto base di coach Rick Carlisle il solo Pascal Siakam valica la doppia cifra con 15 punti e un minimo d’energia arriva solo da Bennedict Mathurin, rispolverato dalla panchina con 23 punti, e da Obi Toppin. Ma la partita di Indiana resta insufficiente, da squadra che rinuncia quasi a giocarsi il primo match point per rinviare tutto a gara 6.
Jalen Brunson ha segnato 14 punti nel primo quarto, senza mai sbagliare dal campo. Dall’altra parte i Pacers hanno iniziato sotto ritmo e con troppe palle perse, altro sintomo negativo. Saranno 20 i palloni buttati alla fine, altra controtendenza che nasce dalle esitazioni di Haliburton che non riesce a “ricalibrarsi” da scorer in una serata in cui a Indiana manca una guida.
“Penso che i miei giocatori siano stati bravi a far faticare Haliburton per qualsiasi cosa, oggi. E con lui si deve fare così” ha detto Tom Thibodeau, che in gara 5 ha ruotato ben 10 giocatori dando minuti dalla panchina a Landry Shamet, Delon Wright e Miles McBride oltre a Josh Hart, con Mitchell Robinson confermato in quintetto base. Hart ha chiuso con una doppia doppia da 12 punti e 10 rimbalzi.
“Siamo un gruppo con delle risorse, e che sa sempre rispondere a una giornata negativa quando le cose non vanno. Sappiamo bene che cosa c’è in gioco ed è tutto OK. Niente panico e niente paura” così Tyrese Haliburton. Il quintetto titolare di Indiana ha segnato appena 37 punti, con un Aaron Nesmith non al meglio e limitato a soli 16 minuti e un Andrew Nembhard che sta tirando male in questa serie. “Io devo fare molto meglio di così e lo farò in gara 6, dobbiamo andare più veloci e inizia tutto da me. Oggi è stata una brutta partita ma si può migliorare“.
“Già dall’inizio non abbiamo avuto la necessaria dose di energia e forza per sopravvivere a un’atmosfera come questa. Non siamo mai andati avanti nel punteggio e tante cose non sono andate bene“, così coach Rick Carlisle.
“Oggi c’è da essere contenti di come abbiamo saputo rispondere, con energia. Sono orgoglioso della nostra partita ma ora dobbiamo replicare tutto già dal primo quarto di gara 6” ha detto Brunson dopo la partita. Karl-Anthony Towns era stato in dubbio nelle ore precedenti a gara 5 per una botta al ginocchio subita in gara 4 ma in cuor suo non ha mai avuto dubbi: “C’era scitto gara 5 e non esisteva altro, avrei giocato“. KAT ha finito con 36 minuti, il massimo per i Knicks, e +26 di plus\minus con anche 5 falli e 4 palle perse, e 10 su 20 dal campo. Per Jalen Brunson 12 su 18 al tiro e 4 triple.
Dopo la partita, un Pascal Siakam nervoso ha avuto un confronto con un giornalista, Gregg Doyel dell’Indy Star, quando il cronista ha chiesto all’ex Raptors di spiegare meglio una sua dichiarazione, secondo cui i Knicks avevano giocato con più voglia rispetto ai Pacers. “Te l’ho già detto, che cosa vuoi che dica ancora? Loro sono stati più forti, noi ci abbiamo dato ma loro di più. Non capisco cosa vuoi“. Siakam si è poi innervosito ed è arrivato a chiedere agli altri presenti in sala stampa “chi fosse quel tizio“.
Non è la prima volta che Doyel si rende protagonista di uno scontro con un giocatore, lo scorso anno il giornalista fu sospeso dal suo giornale dopo una sua gaffe (a essere gentili) su Caitlin Clark, star delle Indiana Fever, nel maggio del 2024.

