Josh Giddey è ancora al centro dell’attenzione a Chicago, ma non per motivi sportivi, ma per il suo futuro ai Bulls. Il talento australiano, arrivato lo scorso anno in uno scambio con gli Oklahoma City Thunder, ha mostrato di poter essere un pezzo importante per il futuro della franchigia. Eppure, proprio il suo futuro in maglia biancorossa oggi appare più incerto che mai. Il motivo? Una trattativa contrattuale che stenta a decollare e che, giorno dopo giorno, alimenta dubbi e tensioni.
Secondo quanto riportato da più fonti, Giddey avrebbe avanzato richieste economiche importanti in proiezione del contratto futuro. Un contratto pluriennale da circa 30 milioni di dollari all’anno, sulla scia di quanto ottenuto da giocatori come Jalen Suggs. Una cifra che, a oggi, i Bulls non sembrano intenzionati ad avvicinare. La loro controproposta si fermerebbe attorno ai 20-25 milioni annui. Un’offerta che rispecchia la loro strategia: cautela, pragmatismo e nessuna voglia di farsi mettere con le spalle al muro.
Nel frattempo, alcuni segnali non sono passati inosservati. Giddey è sì presente a Las Vegas, dove si sta disputando la Summer League, ma non ha fatto alcuna apparizione pubblica accanto allo staff e ai dirigenti dei Bulls. Un’assenza che in molti hanno letto come un messaggio, nemmeno troppo velato, in merito allo stallo delle trattative. Nessun confronto diretto, nessuna foto insieme, solo silenzi. E in un mondo come quello NBA, anche i silenzi parlano forte.
Dal punto di vista tecnico, l’ex Thunder ha poco da dimostrare. Nell’ultima stagione ha chiuso con oltre 14 punti, 8 rimbalzi e più di 7 assist di media. Numeri solidi, rafforzati da un miglioramento sensibile nel tiro da tre punti e da una capacità di gestione del gioco che ha fatto comodo a coach Donovan. In più, Giddey ha già messo a segno sette triple-doppie con la maglia dei Bulls, entrando in una ristrettissima élite che nella storia della franchigia comprende solo Michael Jordan e Scottie Pippen tra coloro capaci di superare 1000 punti, 500 rimbalzi e 500 assist in una singola stagione.
Tuttavia, il valore sportivo non basta, soprattutto in un contesto in cui il mercato dei restricted free agents è particolarmente statico. Nessuna offerta esterna concreta è finora arrivata, e questo mette Giddey in una posizione di svantaggio rispetto ai Bulls. Possono permettersi di aspettare, con in tasca la qualifying offer da 11 milioni già depositata. Se Giddey decidesse di non accettare un rinnovo alle condizioni proposte, potrebbe giocare la stagione 2025-26 proprio con la QO, diventando poi free agent non ristretto nel 2026. Ma sarebbe una mossa rischiosa per lui, anche sul piano della stabilità e della crescita tecnica.
Le prossime settimane saranno decisive. Chicago non ha intenzione di cedere alla pressione di un contratto troppo pesante, e sta aspettando di vedere se Giddey abbasserà le sue pretese o sceglierà di puntare tutto su se stesso con un altro anno da “prove it deal”. In un certo senso, è una partita a scacchi in cui nessuno vuole muovere per primo. E in cui il tempo, oggi, sembra giocare a favore della dirigenza Bulls.
